ASTI SPUMANTE DOCG "LA SELVATICA" 2026 - AZIENDA AGRICOLA CAUDRINA
Abbinamenti, La dolcezza equilibrata e la vivace aromaticità della Selvatica la rendono una compagna naturale della pasticceria. È ideale con crostate di frutta, torte di nocciole, pasticceria secca, panna cotta e dessert alla crema, ma trova uno degli abbinamenti più territoriali con le pesche ripiene all’amaretto. Molto piacevole anche con fragole fresche e dolci a base di pesca o albicocca. Può creare inoltre un interessante contrasto con formaggi erborinati non troppo intensi o accompagnare preparazioni speziate della cucina asiatica.
Alcol, 7%
Annata, 2026
Denominazione, Asti DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Moscato 100%
NOTE SENSORIALI:
L’Asti DOCG “La Selvatica” di Caudrina si presenta con un giallo paglierino intenso e luminoso, impreziosito da una spuma abbondante e da un perlage fine e persistente. Il naso è immediatamente aromatico e avvolgente, con profumi di pesca bianca, pera matura, scorza di agrumi e uva fresca che si intrecciano a fiori d’arancio, salvia e delicate sfumature di miele. Al palato è morbido, rotondo e vellutato, con una dolcezza evidente ma ben sostenuta da una piacevole vena acida che rende il sorso fresco e mai eccessivamente pesante. La bollicina accompagna con delicatezza la componente aromatica, aumentando la sensazione di leggerezza e fragranza. Il finale è lungo e pulito, con persistenti ritorni di frutta a polpa bianca, agrumi e fiori. Un Asti gioioso e immediato, capace di interpretare il Moscato Bianco con equilibrio tra aromaticità, dolcezza e freschezza.
CURIOSITÁ:
La Selvatica nasce nel 1993 ed è uno dei vini che hanno contribuito a costruire l’identità moderna di Caudrina accanto agli storici Moscato d’Asti della famiglia Dogliotti. È prodotto da Moscato Bianco proveniente da un vigneto di circa 2,5 ettari a Castiglione Tinella, impiantato nel 1975 e situato a circa 280 metri di altitudine, su un versante collinare esposto a sud e sud-ovest con terreni marnoso-calcarei. La raccolta viene effettuata rigorosamente a mano; le uve vengono pressate delicatamente e il mosto, dopo chiarifica e filtrazione, viene mantenuto a bassa temperatura fino al momento della presa di spuma. La fermentazione avviene quindi in autoclave a temperatura controllata con lieviti selezionati, così da conservare il patrimonio aromatico naturale del Moscato. La Selvatica possiede inoltre un dettaglio diventato parte integrante della sua identità: l’etichetta è stata realizzata da Romano Levi, il leggendario distillatore e artista di Neive, celebre per le sue inconfondibili “donnine selvatiche”.
Azienda Agricola Caudrina +
Azienda Agricola Caudrina è una realtà familiare di Castiglione Tinella, piccolo comune delle colline astigiane profondamente legato alla storia del Moscato Bianco. La famiglia Dogliotti lavora queste terre da generazioni e la storia della cantina moderna affonda le proprie radici negli anni Quaranta, quando Redento Dogliotti coltivava i vigneti e produceva mosto destinato alle aziende che trasformavano il Moscato della zona. È un’origine profondamente contadina, comune a molte famiglie piemontesi dell’epoca, quando possedere una buona vigna non significava necessariamente imbottigliare il proprio vino. La trasformazione decisiva arriva con Romano Dogliotti, che alla fine degli anni Settanta sceglie di cambiare prospettiva: invece di limitarsi a conferire uve e mosti, decide di seguire personalmente la vinificazione e portare in bottiglia il carattere dei vigneti di famiglia. È da questa scelta che prende forma Caudrina come la conosciamo oggi, una cantina nella quale il Moscato non viene considerato semplicemente una materia prima destinata alla spumantizzazione, ma un vero vino di territorio. Castiglione Tinella rappresenta il centro assoluto di questa filosofia. Il paese sorge in un paesaggio di colline ripide e ordinate, dove la vite occupa da secoli le esposizioni migliori e il Moscato Bianco trova condizioni particolarmente favorevoli. Altitudine, ventilazione, esposizioni e natura dei terreni permettono di ottenere uve caratterizzate da un patrimonio aromatico intenso e da quella freschezza necessaria a bilanciare la naturale ricchezza zuccherina della varietà. Il Moscato è un vitigno estremamente aromatico e conserva nel vino una sorprendente continuità con il grappolo appena raccolto: fiori bianchi, salvia, agrumi, pesca e frutta matura costituiscono alcune delle sensazioni che ne definiscono il profilo più