BARBARESCO DOCG 2020 - NADA FIORENZO
Abbinamenti, Il Barbaresco 2020 di Nada Fiorenzo è un rosso estremamente gastronomico, ideale con i grandi piatti della tradizione piemontese. Si abbina magnificamente ad agnolotti del plin, tajarin con ragù di carne e timballi, ma possiede struttura sufficiente per accompagnare arrosti, spezzatini e brasati. Particolarmente interessante con il coniglio al civet, dove freschezza e tannino riescono a sostenere la ricchezza della preparazione senza sovrastarne le sfumature. Ottimo anche con funghi porcini, selvaggina da piuma e formaggi a pasta dura e ben stagionati.
Alcol, 14,5%
Annata, 2020
Denominazione, Barbaresco DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta con un rosso granato brillante e intenso, dalla trasparenza tipica del Nebbiolo. Il bouquet si sviluppa progressivamente intorno a ciliegia e piccoli frutti di bosco, accompagnati da rosa e violetta, per poi aprirsi verso spezie fini, lavanda, salvia ed eleganti sensazioni balsamiche. Con l’ossigenazione emergono sfumature più profonde di liquirizia, erbe aromatiche e sottobosco, anticipando la complessità che il vino può sviluppare ulteriormente con l’affinamento. Al palato il 2020 è ampio e strutturato, ma conserva una bella eleganza: la freschezza accompagna il frutto e sostiene una trama tannica ben presente, tipicamente nebbiolesca, senza rendere il sorso eccessivamente austero. La progressione è avvolgente e saporita, con un equilibrio particolarmente riuscito tra materia, acidità e tannino. Il finale è lungo ed elegante, segnato nuovamente dal frutto rosso, dalle spezie e da una sottile vena balsamica. Un Barbaresco capace di mostrare la serietà del Nebbiolo di Treiso mantenendo una beva più immediata rispetto alle selezioni Rombone e Manzola.
CURIOSITÁ:
Il Barbaresco 2020 di Nada Fiorenzo è la lettura più trasversale e immediata del Nebbiolo di Treiso proposta dalla famiglia Nada. Nasce dall’incontro delle uve provenienti dai vigneti di Rombone e Manzola, due luoghi centrali nella storia della cantina e capaci di esprimere caratteri differenti e complementari. I vigneti si trovano sui pendii soleggiati di Treiso, tra circa 230 e 260 metri di altitudine, dove il Nebbiolo affonda le radici nei caratteristici terreni calcareo-argillosi delle Langhe. Rombone porta maggiore profondità e struttura, mentre Manzola contribuisce con un registro più floreale ed elegante: la loro unione permette di ottenere un Barbaresco equilibrato, pensato per raccontare lo stile aziendale senza concentrarsi sull’identità di una singola parcella. Il 2020 è un’annata particolarmente armoniosa, capace di offrire maturità del frutto senza perdere freschezza, e si adatta perfettamente a questa interpretazione. La vinificazione rimane saldamente tradizionale e il lungo affinamento in rovere accompagna il Nebbiolo verso una trama più distesa e avvolgente. È un Barbaresco classico, elegante e profondamente legato a Treiso, capace di offrire già oggi grande piacevolezza senza rinunciare a un'interessante prospettiva evolutiva.
