MOCCAGATTA

BARBARESCO DOCG "BASARIN" 2021 - MOCCAGATTA

Prezzo di listino €36,90 Prezzo di vendita€46,00risparmi €9,10

Abbinamenti, L’eleganza e la struttura del Basarin 2021 lo rendono particolarmente adatto alla cucina piemontese e ai piatti di terra di buona intensità. È ideale con agnolotti del plin, tajarin al ragù, risotti ai funghi porcini e primi piatti impreziositi dal tartufo. Tra i secondi accompagna magnificamente brasati, arrosti di manzo e vitello, filetto, agnello e selvaggina, ma trova grande equilibrio anche con anatra e faraona. Molto interessante l’abbinamento con salumi importanti e formaggi di media o lunga stagionatura, soprattutto Castelmagno e tome piemontesi mature.
Alcol, 14,5%
Annata, 2021
Denominazione, Barbaresco DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Barbaresco DOCG “Basarin” 2021 di Moccagatta si presenta con un rosso granato intenso e luminoso, ancora attraversato da vivaci riflessi rubino. Il naso è elegante e progressivo, con ciliegia matura, lampone e prugna che si intrecciano a delicate sensazioni floreali. Con l’ossigenazione il bouquet acquista profondità, lasciando emergere liquirizia, erbe balsamiche, cannella, chiodi di garofano e una sottile speziatura che ne definisce il carattere. Al palato è ampio e ricco, ma conserva una notevole agilità grazie a una freschezza precisa e a una trama tannica fine, elegante e perfettamente inserita nella struttura. Il frutto rimane nitido e succoso lungo tutta la progressione gustativa, accompagnato da sfumature speziate e balsamiche che aumentano la complessità. Il finale è lungo, armonioso e persistente, con ritorni di ciliegia, prugna, liquirizia e spezie. Un Barbaresco raffinato ed equilibrato, già espressivo ma ancora giovane, con tutte le caratteristiche per sviluppare maggiore profondità ed eleganza con l’evoluzione.

CURIOSITÁ:

Basarin è una delle Menzioni Geografiche Aggiuntive più interessanti di Neive e Moccagatta ne possiede circa un ettaro nel cuore del versante esposto pienamente a sud, tra 250 e 280 metri di altitudine. Le parcelle comprendono impianti del 1968, 1996, 2000 e 2014, con circa 4.000 ceppi per ettaro. Il terreno appartiene alle Marne di Sant’Agata Fossili del Tortoniano, qui particolarmente ricche di sabbia: proprio queste venature più leggere contribuiscono a dare Nebbioli eleganti, equilibrati e caratterizzati da riconoscibili sfumature balsamiche e speziate. La vendemmia è manuale, con raccolta in piccole cassette da 20 kg, mentre la fermentazione avviene in vasche d’acciaio termocondizionate. Il vino matura successivamente per 18 mesi in barrique di rovere francese e per almeno altri nove mesi in bottiglia. La produzione è limitata a circa 6.000 bottiglie. Il 2021 è inoltre considerato un millesimo eccellente per Barbaresco, grazie a una maturazione lenta e completa del Nebbiolo, con ottimo patrimonio polifenolico, equilibrio e grande potenziale evolutivo.

