ALTA LANGA DOCG EXTRA BRUT MILLESIMATO 2021 - SORDO
Abbinamenti, Ideale da bere anche a tutto pasto, è da provare in abbinamento ai tortellini in brodo.
Alcol, 12,5%
Annata, 2021
Denominazione, Alta Langa DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, 70% Pinot Nero e 30% Chardonnay
NOTE SENSORIALI:
L’Alta Langa Extra Brut Millesimato 2021 di Sordo è un Metodo Classico piemontese elegante e deciso, nel quale la freschezza delle uve coltivate in altura incontra la complessità sviluppata durante la lunga permanenza sui lieviti. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, impreziosito da leggere sfumature dorate e da un perlage fine, continuo e persistente. Il profilo aromatico si apre sulla freschezza della frutta a polpa bianca, con mela, pera e pesca, accompagnate da scorza di limone e agrumi. Con l’ossigenazione emergono progressivamente le sensazioni tipiche del Metodo Classico: crosta di pane, lievito, pasticceria delicata e leggere sfumature tostate, che arricchiscono il bouquet senza appesantirlo. Al palato il sorso è pieno e armonioso, sostenuto da una freschezza ben presente e soprattutto da una piacevole vena sapida che ne aumenta la profondità. La bollicina è cremosa e ben integrata, mentre il dosaggio Extra Brut mantiene il profilo asciutto e preciso, lasciando spazio alla componente minerale e agrumata. Il finale è persistente, fresco e leggermente tostato, con ritorni di frutta bianca e crosta di pane. Un’Alta Langa equilibrata e gastronomica, capace di combinare immediatezza e complessità senza perdere la propria naturale eleganza.
CURIOSITÁ:
L’Alta Langa Extra Brut di Sordo nasce da un assemblaggio di 70% Pinot Nero e 30% Chardonnay, con uve accuratamente selezionate tra conferitori situati nell’area delle Langhe, del Roero e del Monferrato. I vigneti si trovano obbligatoriamente oltre i 250 metri di altitudine e poggiano su terreni prevalentemente marnosi e calcareo-argillosi, condizioni particolarmente favorevoli alla produzione di basi spumante caratterizzate da acidità e finezza. Dopo la raccolta, le uve vengono diraspate e pigiate e vinificate in bianco all’interno di vasche di acciaio inox a basse temperature. Il vino base rimane quindi per circa 6-8 mesi a contatto con le fecce, un passaggio che contribuisce ad aumentarne struttura e complessità. Successivamente avviene la seconda fermentazione direttamente in bottiglia secondo il Metodo Classico tradizionale e il vino resta sui lieviti per circa 36 mesi, superando quindi il periodo minimo previsto dalla denominazione. Al momento della sboccatura viene mantenuto un dosaggio molto contenuto, con circa 5 grammi per litro di zuccheri, che lo colloca pienamente nella categoria Extra Brut e permette di conservare in primo piano freschezza e sapidità. La cantina indica inoltre una capacità di evoluzione superiore agli 8 anni dalla sboccatura. L’Alta Langa ha un significato storico particolare per il Piemonte: proprio in questa regione, già nell’Ottocento, iniziarono le prime esperienze italiane di produzione di spumanti attraverso la rifermentazione in bottiglia. Oggi la denominazione ammette esclusivamente Pinot Nero e Chardonnay e soltanto vini millesimati, rendendo l’indicazione dell’annata una parte fondamentale della sua identità.
