BELCOLLE

BARBARESCO DOCG "GALLINA" 2021 - BELCOLLE

Prezzo di listino €28,50 Prezzo di vendita€39,00risparmi €10,50

Abbinamenti, L’eleganza del Gallina 2021 e la sua trama tannica raffinata lo rendono particolarmente adatto alla grande cucina piemontese. È ideale con agnolotti del plin, tajarin al ragù, risotti ai funghi porcini e primi piatti impreziositi dal tartufo. Tra i secondi accompagna magnificamente brasati, arrosti di manzo e vitello, guancia cotta lentamente, agnello e selvaggina da piuma, mentre la sua freschezza permette di sostenere preparazioni ricche senza appesantire il palato. Molto interessante anche con funghi e formaggi di buona stagionatura, come Castelmagno, tome piemontesi mature e Parmigiano Reggiano.
Alcol, 14,5%
Annata, 2021
Denominazione, Barbaresco DOCG
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Barbaresco DOCG “Gallina” 2021 di Bel Colle si presenta con un rosso rubino luminoso, già impreziosito dalle prime sfumature granate. Il naso è elegante e progressivo, con ciliegia rossa, amarena, prugna e piccoli frutti maturi in primo piano, seguiti da note più profonde di liquirizia, spezie fini e un delicato richiamo di cannella. Con l’ossigenazione il bouquet acquista maggiore complessità, mantenendo però sempre nitida la componente fruttata. Al palato è armonioso e vellutato, con una materia ben definita sostenuta da una freschezza viva che dona slancio e continuità al sorso. I tannini sono presenti ma raffinati, ben inseriti nella struttura e capaci di accompagnare il vino senza appesantirlo. La chiusura è lunga e precisa, con ritorni di ciliegia, frutta rossa, liquirizia e spezie. Un Barbaresco equilibrato e raffinato, già piacevole nella sua giovinezza ma dotato della struttura necessaria per sviluppare ulteriore complessità con l’evoluzione.

CURIOSITÁ:

Gallina è una delle Menzioni Geografiche Aggiuntive storiche di Neive, un’area particolarmente apprezzata per Barbaresco capaci di coniugare struttura, morbidezza ed eleganza. Bel Colle lavora qui Nebbiolo in purezza proveniente da filari di età differenti, con alcune viti che raggiungono circa cinquant’anni e altre di impianto più recente. I terreni sono di natura calcareo-sabbiosa, con marne ricche di sabbia fine che contribuiscono alla finezza aromatica del vino. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata con lieviti indigeni, seguita da una macerazione post-fermentativa che porta la permanenza complessiva sulle bucce a circa 22-25 giorni. Dopo la fermentazione malolattica, il vino matura per 24 mesi in grandi botti di rovere e riposa altri sei mesi in bottiglia. Il 2021 è inoltre considerato un millesimo di grande qualità per Barbaresco, caratterizzato da ottima maturità fenolica, equilibrio e un importante potenziale di longevità.

