{"title":"EDOARDO DOTTORI","description":"\u003cp\u003eEdoardo Dottori è uno dei giovani vignaioli più interessanti dei Castelli di Jesi, nelle Marche, e ha costruito il proprio progetto intorno a un’idea molto precisa: conoscere profondamente la vite per intervenire con consapevolezza, senza trasformare il vino in un semplice esercizio di tecnica. La sua formazione parte dagli studi classici e prosegue alla Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche; alla vita da vignaiolo affianca ancora oggi quella di docente di discipline agrarie, un'attività che rispecchia perfettamente il suo approccio fatto di osservazione, sperimentazione e continua ricerca. Il progetto nasce dal desiderio di tornare alle colline nelle quali è cresciuto e oggi si sviluppa principalmente tra San Paolo di Jesi e Cupramontana, due aree centrali per comprendere il Verdicchio dei Castelli di Jesi. Edoardo lavora circa 8 ettari e mantiene una produzione volutamente artigianale, concentrandosi soprattutto sul Verdicchio e affiancando alla vite anche l’olivo, altra coltura alla quale dedica particolare attenzione e sulla quale possiede una profonda competenza agronomica. \u003cspan class=\"contents\" data-content-reference-start=\"1136\" data-content-reference-end=\"1168\"\u003e\u003cspan class=\"\" data-state=\"closed\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e I vigneti sono condotti in agricoltura biologica certificata, con inerbimenti naturali, cover crops, sovescio e concimazioni organiche utilizzate per mantenere fertilità e vitalità dei terreni. È soprattutto il rapporto tra suolo e Verdicchio a guidare il lavoro: a San Paolo di Jesi le vigne crescono su terreni argillosi ricchi di calcare e scheletro, in alcuni punti segnati dalla presenza di antichi sedimenti marini, mentre a Cupramontana cambiano altitudine, esposizione e composizione dei suoli. La vendemmia viene effettuata manualmente e può protrarsi fino alla seconda metà di ottobre per le selezioni che richiedono maggiore maturità. In cantina l’approccio rimane coerente: pressature delicate, decantazione statica a freddo, fermentazioni spontanee affidate ai lieviti indigeni e lunghi affinamenti sulle fecce fini, utilizzando soprattutto acciaio e cemento secondo il carattere della singola parcella. Dal 2024 Edoardo lavora nella nuova cantina di Contrada Morella a Cupramontana, un passaggio importante per poter seguire con ancora maggiore precisione separatamente le diverse masse. \u003cspan class=\"contents\" data-content-reference-start=\"2271\" data-content-reference-end=\"2303\"\u003e\u003cspan class=\"\" data-state=\"closed\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e Il Verdicchio è il centro assoluto della produzione e viene utilizzato per raccontare luoghi e interpretazioni differenti. Colle Bianco nasce da Verdicchio in purezza coltivato a San Paolo di Jesi, su una parcella esposta a nord a circa 180 metri di altitudine: fermenta spontaneamente e rimane sei mesi in acciaio sulle fecce fini prima di proseguire l’affinamento in bottiglia. Kochlos proviene invece da una differente porzione del vigneto di San Paolo, a circa 215 metri, su un terreno argilloso particolarmente ricco di calcare e scheletro, anticamente occupato dal mare; anche qui il Verdicchio è in purezza, ma il percorso cambia radicalmente, con circa un anno in cemento sulle fecce seguito da almeno un altro anno in bottiglia. È la selezione che maggiormente mette in evidenza la capacità del Verdicchio di acquistare profondità e complessità senza perdere tensione e rappresenta oggi una delle espressioni di riferimento della cantina. Nardì racconta invece Cupramontana e soprattutto una concezione più antica del vigneto marchigiano: nasce da una vigna di circa sessant’anni in Contrada San Michele, uno dei luoghi storicamente più vocati della denominazione, e unisce circa l’85% di Verdicchio a Trebbiano Toscano e Malvasia, mantenendo quella mescolanza varietale che apparteneva alla tradizione mezzadrile. Il nome è un omaggio a un vignaiolo dal quale la famiglia Dottori acquistava il vino quotidiano e lega così la bottiglia non soltanto a un luogo, ma anche alla memoria personale di Edoardo. \u003cspan class=\"contents\" data-content-reference-start=\"3818\" data-content-reference-end=\"3850\"\u003e\u003cspan class=\"\" data-state=\"closed\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e Accanto ai bianchi, Edoardo sperimenta anche con il Montepulciano, vinificato attraverso fermentazione spontanea e affinamenti decisamente insoliti, come quello in damigiane di vetro sulle fecce per un anno, ulteriore dimostrazione di un progetto nel quale il contenitore viene scelto in funzione del vino e non per aderire a uno stile prestabilito. La produzione rimane molto limitata e il riconoscimento ottenuto negli ultimi anni non ha modificato questa impostazione: nel 2023 Slow Wine lo ha premiato come Giovane Vignaiolo, mentre Kochlos è arrivato ai Tre Bicchieri del Gambero Rosso, portando maggiore