PRUNOTTO

BARBERA D'ALBA DOC “PIAN ROMUALDO” 2004 MAGNUM - PRUNOTTO

Prezzo di listino €49,90 Prezzo di vendita€60,00risparmi €10,10

Abbinamenti, A tutto pasto, si abbina ad arrosti di carne, a selvaggina e a formaggi stagionati.
Alcol, 13,5%
Annata, 2004
Denominazione, Barbera d'Alba DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16-18°
Vitigni, Barbera 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un intenso colore granato dai riflessi aranciati. Il bouquet è ampio e stratificato, con profumi di amarena sotto spirito, prugna secca, mora in confettura e ciliegia matura che si fondono con eleganti note di cacao, tabacco dolce, cuoio, liquirizia, vaniglia e spezie orientali. Con l'ossigenazione emergono sfumature di sottobosco, funghi secchi, caffè tostato, cioccolato fondente e leggere sensazioni balsamiche che testimoniano la grande evoluzione del vino. Al palato è morbido, avvolgente e perfettamente equilibrato. La naturale acidità della Barbera, ancora sorprendentemente viva, sostiene una struttura ricca e armoniosa, donando slancio e profondità al sorso. I tannini sono completamente integrati, mentre il finale si sviluppa lungo e persistente con richiami di frutta matura, cacao, spezie dolci e tabacco.

CURIOSITÁ:

La Barbera d'Alba "Pian Romualdo" 2004 Magnum di Prunotto rappresenta una delle espressioni più affascinanti e longeve della Barbera piemontese. Proveniente dall'omonimo vigneto situato nel comune di Alba, questa etichetta nasce da una selezione delle migliori uve Barbera coltivate su terreni particolarmente vocati, capaci di conferire al vino struttura, profondità e una straordinaria capacità evolutiva. Il vigneto Pian Romualdo prende il nome dalla storica cascina che domina le colline circostanti e rappresenta uno dei cru più importanti della produzione aziendale dedicata alla Barbera. Qui i terreni marnoso-calcarei e le favorevoli esposizioni permettono alle uve di raggiungere una maturazione ottimale, mantenendo al tempo stesso quella freschezza che costituisce la firma distintiva del vitigno. L'annata 2004 è stata una delle migliori del decennio in Piemonte, caratterizzata da un andamento climatico regolare che ha favorito una maturazione lenta e completa delle uve. Il risultato è un vino di grande equilibrio, nel quale concentrazione, eleganza e freschezza convivono in perfetta armonia. Il formato Magnum, grazie alla sua evoluzione più lenta e regolare, ha permesso al vino di sviluppare una complessità ancora maggiore, preservandone straordinariamente vitalità e integrità. Dopo la fermentazione, il vino affronta un affinamento in barrique di rovere francese che contribuisce ad arricchirne la struttura e la complessità aromatica senza coprire il carattere varietale della Barbera. Dopo oltre vent'anni di evoluzione, il vino si esprime oggi in una fase di maturità particolarmente affascinante.

