CAPPELLANO

Barolo Docg "Otin Fiorin - Piè Rupestris" 2014 - Cappellano

€300
  • abbinamenti Perfetto da bere con carne rossa in umido, carne arrosto e grigliata, selvaggina, formaggi stagionati.
  • alcol 14%
  • annata 2014
  • denominazione Barolo DOCG
  • filosofia tradizionale
  • formato O,75 l
  • giudizio 3k 9/10
  • regione Piemonte (Italia)
  • temperatura di servizio 18-20°
  • vitigni Nebbiolo 100%

NOTE DI DEGUSTAZIONE:

Il rosso Otin Fiorin Piè Rupestris è un'ode alla tipicità, sin dal suo colore granato intenso. Naso stratificato e austero, la cui compattezza inizialmente potrebbe intimidire. Un pò di pazienza, ed eccolo elargire pennellate di liquirizia, rosa canina e viola, sempre con cenni discreti. L'evoluzione ne amplia il profilo aromatico con richiami al sottobosco, al goudron, e al cuoio, oltre che intensificarlo. Al sorso il liquido si rivela un vero e proprio monumento, ha la stoffa dei campioni con una materia fittissima in cui freschezza, sapidità e tannino sono incastonati assieme. Lunghissima persistenza, non solo in bocca ma anche nella memoria. Maratoneta fuoriclasse.

PERCHÉ CI PIACE:

Il Barolo Otin Fiorin Piè Rupestris è un inno alle Langhe vitivinicole, liquido austero e tridimensionale. La famiglia Cappellano, ai pari dei Mascarello, dei Rinaldi e di altre locali, è una di quelle che ha tracciato la rotta e scandito la produzione vinicola in uno dei terroir più vocati al mondo. Sempre al riparo da mode passeggere ed interpretazioni moderne, i Cappellano sono rimasti legati al concetto di vini innanzitutto sani, da attendere con pazienza, baluardi di quello che dovrebbe essere il vero Barolo. Un secolo e mezzo di storia e 4 ettari, siti a Serralunga d'Alba, coltivati senza l'uso di sostanze chimiche o di sintesi, da sempre. Nessuna parola può raccontare bene la cantina come le bottiglie che ne escono, arcigne e compatte da giovani, ma già dotate di un ventaglio aromatico emozionante. Da attendere, anche anni, per godere di rinnovate complessità. Il vino Otin Fiorin Piè Rupestris è un Barolo che proviene da uno dei più rinomati cru di Serralunga d'Alba, ovvero il Gabutti. Le uve di Nebbiolo in purezza provengono da viti molto vecchie di oltre 60 anni di età, e l'estensione della parcella è di soli 1,5 ettari. Dopo la raccolta manuale dei grappoli, con accurata cernita degli stessi, le uve vengono portate in cantina per la diraspapigiatura, e successivamente il mosto fermenta spontaneamente solo tramite lieviti indigeni. L'affinamento del liquido avviene per 18 mesi in botte grande, senza che questo subisca filtrazioni.

La storia della cantina Cappellano ha inizio nel 1870, quando il notaio Filippo Cappellano, ricco possidente dell'Albese, fonda la cantina accorpando un patrimonio di 60 ettari di terreno coltivato a vite. Alla sua morte gli subentra prima il figlio Giovanni, enologo, e poi Giuseppe, farmacista: il primo, dotato di grande competenza e spirito imprenditoriale, ristruttura la cantina e si fa promotore di progetti innovativi, volti alla valorizzazione del territorio e dei prodotti delle Langhe; il secondo inventa prima le gelatine d'uva e poi il Barolo Chinato, che rimane ancora oggi un monumento dell'enologia italiana.

Il Barolo Chinato della famiglia Cappellano venne creato utilizzando una ricetta rimasta segretissima: vengono aggiunte al Barolo delle spezie in dosi sapienti, che anche oggi rendono questo vino inimitabile. Dopo la morte di Giuseppe nel 1955, il grande patrimonio di famiglia viene frammentato e disperso. Solo alla fine degli anni ‘60 Teobaldo Cappellano, nato e cresciuto in Eritrea, torna a Serralunga e decide con coraggio e con notevoli sacrifici di riappropriarsi del marchio Cappellano e di ricostruire la cantina, potendo contare su soli 5 ettari di vigneto. Anarchico, sognatore e anticonformista, Teobaldo riuscì con grandi sacrifici a ricostruire il nome di Cappellano, puntando su piccole produzioni e su un'altassima qualità. Oggi il figlio Augusto, quinta generazione della famiglia, prosegue questa gloriosa tradizione, con passione, competenza e rispetto della tradizone familiare e del territorio.

Il fiore all'occhiello della cantina Cappellano è sempre il Barolo Chinato, che strega e conquista chiunque lo assaggi, ma la produzione può contare anche di una piccola produzione di vini tipici del territorio (Barolo, Nebbiolo, Barbera, Dolcetto). Seguendo le tradizioni di famiglia, Augusto non fa uso di diserbanti e prodotto chimici, scegliendo la strada dell'agricoltura biologica, nel rispetto della natura e del territorio. I vini della cantina Cappellano non sono presenti sulle guide per una scelta precisa di Augusto, che non fornisce assaggi ai critici, ma lascia che a parlare siano la qualità e l’incredibile personalità delle sue bottiglie.

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