attenzione su una realtà rimasta fortemente artigianale. \u003cspan class=\"contents\" data-content-reference-start=\"4518\" data-content-reference-end=\"4551\"\u003e\u003cspan class=\"\" data-state=\"closed\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e Edoardo Dottori rappresenta così una generazione di produttori marchigiani che sta rileggendo il Verdicchio senza rompere il rapporto con la cultura agricola che lo ha preceduto. San Paolo di Jesi e Cupramontana, vigne vecchie e nuovi impianti, biologico, fermentazioni spontanee, acciaio e cemento diventano strumenti per mostrare quanto lo stesso vitigno possa cambiare secondo suolo, esposizione e tempo. Colle Bianco racconta il lato più immediato e verticale del Verdicchio, Kochlos ne approfondisce struttura e capacità evolutiva, mentre Nardì recupera la memoria delle vecchie vigne promiscue marchigiane. Dietro questi vini rimane soprattutto la figura di un vignaiolo che è contemporaneamente agronomo, docente e divulgatore e che considera la conoscenza tecnica non un mezzo per manipolare la natura, ma lo strumento necessario per comprenderla e accompagnarla. È proprio questo equilibrio tra studio e sensibilità artigiana a definire l’identità di Edoardo Dottori e a rendere il suo progetto una delle interpretazioni contemporanee più personali del Verdicchio dei Castelli di Jesi.\u003c\/p\u003e","products":[{"product_id":"castelli-di-jesi-verdicchio-riserva-docg-kochlos-2024-edoardo-dottori","title":"CASTELLI DI JESI VERDICCHIO RISERVA DOCG \"KOCHLOS\" 2024 - EDOARDO DOTTORI","description":"\u003ch4\u003eNOTE SENSORIALI:\u003c\/h4\u003e\n\u003cp\u003eIl Kochlos 2024 di Edoardo Dottori è un Verdicchio Riserva che nasce a San Paolo di Jesi e mostra il volto più profondo e ambizioso del lavoro di questo giovane vignaiolo marchigiano. Rispetto a un Verdicchio costruito esclusivamente sulla freschezza, qui il vitigno acquista materia e complessità senza perdere quella tensione salina che costituisce uno dei caratteri più riconoscibili del territorio. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, destinato ad acquistare maggiore intensità con l’evoluzione. Il naso si muove tra fiori bianchi, mela, pera e agrumi, per aprirsi gradualmente verso pesca, erbe mediterranee e sfumature più mature di frutta a polpa gialla. Con l’ossigenazione emerge soprattutto una marcata componente minerale, quasi marina, che diventa il filo conduttore dell’intera degustazione. In bocca è pieno e avvolgente, ma la struttura viene continuamente alleggerita da freschezza e sapidità. Il cemento permette al vino di acquistare volume senza aggiungere aromi estranei, lasciando emergere con precisione il carattere del Verdicchio. Il finale è lungo, salino e leggermente iodato, con il tipico richiamo ammandorlato della varietà e una profondità che lascia intuire una notevole capacità di evoluzione.\u003c\/p\u003e\n\u003ch4\u003eCURIOSITÁ:\u003c\/h4\u003e\n\u003cp\u003eKochlos è prodotto da 100% Verdicchio e proviene dalla parte più alta di un vigneto di proprietà di Edoardo Dottori a San Paolo di Jesi, nel cuore dell’area classica dei Castelli di Jesi. La particolarità della parcella è soprattutto geologica: il terreno è composto da argilla, limo e sabbia in proporzioni piuttosto equilibrate, con abbondante calcare, scheletro e numerosi resti di antiche conchiglie, testimonianza di quando queste terre erano sommerse dal mare. Proprio da qui nasce il nome “Kochlos”, termine greco che significa conchiglia e che sintetizza il legame tra il vino e la sua origine marina. Il vigneto viene condotto secondo i principi dell’agricoltura biologica, lavorando sulla vitalità del suolo attraverso inerbimento, colture di copertura, sovescio e utilizzo di letame maturo. In cantina Edoardo mantiene un approccio essenziale: la fermentazione è affidata ai lieviti indigeni e avviene in acciaio, mentre il lungo affinamento prosegue per circa 12 mesi in cemento, seguito da altri 12 mesi di riposo in bottiglia prima della commercializzazione. La prima annata prodotta è stata la 2018 e Kochlos si è rapidamente affermato come l’etichetta più importante del progetto, tanto che la 2022 ha conquistato i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. È un Verdicchio pensato fin dall’origine per il tempo, nel quale la Riserva non significa maggiore peso o utilizzo del legno, ma soprattutto profondità, maturazione e capacità di raccontare lentamente il carattere minerale del vigneto.\u003c\/p\u003e","brand":"EDOARDO DOTTORI","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":48638035329368,"sku":"35329368","price":19.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0076\/3032\/3801\/files\/DSC_0001_clipped_rev_1-2026-09-29T150523.719.png?v=1790687132"}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0076\/3032\/3801\/collections\/Immagine_ChatGPT_29_set_2026_14_31_48.png?v=1790685195","url":"https:\/\/3kwine.com\/es\/collections\/edoardo-dottori.oembed","provider":"3K WINE","version":"1.0","type":"link"}