Belcolle

Bel Colle è una storica cantina di Verduno, uno degli undici comuni della denominazione Barolo e uno dei luoghi più affascinanti delle Langhe, dove Nebbiolo e Pelaverga Piccolo convivono da secoli dando vita a vini profondamente legati all’identità del territorio. La cantina nasce nel 1976 per volontà dei fratelli Franco e Carlo Pontiglione insieme a Giuseppe Priola, che scelgono di fondare l’azienda proprio a Verduno, sulle colline che guardano verso La Morra e l’area occidentale del Barolo. Fin dall’inizio il progetto si concentra sulla valorizzazione delle varietà tradizionali e delle singole vigne, in un periodo nel quale il concetto di cru non possedeva ancora la centralità che avrebbe assunto successivamente nelle Langhe. La posizione di Verduno è particolarmente interessante: siamo nella parte settentrionale della denominazione Barolo, in un ambiente caratterizzato da terreni di origine sedimentaria marina e da esposizioni capaci di favorire maturazioni lente e progressive. Il Nebbiolo trova qui un'espressione generalmente giocata sull’eleganza, sulla componente floreale e speziata e su una trama tannica raffinata, caratteristiche che raggiungono una delle loro interpretazioni più prestigiose nella MGA Monvigliero. È proprio Monvigliero a rappresentare uno dei luoghi simbolo della storia di Bel Colle. Considerato il grande cru di Verduno, questo versante è storicamente conosciuto per Barolo di particolare finezza aromatica, nei quali le classiche note di rosa e piccoli frutti possono evolvere verso spezie, erbe aromatiche e quella caratteristica sfumatura pepata che rende immediatamente riconoscibili molte delle migliori espressioni della zona. Bel Colle ha creduto precocemente nel valore di questa vigna e il Barolo Monvigliero è diventato nel tempo una delle etichette più rappresentative della casa, pensata per coniugare eleganza, profondità e capacità di evoluzione. Accanto a Monvigliero, la cantina interpreta il Nebbiolo attraverso altre importanti provenienze delle Langhe, costruendo una gamma che permette di osservare come il vitigno cambi personalità al variare di suolo, esposizione e microclima. Il Barolo rimane inevitabilmente il vertice della produzione, ma uno degli elementi che rendono Bel Colle particolarmente legata a Verduno è il rapporto con il Pelaverga Piccolo. Questa rara varietà autoctona è coltivata quasi esclusivamente nel territorio del comune e nelle aree immediatamente circostanti ed è alla base della piccola denominazione Verduno Pelaverga DOC. Per lungo tempo rimasto confinato a una produzione familiare e locale, il Pelaverga è stato recuperato e valorizzato grazie al lavoro di alcuni produttori di Verduno, tra i quali Bel Colle ha avuto un ruolo importante. È un vitigno capace di dare vini dal colore relativamente tenue, caratterizzati da freschezza, frutto croccante e soprattutto da un'inconfondibile componente speziata che può ricordare il pepe bianco. Proprio questa personalità lo rende profondamente diverso dai rossi piemontesi più strutturati e testimonia quanto ricco fosse il patrimonio ampelografico delle Langhe prima che il successo internazionale del Nebbiolo concentrasse gran parte dell’attenzione su Barolo e Barbaresco. Conservare il Pelaverga significa quindi preservare non soltanto una varietà rara, ma una parte della cultura agricola di Verduno. Bel Colle dedica attenzione anche ad altri vitigni tradizionali piemontesi, tra cui Barbera e Dolcetto, mantenendo una gamma capace di raccontare le diverse anime delle Langhe. In vigneto la qualità delle uve costituisce il punto di partenza e le differenti parcelle vengono gestite rispettando caratteristiche ed esposizioni specifiche, mentre in cantina vinificazioni e affinamenti vengono adattati alla personalità delle singole varietà. Per i Barolo il tempo assume naturalmente un ruolo fondamentale: la maturazione accompagna lentamente la struttura tannica del Nebbiolo e permette ai profumi inizialmente floreali e fruttati di sviluppare progressivamente quella complessità terziaria che caratterizza i grandi vini delle Langhe. La storia contemporanea di Bel Colle ha conosciuto un nuovo passaggio nel 2015, quando la cantina è entrata nell’orbita della famiglia Bosio, realtà piemontese con una lunga esperienza vitivinicola. Il cambiamento di proprietà ha dato nuovo impulso al progetto attraverso investimenti nei vigneti e nella cantina, mantenendo però centrale l’identità costruita a Verduno e il patrimonio rappresentato dalle vigne storiche. Il legame con Monvigliero e con il Pelaverga rimane infatti la chiave attraverso cui comprendere Bel Colle: da una parte uno dei cru più raffinati dell’intera denominazione Barolo, dall’altra una delle varietà più rare e territoriali del Piemonte. Due espressioni profondamente differenti che nascono dallo stesso piccolo comune e mostrano quanto complessa possa essere la viticoltura delle Langhe. Bel Colle rappresenta così una cantina nella quale la storia iniziata nel 1976 continua attraverso una nuova fase, mantenendo Verduno come proprio punto di riferimento. Il Nebbiolo di Monvigliero racconta il volto più nobile, profondo e longevo del territorio, mentre il Pelaverga ne custodisce quello più raro, speziato e intimamente locale. È proprio nell’incontro tra queste due anime che si trova l’identità più autentica di Bel Colle: interpretare le grandi denominazioni delle Langhe senza dimenticare quelle varietà e quelle vigne che appartengono da generazioni alla cultura agricola di Verduno.