MICHELE CHIARLO

Barbera d’Asti Superiore Nizza Riserva DOCG “La Court Vigna Veja” 2011 - Michele Chiarlo

€48
  • abbinamenti Ottimo con i secondi piatti a base di carne, accompagna egregiamente anche primi con sughi strutturati e formaggi bovini e caprini stagionati. Da provare con il tartufo bianco di Alba.
  • alcol 14%
  • annata 2011
  • denominazione Barbera d’Asti DOCG
  • filosofia tradizionale
  • formato O,75 l
  • giudizio 3k 8/10
  • premi Bibenda 4 Grappoli
  • regione Piemonte (Italia)
  • temperatura di servizio 18-20°
  • vitigni Barbera 100%

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE:

Alla vista si presenta con un colore rosso scuro, molto profondo. Il naso è dominato da sentori fruttati avvolgenti, alternati ad aromi che tendono verso lo speziato. Al palato è di ottima struttura, ricco, potente, ben equilibrato. Chiude con un finale decisamente persistente.

PERCHÉ CI PIACE:

Il vigneto di “La Court” è uno dei gioielli di cui Michele Chiarlo si vanta più volentieri; proprio dalle vigne più vecchie di questa parcella nasce, in sole 3000 bottiglie, la “Vigna Veja”, Barbera d’Asti Superiore Nizza Riserva DOCG la cui classe risiede nel grande equilibrio di profumi offerti al naso. Le uve effettuano una lunga fermentazione, di circa 20 giorni, alla temperatura di 27-30 °C, per poi maturare due anni in botte di rovere e due anni in vetro. Una bottiglia davvero per pochi appassionati, la cui etichetta è disegnata da Ugo Nespolo, grande artista esponente della Pop Art: una chicca così è davvero imperdibile!

L’azienda Michele Chiarlo fu fondata nel 1956 da Michele Chiarlo a Calamandrana, nel cuore dell’astigiano, producendo la prima annata di Barolo nel 1958. Durante gli anni seguenti la cantina, a conduzione rigorosamente famigliare, si sviluppò notevolmente, grazie agli importanti acquisti effettuati nelle migliori zone delle Langhe, aggiudicandosi, nel 1987 e nel 1989, terreni a Cerequio e a Cannubi. Oggi l’azienda si sviluppa su circa 110 ettari vitati, di cui 60 sono di proprietà e i restanti 50 con contratti di affitto a lungo termine, dando vita a poco più di un milione di bottiglie. La conduzione è affidata ai figli di Michele, Alberto e Stefano: il primo si occupa dello sviluppo commerciale, mentre il secondo è enologo. Nei vigneti si coltivano solo uve autoctone, concentrandosi su nebbiolo, barbera, cortese e moscato; in cantina la filosofia mira a esaltare le caratteristiche che contraddistinguono il vitigno contestualizzato in un determinato terroir, cercando per i vini rossi di utilizzare moderatamente il legno, affinando i vari crus secondo il metodo tradizionale, in botti grandi o tonneaux. Obiettivo fondamentale che viene perseguito dalla Michele Chiarlo è quello della sostenibilità, concetto caro alla famiglia sin dagli anni ’90, quando si iniziarono le prime applicazioni di lotta integrata, fitofarmaci selettivi e ulteriori pratiche naturali. Un percorso virtuoso, che si rinnova nel tempo: nel 2007 infatti si è iniziato un progetto, riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, che mira alla sostenibilità totale della filiera, sino alla tavola dei consumatori. I Chiarlo sono persone dinamiche, attente ai tempi moderni, come testimonia l’ambizioso progetto di hospitality inaugurato con il “Palais Cerequio”, struttura ricettiva ideale per coloro che vogliono concedersi qualche giorno di riposo in un mondo dove è il vino a essere protagonista assoluto. Una ventina di etichette eccellenti in totale, dal Barolo al Barbaresco, dal Gavi alla Barbera: bottiglie che, sorso dopo sorso e vendemmia dopo vendemmia, si confermano nell’olimpo dei migliori vini italiani.

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