ENZO BOGLIETTI

BAROLO DOCG "CASE NERE" 2015 - ENZO BOGLIETTI

Prezzo di listino €63,50 Prezzo di vendita€76,00risparmi €12,50

Abbinamenti, La struttura e l’evoluzione raggiunte dal Case Nere 2015 lo rendono ideale con piatti profondi e saporiti. È splendido con brasato al Barolo, guancia di manzo, arrosti, selvaggina e carni rosse cotte lentamente, ma accompagna magnificamente anche tajarin al ragù, agnolotti del plin e preparazioni a base di funghi porcini o tartufo. Molto interessante con anatra, piccione e formaggi di lunga stagionatura come Castelmagno, tome piemontesi mature e Parmigiano Reggiano.
Alcol, 14,5%
Annata, 2015
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 17/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Barolo DOCG “Case Nere” 2015 di Enzo Boglietti si presenta con un rosso rubino luminoso ormai attraversato da eleganti sfumature granate e aranciate. Il naso è profondo e progressivo, con melograno, ciliegia matura e piccoli frutti di bosco che si intrecciano a viola, erbe aromatiche e sottili richiami agrumati. Con l’ossigenazione emergono note più mature di tabacco, liquirizia, spezie, terra e leggere sensazioni balsamiche, mantenendo però una sorprendente nitidezza. Al palato è strutturato e intenso, con una materia succosa sostenuta da un’acidità ancora viva e perfettamente integrata. I tannini sono importanti ma maturi, progressivamente levigati dall’evoluzione in bottiglia, mentre il sorso conserva tensione e precisione. Il finale è molto lungo, asciutto e complesso, con ritorni di frutto rosso, tabacco, spezie ed erbe officinali. Un Barolo maturo ma ancora energico, capace di mostrare la solidità di Case Nere insieme all’eleganza tipica dei migliori Nebbiolo di La Morra.

CURIOSITÁ:

Case Nere è una MGA di La Morra di poco più di dieci ettari, caratterizzata da versanti compresi indicativamente tra 300 e 370 metri e da esposizioni rivolte tra est e sud. La parcella utilizzata da Enzo Boglietti si colloca tra 300 e 350 metri, con esposizione sud-est e terreni franco-limoso-argillosi, subalcalini e molto poveri di sostanza organica. Nel 2015 il vigneto comprendeva una parte di vecchie viti di circa sessant’anni affiancata da impianti più giovani. La lavorazione in cantina fu particolarmente importante: dopo circa venti giorni di fermentazione a temperatura controllata, con follature e rimontaggi quotidiani, il Nebbiolo rimase sulle bucce per ulteriori sessanta giorni di macerazione post-fermentativa, prima dell’affinamento in rovere francese. La produzione fu limitata a 2.904 bottiglie, oltre a pochi grandi formati. È un vino che racconta bene lo stile di Boglietti, azienda familiare nata come realtà vinificatrice nel 1991 e da sempre orientata verso basse rese, lunghe macerazioni e Barolo capaci di conservare struttura senza perdere freschezza.