Sordo Giovanni +
Sordo Giovanni è una storica realtà familiare di Castiglione Falletto, nel cuore delle Langhe e della denominazione Barolo, dove la famiglia Sordo coltiva la vite da quattro generazioni. Le origini dell’azienda risalgono ai primi anni del Novecento, ma è con Giuseppe Sordo, nonno dell’attuale generazione, che prende forma il nucleo della proprietà attraverso l’acquisto di alcuni vigneti. Il passaggio decisivo avviene con il figlio Giovanni, che insieme alla moglie Maria amplia progressivamente il patrimonio viticolo e trasforma l’attività familiare in una vera cantina, legando definitivamente il nome Sordo alla produzione di Barolo. Negli anni successivi l’azienda cresce attraverso una scelta particolarmente importante: acquisire parcelle in territori differenti della denominazione invece di concentrare tutte le vigne attorno alla sede di Castiglione Falletto. Questa visione ha permesso alla famiglia di costruire nel tempo un patrimonio straordinariamente articolato, oggi distribuito tra alcuni dei comuni e delle MGA più prestigiosi delle Langhe. La proprietà comprende numerosi ettari vitati e attraversa Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Barolo, La Morra, Novello, Grinzane Cavour e Verduno, creando un vero mosaico attraverso il quale osservare le differenti espressioni del Nebbiolo. È proprio questa diversità a rappresentare il cuore dell’identità di Sordo: lo stesso vitigno viene coltivato su terreni, esposizioni e altitudini differenti e successivamente vinificato separatamente per conservare il carattere delle singole provenienze. Tra le MGA più importanti della famiglia si trovano nomi che appartengono alla storia del Barolo. Monprivato, a Castiglione Falletto, rappresenta uno dei vigneti più prestigiosi del comune ed è capace di dare Nebbiolo di particolare finezza e profondità; Parussi offre un’altra interpretazione dello stesso territorio, generalmente caratterizzata da maggiore struttura e intensità. A Serralunga d’Alba la famiglia possiede vigne in Gabutti, cru celebre per la capacità di generare Barolo austeri, profondi e destinati a lunghe evoluzioni. Monvigliero porta invece nel territorio di Verduno, dove il Nebbiolo assume frequentemente un profilo più floreale, speziato e raffinato, mentre Ravera permette di confrontarsi con una delle MGA più importanti di Novello, caratterizzata da altitudine e freschezza capaci di produrre vini particolarmente tesi e longevi. A questi territori si aggiungono altre parcelle di grande valore, formando una delle collezioni di vigneti più interessanti della denominazione. La possibilità di produrre numerosi Barolo da singola MGA non viene interpretata semplicemente come un modo per ampliare la gamma, ma come uno strumento per raccontare la complessità geografica delle Langhe. Ogni vigneto possiede infatti una propria combinazione di suolo, esposizione e microclima e il lavoro della famiglia consiste nel preservare queste differenze fino alla bottiglia. I terreni cambiano sensibilmente attraversando la denominazione: dalle marne più fini e ricche di componenti calcaree delle zone occidentali fino alle formazioni più antiche e compatte che caratterizzano diversi versanti di Serralunga e Monforte. Queste variazioni contribuiscono a determinare la struttura tannica, la componente aromatica e i tempi di evoluzione del Nebbiolo, permettendo ai Barolo Sordo di diventare quasi una lettura comparata delle diverse anime della denominazione. In vigneto il lavoro è orientato alla ricerca dell’equilibrio naturale delle piante e alla conservazione della fertilità dei terreni. La famiglia dedica particolare attenzione alla gestione del suolo e alla qualità delle uve, partendo dalla convinzione che il carattere di ogni cru debba essere costruito prima di tutto tra i filari. La vendemmia viene effettuata selezionando attentamente i grappoli e rispettando i differenti tempi di maturazione delle singole parcelle, particolarmente importanti in una proprietà distribuita su territori tanto diversi. In cantina l’impostazione rimane legata alla tradizione classica del Barolo. Le vinificazioni sono pensate per estrarre lentamente colore, aromi e tannini dal Nebbiolo, evitando di trasformare la tecnica in protagonista. Un elemento particolarmente caratteristico della cantina è rappresentato dalle grandi botti di rovere utilizzate per i lunghi affinamenti, conservate nelle storiche cantine sotterranee di Castiglione Falletto. Il legno viene considerato soprattutto un recipiente capace di accompagnare l’evoluzione del vino attraverso una lenta ossigenazione, senza imprimere aromi che possano uniformare le differenze tra le singole MGA. È proprio il tempo a svolgere un ruolo fondamentale: il Nebbiolo viene lasciato maturare lentamente affinché tannino, acidità e struttura possano trovare un equilibrio naturale prima dell’imbottigliamento e continuare successivamente la propria evoluzione. Accanto ai Barolo di singola vigna, la famiglia produce una gamma che comprende le principali varietà della tradizione langarola. Nebbiolo, Barbera e Dolcetto mantengono un ruolo importante e permettono di raccontare una cultura agricola più ampia rispetto alla sola denominazione Barolo. La produzione comprende inoltre vini bianchi e altre interpretazioni del territorio, ma il Nebbiolo rimane inevitabilmente il centro attorno al quale ruota l’identità aziendale. Oggi le nuove generazioni della famiglia continuano il percorso iniziato da Giuseppe e sviluppato da Giovanni, custodendo un patrimonio viticolo costruito attraverso decenni di acquisizioni e conoscenza diretta delle colline. Sordo Giovanni rappresenta così una prospettiva particolarmente affascinante sul Barolo: non la storia di una singola vigna o di un solo comune, ma quella di una famiglia che ha scelto di attraversare l’intera denominazione raccogliendo parcelle in territori profondamente differenti. Monprivato, Parussi, Gabutti, Monvigliero, Ravera e le altre grandi vigne diventano le singole voci di questo racconto, unite da una filosofia tradizionale fondata su lunghe maturazioni, grandi botti e rispetto delle caratteristiche di ogni cru. Una cantina capace di trasformare il proprio patrimonio di vigneti in una vera geografia del Barolo, lasciando al Nebbiolo il compito di mostrare quanto profondamente possa cambiare passando da una collina all’altra.