Moccagatta

Moccagatta è una storica realtà familiare di Barbaresco, profondamente legata alla famiglia Minuto e alla collina dalla quale prende il nome. Le radici della proprietà risalgono alla metà dell’Ottocento, quando la famiglia era già presente su questo versante delle Langhe, mentre un passaggio fondamentale avviene nel 1913, quando Luigi Minuto amplia la cantina sui terreni di famiglia. Nel 1952 la proprietà viene divisa tra i figli Lorenzo e Mario e proprio a Mario viene assegnata la cascina Moccagatta. Saranno poi i suoi figli Franco e Sergio, a partire dagli anni Settanta, a dare una svolta decisiva all’azienda investendo nella modernizzazione della cantina e in una ricerca sempre più rigorosa della qualità. Oggi il percorso continua con Stefano e Martina, nuova generazione della famiglia Minuto, mantenendo un legame diretto con quella stessa collina sulla quale la famiglia vive e lavora da generazioni. La sede si trova a Barbaresco e i vigneti aziendali sono distribuiti tra Barbaresco e Neive, ad altitudini comprese indicativamente tra 210 e 300 metri. È un patrimonio particolarmente interessante perché permette alla famiglia di confrontarsi con differenti esposizioni e composizioni del terreno all’interno di una denominazione geograficamente molto contenuta. Alla base troviamo soprattutto le Marne di Sant’Agata Fossili, antichi sedimenti di origine marina formatisi milioni di anni fa quando quest’area era occupata dal mare. Sono terreni prevalentemente limoso-argillosi, ricchi di calcare, nei quali la proporzione tra argilla, marna e sabbia cambia passando da una collina all’altra. Proprio queste variazioni diventano fondamentali per comprendere i diversi Barbaresco della casa. Basarin, Bric Balin e Cole rappresentano infatti le tre interpretazioni più importanti del Nebbiolo di Moccagatta e permettono di osservare concretamente quanto una singola varietà possa cambiare carattere in funzione della provenienza. Basarin si trova sulle colline di Neive, a circa 250-280 metri di altitudine, con esposizione meridionale e terreni appartenenti alle Marne di Sant’Agata Fossili ma caratterizzati da una maggiore presenza di sabbia. Questa componente contribuisce a una lettura del Nebbiolo particolarmente elegante ed equilibrata, nella quale possono emergere con naturalezza sfumature balsamiche e speziate. Bric Balin è invece intimamente legato alla cantina: il vigneto si trova nell’anfiteatro che circonda la proprietà, sul versante occidentale della dorsale che scende verso il centro di Barbaresco. Qui le marne sono maggiormente ricche di argilla e l’esposizione più fresca contribuisce alla nascita di vini dotati di struttura, carattere e profondità. Cole occupa il versante orientale della stessa dorsale e presenta marne più bluastre e complesse, unite a un’esposizione sud-est particolarmente protetta. Il risultato è generalmente un Nebbiolo di solida struttura e grande predisposizione all’evoluzione. Tre vigneti, quindi, ma soprattutto tre modi differenti di leggere Barbaresco: la maggiore componente sabbiosa di Basarin, le argille di Bric Balin e la complessità delle marne di Cole diventano elementi concreti attraverso i quali Moccagatta costruisce la propria interpretazione del territorio. Questa attenzione alla provenienza rappresenta uno dei punti centrali della filosofia familiare. In vigneto viene ricercato l’equilibrio produttivo della pianta attraverso una gestione attenta della potatura, della vegetazione e, quando necessario, del diradamento dei grappoli. L’obiettivo non è ottenere semplicemente maturità, ma raggiungere un rapporto equilibrato tra concentrazione, freschezza e struttura, condizione fondamentale soprattutto per il Nebbiolo destinato a lunghi affinamenti. La famiglia unisce questa sensibilità agricola all’utilizzo consapevole della tecnologia in cantina, proseguendo quella ricerca iniziata da Franco e Sergio negli anni Settanta. Moccagatta appartiene infatti a quella generazione di aziende delle Langhe che ha saputo confrontarsi con tecniche enologiche moderne senza perdere il riferimento alle singole vigne. L’affinamento viene modulato secondo la struttura e la provenienza dei vini e il legno diventa uno strumento per accompagnare la maturazione del Nebbiolo e costruirne progressivamente l’equilibrio. Il Barbaresco rimane naturalmente il centro della produzione, sia attraverso le tre selezioni Basarin, Bric Balin e Cole sia attraverso il Barbaresco aziendale, ma la famiglia conserva un rapporto importante con le altre varietà tradizionali delle Langhe. Dolcetto e Barbera affiancano il Nebbiolo e permettono di raccontare quella diversità varietale che storicamente caratterizzava le aziende agricole della zona. Un capitolo particolare è rappresentato dallo Chardonnay, presente da diversi decenni nei vigneti della famiglia. La selezione Buschet nasce da una piccola parcella di circa mezzo ettaro impiantata nel 1987 nell’anfiteatro della cantina, su marne calcaree grigie e con esposizione occidentale. Fermentazione e affinamento in barrique per dodici mesi danno origine a un bianco strutturato e longevo, dimostrando come gli stessi terreni di Barbaresco possano offrire risultati interessanti anche attraverso una varietà completamente differente dal Nebbiolo. La gamma comprende inoltre Langhe Chardonnay, Langhe Nebbiolo e un rosato, completando una produzione che rimane però saldamente costruita attorno alle colline di proprietà. Moccagatta rappresenta così una storia di continuità familiare e contemporaneamente di evoluzione. Dalla presenza dei Minuto sulla collina nella seconda metà dell’Ottocento, passando per Luigi, Mario e la svolta impressa da Franco e Sergio negli anni Settanta, fino all’attuale generazione di Stefano e Martina, ogni fase ha aggiunto qualcosa senza interrompere il rapporto con il luogo d’origine. Basarin, Bric Balin e Cole sono oggi la sintesi più precisa di questa filosofia: non tre Barbaresco costruiti per seguire uno stesso modello, ma tre interpretazioni pensate per mettere in evidenza le differenze naturali tra le vigne. È proprio questa capacità di leggere il territorio attraverso il Nebbiolo a definire l’identità di Moccagatta, una cantina nella quale tradizione familiare, conoscenza delle parcelle e precisione enologica convergono verso un obiettivo semplice e ambizioso: lasciare che ogni vino conservi il carattere della collina dalla quale proviene.