Enzo Boglietti

Enzo Boglietti è una delle realtà familiari più rappresentative di La Morra, nel cuore delle Langhe, nata ufficialmente nel 1991 ma fondata su un rapporto con la viticoltura costruito molto prima all’interno della famiglia. Enzo e il fratello Gianni Boglietti crescono infatti lavorando le vigne del padre Renato e, all’inizio degli anni Novanta, decidono di trasformare quell’esperienza agricola in un progetto autonomo, iniziando a vinificare e imbottigliare direttamente le proprie uve. La prima produzione è estremamente contenuta, poche migliaia di bottiglie, ma negli anni la famiglia riesce ad ampliare progressivamente il patrimonio viticolo acquisendo parcelle in alcuni dei territori più interessanti della denominazione Barolo. La sede rimane a La Morra, mentre i vigneti si distribuiscono anche nei comuni di Barolo e Serralunga d’Alba, permettendo alla cantina di confrontarsi con terreni e microclimi profondamente differenti. Il Nebbiolo rappresenta inevitabilmente il centro del progetto e trova la propria massima espressione nei Barolo provenienti dalle singole MGA. Brunate è uno dei luoghi simbolo della produzione: celebre collina situata tra La Morra e Barolo, rappresenta uno dei grandi terroir storici della denominazione ed è capace di generare Nebbiolo nei quali profondità, eleganza e complessità aromatica convivono con una notevole capacità di evoluzione. A La Morra si trova anche Fossati, altra MGA importante per la famiglia, caratterizzata da un'espressione generalmente più raffinata e progressiva del Nebbiolo. Spostandosi verso il comune di Barolo entra invece in scena Case Nere, mentre a Serralunga d’Alba il progetto incontra Arione, territorio profondamente diverso per struttura geologica e personalità dei vini. Proprio Arione rappresenta uno degli esempi più interessanti della filosofia aziendale: il Nebbiolo di Serralunga tende naturalmente verso maggiore austerità, profondità tannica e longevità, offrendo un contrappunto evidente rispetto alle interpretazioni provenienti da La Morra. La possibilità di lavorare vigneti distribuiti in comuni differenti permette così a Enzo Boglietti di costruire una sorta di percorso attraverso le diverse anime del Barolo, lasciando che esposizione, altitudine e composizione dei terreni diventino elementi riconoscibili nelle singole bottiglie. In vigneto l’approccio è orientato verso una gestione rispettosa dell’ambiente e una presenza manuale costante. Il lavoro parte dalla vitalità del terreno e dall’equilibrio della pianta, evitando di spingere la vite verso produzioni eccessive e adattando potature, gestione della vegetazione e selezioni alle caratteristiche della singola annata. Le uve vengono raccolte manualmente e il momento della vendemmia viene stabilito cercando un equilibrio tra maturazione fenolica, freschezza e integrità aromatica, particolarmente importante per un vitigno tardivo e sensibile come il Nebbiolo. Anche in cantina la filosofia si è evoluta nel corso degli anni. Enzo Boglietti appartiene alla generazione di produttori che, a partire dagli anni Novanta, ha sperimentato tecniche differenti rispetto alla tradizione langarola più classica, introducendo macerazioni più controllate e l’utilizzo di contenitori di dimensioni diverse per gli affinamenti. Con il tempo l’esperienza ha portato verso una ricerca sempre più orientata alla trasparenza del territorio, riducendo il protagonismo del legno e adattando vinificazione e maturazione alle caratteristiche delle singole vigne. Barrique, tonneaux e botti di maggiore capacità vengono quindi considerati strumenti e non elementi attraverso i quali imporre un'identica firma stilistica a tutti i vini. L’obiettivo rimane preservare le differenze tra Brunate, Fossati, Case Nere e Arione, evitando che la tecnica finisca per uniformare territori naturalmente differenti. Accanto ai Barolo, la cantina mantiene uno stretto rapporto con le altre varietà storiche piemontesi. Barbera e Dolcetto occupano un ruolo importante e vengono trattati con la stessa attenzione riservata al Nebbiolo, senza considerarli semplicemente vini secondari all’interno della gamma. Particolarmente significativa è la Barbera, capace di combinare maturità del frutto e naturale acidità e interpretata anche attraverso selezioni provenienti da vigneti specifici. Il Dolcetto conserva invece quella dimensione quotidiana e profondamente langarola che per generazioni ha accompagnato la vita delle famiglie contadine. Anche il Nebbiolo destinato a denominazioni più immediate rispetto al Barolo permette di osservare il carattere della varietà senza attendere necessariamente i lunghi tempi richiesti dai grandi cru. Oggi la nuova generazione partecipa progressivamente alla vita della cantina, garantendo continuità a un progetto che rimane profondamente familiare nonostante la notorietà raggiunta. La crescita dell’azienda non ha modificato il principio sul quale Enzo e Gianni avevano costruito le prime bottiglie nel 1991: conoscere direttamente le proprie vigne e lasciare che siano le differenze tra le colline a costruire l’identità dei vini. Enzo Boglietti rappresenta così una delle espressioni più interessanti della generazione che ha accompagnato la trasformazione moderna delle Langhe senza interrompere il rapporto con la propria origine agricola. Da La Morra a Barolo fino a Serralunga d’Alba, Brunate, Fossati, Case Nere e Arione diventano differenti capitoli dello stesso racconto, permettendo al Nebbiolo di cambiare voce secondo il luogo nel quale viene coltivato. Una cantina nata da pochi ettari e poche migliaia di bottiglie, cresciuta attraverso oltre trent’anni di esperienza ma rimasta fedele a un principio fondamentale: il Barolo non è un vino da rendere uniforme, ma un territorio complesso da interpretare vigna dopo vigna.