Prunotto

Prunotto è una delle realtà storiche più importanti delle Langhe, una cantina che ha attraversato oltre un secolo di evoluzione della viticoltura piemontese mantenendo Alba come proprio punto di riferimento. La sua posizione, tra i territori di Barolo e Barbaresco e lungo il corso del Tanaro, riflette bene un’identità costruita nel tempo attraverso alcune delle zone più prestigiose del Piemonte vitivinicolo. La storia prende forma nei primi anni del Novecento, quando ad Alba nasce la cooperativa “Ai Vini delle Langhe”. Tra le persone coinvolte nell’attività c’è Alfredo Prunotto, che insieme alla moglie Luigina decide successivamente di rilevare l’azienda e trasformarla in un progetto familiare. È da questo momento che il nome Prunotto comincia a legarsi in maniera sempre più profonda alle grandi denominazioni piemontesi. Alfredo possiede una visione moderna per la sua epoca. Comprende che il futuro non passa soltanto dalla produzione, ma anche dalla capacità di dare un’identità precisa ai vini delle Langhe e di portarli oltre i tradizionali mercati locali. Prunotto inizia così a farsi conoscere fuori dal Piemonte, contribuendo alla progressiva diffusione della reputazione di un territorio che sarebbe diventato uno dei grandi riferimenti dell’enologia italiana. Con il passare delle generazioni cresce soprattutto l'attenzione verso le singole vigne. La cantina comprende quanto il carattere del Nebbiolo possa cambiare in funzione della collina, dell'esposizione e della composizione dei terreni, sviluppando progressivamente un lavoro sempre più legato alla valorizzazione delle diverse provenienze. Uno dei luoghi fondamentali di questa storia è Bussia, a Monforte d'Alba, uno dei grandi terroir della denominazione Barolo. Il rapporto di Prunotto con questa collina diventa particolarmente significativo a partire dagli anni Sessanta e rappresenta ancora oggi uno dei punti centrali del patrimonio aziendale. All'interno di Bussia si trova anche Vigna Colonnello, una delle parcelle più preziose della proprietà. Qui il rapporto tra Prunotto e il territorio assume una dimensione particolarmente profonda: non semplicemente produrre Barolo, ma comprendere e interpretare le caratteristiche di una singola vigna attraverso il comportamento del Nebbiolo nelle differenti annate.La filosofia della cantina si fonda proprio su questa idea di territorialità. Le Langhe non vengono considerate come un ambiente uniforme, ma come un mosaico estremamente complesso nel quale pochi chilometri possono determinare differenze importanti. Geologia, altitudine, esposizione e microclima diventano quindi elementi fondamentali per leggere ogni vigneto. Nel corso della propria storia Prunotto ha progressivamente ampliato questo sguardo oltre il Barolo, costruendo un patrimonio capace di raccontare differenti aree del Piemonte, dalle Langhe al Roero fino al Monferrato. Territori diversi, uniti dalla volontà di valorizzare le varietà che ne hanno costruito l'identità agricola. Un passaggio fondamentale nella storia contemporanea avviene con l'ingresso della famiglia Antinori. L'incontro porta nuove risorse e una visione internazionale all'interno della proprietà, ma il progetto viene sviluppato mantenendo il legame con le origini piemontesi di Prunotto e approfondendo ulteriormente il lavoro sulle singole vigne. Particolare attenzione viene riservata proprio al patrimonio di Bussia, dove è stata sviluppata una struttura dedicata alla lavorazione delle uve provenienti dai vigneti della zona. È una scelta che permette di seguire con maggiore precisione ogni fase e rafforza ulteriormente il rapporto tra cantina e luogo d'origine. Nonostante l'appartenenza a una realtà importante come Antinori, Prunotto conserva quindi una personalità fortemente piemontese. Il centro del progetto rimane la conoscenza delle colline e la capacità di interpretarne le differenze, privilegiando eleganza, equilibrio e riconoscibilità territoriale. La storia di Prunotto coincide in parte con quella della trasformazione delle Langhe moderne. La cantina ha attraversato il periodo nel quale il vino piemontese era prevalentemente una produzione locale, assistendo poi alla progressiva affermazione internazionale di Barolo e Barbaresco e diventando essa stessa protagonista di questo cambiamento. Oggi Prunotto rappresenta l'incontro tra memoria e contemporaneità: le radici ad Alba, la storia iniziata con Alfredo e Luigina, i grandi vigneti delle Langhe e la presenza della famiglia Antinori convivono all'interno di un progetto che continua a mettere il territorio al centro. Prunotto racconta oltre un secolo di Piemonte attraverso le sue colline. Da Alba a Bussia, dalle Langhe al Roero e al Monferrato, la cantina ha costruito la propria identità sulla conoscenza delle singole vigne, diventando una delle realtà che hanno accompagnato la crescita e il riconoscimento internazionale della grande viticoltura piemontese.