caratteristico. Caudrina ha costruito gran parte della propria identità proprio sulla capacità di preservare questa fragranza, interpretando la varietà attraverso vini differenti per provenienza, struttura e metodo produttivo. “La Caudrina” è diventata nel tempo una delle etichette simbolo della famiglia e rappresenta la lettura più immediatamente riconoscibile del Moscato d’Asti aziendale, giocata sull’equilibrio tra dolcezza, aromaticità, freschezza e delicata vivacità. “La Galeisa” approfondisce ulteriormente il rapporto con il vigneto e mostra quanto il Moscato possa acquisire personalità quando viene interpretato partendo da una precisa provenienza. “La Selvatica” esplora invece la dimensione spumantistica della varietà attraverso l’Asti, offrendo maggiore effervescenza e dinamismo senza rinunciare alla riconoscibilità aromatica dell’uva. Il Moscato trova infine una delle sue espressioni più concentrate nel passito “Redento”, dedicato alla figura dalla quale ha avuto origine la storia familiare contemporanea. Attraverso queste differenti interpretazioni Caudrina dimostra come una varietà spesso associata esclusivamente alla semplicità e alla piacevolezza immediata possa invece diventare uno strumento per raccontare vigneti, maturazioni e stili produttivi differenti. Nel corso degli anni Romano Dogliotti ha affiancato a questa forte identità legata al Moscato una crescente curiosità verso altre varietà piemontesi. Particolarmente importante è stato l’incontro con la Barbera e con il territorio di Nizza Monferrato, dove la famiglia ha acquisito vigneti destinati alla produzione di rossi capaci di mostrare un volto completamente diverso della cantina. Se il Moscato vive soprattutto di fragranza e precisione aromatica, la Barbera permette di lavorare su profondità, acidità naturale, struttura e capacità di maturazione. Nascono così interpretazioni come “La Solista” e “Montevenere”, attraverso le quali Caudrina esplora differenti possibilità della varietà, dalla centralità del frutto fino a espressioni più importanti e adatte all’affinamento. La gamma si è progressivamente arricchita anche attraverso altre uve, ma il principio è rimasto quello stabilito da Romano: partire dalla qualità della materia prima e scegliere per ciascun vino la vinificazione più adatta, senza trasformare una singola tecnica nella firma obbligatoria dell’intera produzione. Questa filosofia spiega anche il rapporto della cantina con la tecnologia. Caudrina non appartiene a quelle realtà che identificano necessariamente la tradizione con il rifiuto degli strumenti moderni. Nella lavorazione del Moscato, soprattutto, precisione e controllo delle temperature sono fondamentali per proteggere gli aromi naturalmente presenti nell’uva e gestire correttamente la fermentazione. La tecnologia viene quindi utilizzata quando permette di preservare meglio la materia prima, mentre il lavoro in vigneto e la conoscenza maturata attraverso generazioni rimangono alla base delle decisioni. Anche l’immagine delle bottiglie racconta il carattere personale della famiglia: nel corso del tempo alcune etichette sono state legate al lavoro di artisti e illustratori, creando un dialogo tra vino e arte che ha contribuito a rendere immediatamente riconoscibile la produzione Caudrina. Oggi la nuova generazione della famiglia Dogliotti partecipa direttamente alla conduzione dell’azienda, proseguendo il percorso iniziato da Redento e trasformato da Romano. È proprio questa continuità a definire Caudrina: una famiglia che ha vissuto il passaggio da un Piemonte nel quale i piccoli agricoltori vendevano prevalentemente uve e mosti a una nuova generazione di produttori determinati a mettere il proprio nome sulla bottiglia. Da Castiglione Tinella fino ai vigneti di Barbera del Monferrato, la cantina racconta due anime complementari del Piemonte, ma il Moscato rimane inevitabilmente il suo centro emotivo e storico. Caudrina rappresenta così una storia di famiglia, territorio e progressiva conquista della propria identità, nata dal lavoro agricolo di Redento, sviluppata dalla visione di Romano e oggi affidata alle generazioni successive. Una cantina che ha scelto di credere nel Moscato quando questa varietà veniva spesso considerata soprattutto una materia prima per le grandi case spumantistiche, dimostrando invece come dalle colline di Castiglione Tinella possano nascere vini capaci di raccontare con precisione un vigneto, una vendemmia e una delle tradizioni più profondamente radicate del Piemonte vitivinicolo.