DONNAFUGATA

Contessa Entellina Bianco DOP “Vigna di Gabri” 2011 Magnum (Cassa Legno) - Donnafugata

€50
  • abbinamenti Eclettico negli abbinamenti, il “Vigna di Gabri” di Donnafugata ben si abbina a primi piatti della cucina di mare. Pesce al forno e alla brace, carne bianca salsata, sformati e soufflé. Ideale con il baccalà al pomodoro, le verdure, i funghi porcini arrosto.
  • alcol 13%
  • annata 2011
  • denominazione Contessa Entellina DOP
  • filosofia tradizionale
  • formato 1,5 l
  • giudizio 3k 8/10
  • regione Sicilia (Italia)
  • temperatura di servizio 10-12°
  • vitigni Ansonica, Catarratto, Chardonnay, Sauvignon Blanc e Viognier

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE:

Giallo paglierino brillante, al naso apre su note di frutta a polpa gialla con gentili sentori agrumati, cui si aggiungono note di acacia derivanti dall'affinamento in bottiglia. In bocca è persistente e fragrante, con una piacevolissima vena minerale.

PERCHÉ CI PIACE:

Ricco e sfaccettato, il Sicilia Bianco DOC “Vigna di Gabri” 2011 di Donnafugata proviene da un’attenta selezione di ansonica, catarratto, chardonnay, sauvignon e viognier. Con l'annata 2011, la cantina siciliana celebra il 25° anniversario di questo vino, riservando per l'occasione un'etichetta ancora più celebrativa.
Vinificato in acciaio e lasciato maturare per una piccola parte in barrique di rovere è vino che spicca per eleganza e per finezza. Un vino solare e complesso, che si sposa perfettamente con le più disparate preparazioni gastronomiche.

Guardando al panorama produttivo nazionale non è facile trovare altre realtà che in Italia si identificano in modo così profondo con il proprio territorio, come riesce a fare Donnafugata con la Sicilia. Una cantina, quella fondata negli anni Ottanta da Giacomo Rallo, che rappresenta il rinascimento dei vini non solo della provincia di Trapani e del marsalese, ma probabilmente di tutto il Sud Italia, grazie a una visione della propria terra tradizionale e contemporanea al tempo stesso. Partiamo allora dal nome, “Donnafugata”, letteralmente “donna in fuga”, che fa riferimento alla storia della moglie dell’Imperatore Ferdinando IV di Borbone, la regina Maria Carolina, la quale all’inizio del XIX secolo, quando a Napoli arrivarono le truppe napoleoniche, fuggì verso la Sicilia, trovando rifugio proprio dove attualmente si trovano i vigneti aziendali. Vigneti che oggi raggiungono un’estensione di circa 160 ettari - cui se ne aggiungono altri 178 in affitto - e che sono condotti in maniera sostenibile ed estremamente rispettosa dell’ambiente. Rispetto dell’ambiente e della natura che si ritrova anche in cantina, dove i processi lavorativi e l’uso delle tecnologie tutelano al massimo l’integrità delle uve, dei mosti e dei vini. Oggi, a oltre trent’anni di distanza dal quel lontano 1983 - anno di nascita dell’azienda - Donnafugata abbraccia tutte le grandi zone di produzione della Sicilia: dalle mitiche vigne di Pantelleria alle antiche cantine di Marsala, passando per l'Etna e per Vittoria, fino alla sede aziendale, la Tenuta Contessa Entellina, nel cuore della Sicilia Occidentale. Da qui nascono vini capaci di raccontare l’incredibile universo sensoriale siciliano. Bianchi, Rossi, Rosati, Dolci e Spumanti: quelli etichettati “Donnafugata” sono vini caratterizzati da una qualità impeccabile, grazie a un processo produttivo, dalla vigna alla cantina, che viene seguito scrupolosamente in ogni minimo dettaglio. Non è un caso quindi che vini come il Passito di Pantelleria “Ben Rye”, il “Chiarandà” o il “Mille e una notte”, ma anche l’“Anthilia”, il “Lumera” e il “Sedàra”, abbiano letteralmente segnato i gusti di generazioni di appassionati. Vini mitici, senza tempo.

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