Nada Fiorenzo +
Nada Fiorenzo è una piccola realtà familiare di Treiso, nel cuore della denominazione Barbaresco, nata e cresciuta attorno a una concezione profondamente artigianale del vino e a un patrimonio di vigne che rappresenta il vero centro dell’azienda. La storia prende forma negli anni Sessanta con Fiorenzo Nada, che dopo avere lavorato a lungo le vigne di famiglia decide di iniziare a vinificare personalmente le proprie uve, trasformando progressivamente una tradizionale attività agricola delle Langhe in una cantina capace di imbottigliare con il proprio nome. È una storia simile a quella di molte famiglie della zona, nate come conferitori e viticoltori prima che la crescita qualitativa del Barbaresco permettesse ai piccoli produttori di dare un’identità autonoma alle proprie vigne. Il passaggio decisivo avviene con Bruno Nada, figlio di Fiorenzo, che entra stabilmente in azienda e imprime alla produzione una direzione sempre più precisa, concentrando il lavoro sulla valorizzazione del Nebbiolo e sulle differenze tra le singole parcelle di Treiso. Con il tempo la cantina diventa conosciuta soprattutto per un Barbaresco dallo stile classico, nel quale eleganza, freschezza e profondità vengono ricercate senza ricorrere a vinificazioni eccessivamente invasive. Oggi il progetto continua con la nuova generazione della famiglia, mantenendo dimensioni contenute e un rapporto diretto con ogni fase della produzione. Treiso costituisce il centro assoluto di questa identità. Rispetto ad altre zone della denominazione, il territorio raggiunge generalmente altitudini più elevate e beneficia di importanti escursioni termiche, condizioni che contribuiscono a una maturazione lenta del Nebbiolo e favoriscono vini caratterizzati da profumi definiti, freschezza e particolare tensione. I terreni appartengono al complesso sistema geologico delle Langhe e sono dominati dalle marne, con alternanze di componenti calcaree, argillose e sabbiose che cambiano sensibilmente anche tra vigneti relativamente vicini. È proprio questa diversità a spiegare la scelta della famiglia di lavorare separatamente alcune delle proprie vigne più importanti. Rombone rappresenta uno dei luoghi simbolo di Nada Fiorenzo e una delle MGA più significative di Treiso. Qui il Nebbiolo trova condizioni capaci di generare Barbaresco profondi e strutturati, nei quali la naturale eleganza del territorio viene accompagnata da una trama tannica importante e da una notevole capacità di evoluzione. Manzola offre invece un’altra interpretazione del comune, dimostrando quanto esposizione, altitudine e composizione del terreno possano modificare l’espressione dello stesso vitigno all’interno di un’area geografica molto ristretta. Il lavoro sulle singole MGA non nasce dalla volontà di creare semplicemente una gerarchia tra le etichette, ma dall’esigenza di conservare le caratteristiche delle differenti vigne. Ogni parcella viene osservata durante l’intero ciclo vegetativo e la vendemmia viene stabilita in funzione della maturazione specifica delle uve, evitando di trattare l’intera proprietà come un unico vigneto. Il Nebbiolo rimane naturalmente il protagonista della produzione, ma accanto ad esso trovano spazio le altre varietà tradizionali delle Langhe. Barbera e Dolcetto appartengono alla storia agricola della famiglia e vengono interpretati come vini dotati di una propria dignità e identità, non semplicemente come alternative più immediate al Barbaresco. Anche il Moscato, storicamente importante sulle colline di Treiso e nei territori circostanti, completa il quadro di una viticoltura profondamente radicata nelle consuetudini locali. In vigneto l’approccio è orientato verso interventi attenti e una gestione capace di mantenere equilibrio tra vigoria della pianta e produzione, con una forte presenza del lavoro manuale. La qualità del vino viene costruita soprattutto prima dell’arrivo dell’uva in cantina, attraverso selezione dei grappoli, controllo delle rese e scelta precisa del momento della raccolta. In cantina l’impostazione rimane coerente con questa filosofia. Le fermentazioni e le macerazioni del Nebbiolo vengono gestite cercando un’estrazione progressiva, mentre l’affinamento ha il compito di accompagnare il vino senza cancellarne la provenienza. Il legno viene quindi utilizzato come recipiente di maturazione e non come elemento destinato a imprimere aromi dominanti, lasciando che frutto, tannino e carattere della vigna rimangano riconoscibili. Il tempo assume un ruolo fondamentale soprattutto per i Barbaresco di singola MGA, vini che possiedono struttura e acidità sufficienti per affrontare lunghe evoluzioni in bottiglia e sviluppare progressivamente le sfumature floreali, speziate e balsamiche tipiche del Nebbiolo maturo. Nada Fiorenzo rappresenta così una delle espressioni più autenticamente familiari di Treiso: una cantina costruita senza inseguire grandi dimensioni, ma approfondendo vendemmia dopo vendemmia la conoscenza delle proprie vigne. Da Fiorenzo a Bruno fino alla generazione successiva, il filo conduttore rimane il rapporto con la terra e soprattutto con il Nebbiolo. Rombone, Manzola e le altre parcelle della proprietà diventano così differenti voci dello stesso territorio, interpretate con una filosofia che privilegia precisione, eleganza e capacità di evoluzione e che lascia al Barbaresco il compito di raccontare, senza sovrastrutture, il carattere delle colline di Treiso.