FONTANABIANCA

ALTA LANGA DOCG EXTRA BRUT "CLASSE 91" 2020 - FONTANABIANCA

Prezzo di listino €22,90 Prezzo di vendita€26,00risparmi €3,10

Abbinamenti, accompagna piatti semplici e quelli di entrata con preferenza di pesce e verdure. Ottimo per l’aperitivo
Alcol, 12,5%
Annata, 2020
Denominazione, Alta Langa DOCG
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay, Pinot Nero

NOTE SENSORIALI: 

Nel calice l’Alta Langa DOCG Extra Brut “Classe 91” 2020 – Fontanabianca si presenta con un colore giallo paglierino brillante, attraversato da un perlage fine e continuo, segno di una rifermentazione curata e di un lungo affinamento sui lieviti. Al naso è elegante e nitido, con profumi di frutta a polpa bianca, agrumi freschi e leggere note di crosta di pane e pasticceria fine. Con l’ossigenazione emergono sfumature più complesse di frutta secca e una delicata vena minerale. Al palato è teso e verticale, con un ingresso fresco e dinamico che si sviluppa in un sorso equilibrato e preciso. La struttura è ben sostenuta dalla componente dello Chardonnay, mentre il Pinot Nero contribuisce a dare profondità e finezza. La chiusura è secca, pulita e persistente, con una piacevole sensazione sapida.

CURIOSITÀ:

L’Alta Langa DOCG Extra Brut “Classe 91” 2020 – Fontanabianca nasce a Neviglie, in Piemonte, su suoli argilloso-calcarei posti a 480 metri di altitudine. È prodotto da un blend di Chardonnay e Pinot Nero, provenienti da vigneti allevati a Guyot con un’età media compresa tra i 15 e i 20 anni, condizioni ideali per ottenere uve equilibrate e di grande qualità espressiva. La vinificazione prevede una selezione manuale delle uve e una pressatura soffice. La prima fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata di 15°C; in primavera si procede con il tiraggio mediante lieviti selezionati e la successiva rifermentazione in bottiglia, anch’essa condotta a 15°C, secondo il metodo classico.

Fontanabianca

Fontanabianca è una realtà familiare profondamente legata a Neive, uno dei comuni storici della denominazione Barbaresco, dove la famiglia Pola porta avanti un percorso iniziato nel 1969 da Franco Pola e oggi proseguito da Aldo insieme alla famiglia. Prima ancora che Fontanabianca diventasse il nome con cui conosciamo la cantina, i Pola erano già presenti sulle colline di Neive e lavoravano le proprie vigne secondo una tradizione agricola costruita attorno alle varietà storiche del territorio. Nel corso degli anni l’attività si è progressivamente trasformata: dalla vendita delle uve si è passati alla vinificazione e all’imbottigliamento diretto, permettendo alla famiglia di seguire l’intero percorso dalla pianta alla bottiglia e di costruire un’identità sempre più precisa. La sede si trova in località Bordini, letteralmente circondata dai vigneti, e questa posizione racconta immediatamente quale sia il centro del progetto. Tutte le vigne aziendali si trovano infatti nel comune di Neive e sono coltivate principalmente a Nebbiolo, affiancato da Barbera, Dolcetto e Arneis. Il territorio è caratterizzato da terreni calcareo-argillosi di medio impasto, nei quali la componente minerale e le differenti esposizioni contribuiscono a generare vini capaci di combinare struttura, profumo ed eleganza. Il Nebbiolo occupa naturalmente il ruolo principale ed è attraverso il Barbaresco che Fontanabianca esprime con maggiore profondità il proprio legame con Neive. Particolarmente importanti sono Bordini e Serraboella, due cru che permettono alla famiglia di mostrare sfumature differenti dello stesso vitigno. Bordini è anche il luogo nel quale si trova la cantina e rappresenta uno dei vigneti simbolo dell'azienda: la parcella destinata al Barbaresco è esposta a sud e comprende piante di Nebbiolo che raggiungono circa cinquant'anni e oltre, capaci di dare vini nei quali struttura e intensità rimangono accompagnate da una naturale eleganza. Serraboella si trova invece su un'esposizione prevalentemente sud-occidentale ed è una delle MGA storicamente più importanti di Neive, conosciuta per la capacità di generare Nebbiolo profondi, armonici e particolarmente adatti all'evoluzione. La possibilità di lavorare separatamente queste provenienze consente a Fontanabianca di non ricercare un'unica interpretazione del Barbaresco, ma di lasciare emergere le caratteristiche specifiche delle singole colline. Accanto alle selezioni parcellari viene prodotto anche un Barbaresco capace di offrire una lettura più ampia del territorio attraverso altri vigneti aziendali di Neive. In campagna il lavoro manuale occupa un ruolo fondamentale e viene accompagnato dall'utilizzo di trattamenti poco aggressivi e da un'attenta osservazione dei terreni. L'obiettivo è ottenere grappoli sani e maturi preservando il naturale equilibrio della vite, perché la filosofia della famiglia parte dalla convinzione che profumo ed eleganza debbano essere già presenti nell'uva prima di poter essere conservati nel vino. La stessa impostazione prosegue in cantina, modernizzata nel corso del tempo senza abbandonare gli strumenti tradizionali. L'acciaio a temperatura controllata viene utilizzato durante le vinificazioni, mentre per la maturazione dei vini rossi trovano spazio grandi botti di rovere e barrique. L'utilizzo del legno rimane volutamente misurato e i periodi di affinamento vengono studiati per ammorbidire la struttura tannica senza alterare il carattere dell'uva. È un elemento importante nello stile Fontanabianca: il legno non deve diventare la firma del vino, ma accompagnarne l'evoluzione mantenendo riconoscibili varietà e provenienza. Il Nebbiolo viene interpretato anche attraverso il Langhe Nebbiolo, offrendo un'espressione più immediata della varietà pur mantenendo un passaggio in legno, mentre Barbera d'Alba Superiore e Dolcetto d'Alba completano il volto rosso della produzione. L'Arneis rappresenta invece l'anima bianca della cantina e viene vinificato in acciaio per conservarne freschezza, profumi floreali e carattere fruttato. La scelta di lavorare queste varietà permette di raccontare Neive non soltanto attraverso il suo vino più prestigioso, ma attraverso quella diversità che per generazioni ha caratterizzato le aziende agricole delle Langhe. Fontanabianca rappresenta così una storia familiare costruita attorno a un territorio molto preciso. Dal lavoro iniziato da Franco Pola nel 1969 fino alla generazione di Aldo, l'azienda è cresciuta senza allontanarsi dalle colline di Neive, trasformando progressivamente le proprie uve in una gamma capace di esprimere differenti sfumature dello stesso paesaggio. Bordini e Serraboella costituiscono le interpretazioni più profonde di questa filosofia e mostrano come il Nebbiolo possa cambiare carattere anche all'interno dello stesso comune. Dietro ogni bottiglia rimane un principio semplice che accompagna Fontanabianca fin dalle origini: preservare il gusto dell'uva e lasciare che profumo, eleganza e struttura diventino soprattutto il racconto del luogo nel quale quella vite è cresciuta.