ANTINORI

CHIANTI CLASSICO DOCG RISERVA "VILLA ANTINORI" 2022 - ANTINORI

Prezzo di listino €21,90 Prezzo di vendita€23,00risparmi €1,10

Abbinamenti, Villa Antinori Riserva 2022 possiede la struttura necessaria per accompagnare i grandi classici della cucina toscana. È ideale con pappardelle al ragù di cinghiale, tagliatelle al ragù, bistecca alla Fiorentina, tagliata di manzo, arrosti e carni alla brace, ma la finezza tannica permette ottimi accostamenti anche con anatra, faraona e primi piatti importanti a base di funghi. Molto convincente con pecorino toscano stagionato, Parmigiano Reggiano e salumi della tradizione.
Alcol, 14%
Annata, 2022
Denominazione, Chianti Classico Riserva DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Toscana (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Sangiovese con altre varietà complementari

NOTE SENSORIALI:

Il colore è un rosso rubino brillante e profondo. Il 2022 mostra un profilo aromatico ampio e progressivo, nel quale il frutto rimane protagonista: mora e altri frutti di rovo, lampone e nespola introducono il bouquet, accompagnati successivamente da tabacco, liquirizia, cedro candito e una raffinata sfumatura di cacao. L'evoluzione nel bicchiere porta il vino verso un registro più balsamico e speziato, senza perdere la nitidezza del frutto. Al palato l'ingresso è ampio e avvolgente, ma il carattere del Sangiovese emerge rapidamente attraverso freschezza e verticalità. I tannini sono setosi, saporiti e ben integrati, capaci di sostenere la struttura senza irrigidire il sorso. Il finale cambia nuovamente registro, diventando più sottile ed elegante, con richiami floreali di petalo di rosa e tè nero e una piacevole persistenza sapida. È proprio questo contrasto tra maturità dell'annata e slancio finale a caratterizzare il Villa Antinori 2022: una Riserva generosa ma non pesante, classica nell'anima e contemporanea nella precisione.

CURIOSITÁ:

Il Villa Antinori Chianti Classico Riserva 2022 è la reinterpretazione contemporanea di una delle etichette storiche della famiglia Antinori, il cui nome affonda le proprie radici nel 1928, quando il Marchese Niccolò Antinori creò il primo Villa Antinori come Chianti Classico pensato espressamente per evolvere nel tempo. Quasi un secolo più tardi, con la nascita della cantina Antinori nel Chianti Classico, la famiglia ha riportato questa eredità nel cuore della denominazione, costruendo una Riserva incentrata sul Sangiovese accompagnato da varietà complementari. Il 2022 nasce da un'annata calda e inizialmente asciutta: giugno e luglio registrarono temperature superiori alle medie, mentre le piogge di metà agosto e il successivo abbassamento termico ristabilirono importanti escursioni tra giorno e notte, favorendo una maturazione equilibrata. Il Sangiovese venne raccolto dalla seconda metà di settembre, mentre la vendemmia delle altre varietà si concluse nella seconda settimana di ottobre. In cantina Antinori ricerca un'estrazione misurata e tannini eleganti, completando poi l'affinamento prevalentemente in botti grandi e, in parte minore, in barrique. Il risultato è una Riserva che interpreta il Chianti Classico attraverso equilibrio e raffinatezza, mantenendo al centro il carattere del Sangiovese e una tradizione Villa Antinori ormai prossima al secolo di storia.

Antinori

Marchesi Antinori è una delle famiglie simbolo della storia del vino italiano, protagonista di un percorso che attraversa oltre sei secoli e 26 generazioni. Il legame ufficiale con il mondo del vino risale al 1385, quando Giovanni di Piero Antinori entra nell’Arte Fiorentina dei Vinattieri. Da quel momento la famiglia ha continuato senza interruzioni a occuparsi di viticoltura, accompagnando l’evoluzione del vino toscano attraverso epoche profondamente diverse. Le radici degli Antinori sono strettamente legate a Firenze e alla Toscana. Nel 1506 la famiglia acquista quello che diventerà Palazzo Antinori, nel cuore della città, ancora oggi uno dei luoghi simbolo della casata. Questo rapporto con Firenze racconta bene una storia nella quale vino, cultura, arte e imprenditorialità si sono intrecciati per secoli. La straordinaria longevità della famiglia non deriva però soltanto dalla capacità di custodire la tradizione. Uno dei principi che hanno caratterizzato gli Antinori è sempre stato quello di innovare senza perdere il legame con le proprie origini. Ogni generazione ha introdotto nuove idee, esplorato territori differenti e sperimentato tecniche produttive capaci di interpretare il proprio tempo. Questa filosofia diventa particolarmente evidente nel Novecento, soprattutto con Piero Antinori, protagonista di una profonda trasformazione dell'azienda e, più in generale, di una stagione decisiva per l'enologia toscana. La ricerca della qualità passa attraverso una maggiore attenzione alle singole vigne, agli affinamenti e alla possibilità di interpretare il Sangiovese con maggiore libertà rispetto alle consuetudini dell'epoca. Uno dei risultati più importanti di questa visione è Tignanello, nato nel cuore del Chianti Classico e destinato a diventare uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo. La sua nascita rappresenta un momento di rottura con alcune tradizioni produttive del passato e testimonia perfettamente l'attitudine degli Antinori alla sperimentazione. Dalla stessa tenuta nasce Solaia, altra etichetta simbolo della famiglia. Tignanello e Solaia diventano così due interpretazioni differenti dello stesso territorio e rappresentano uno dei capitoli fondamentali della trasformazione qualitativa che ha interessato la Toscana nella seconda metà del Novecento. Il patrimonio degli Antinori si estende però ben oltre il Chianti Classico. A Bolgheri, Tenuta Guado al Tasso interpreta il particolare clima della costa toscana e la sua vocazione per le varietà bordolesi. A Montalcino, Pian delle Vigne racconta invece il Sangiovese attraverso il Brunello, mentre in Umbria il Castello della Sala è diventato uno dei punti di riferimento della famiglia per la produzione di grandi vini bianchi. Ogni proprietà mantiene una propria identità. La filosofia Antinori non consiste infatti nel replicare lo stesso stile in territori differenti, ma nel comprendere le caratteristiche di ciascun luogo e scegliere di conseguenza vitigni, pratiche agricole e metodi di vinificazione. Il territorio viene prima dello stile aziendale. Questa attenzione alla diversità dei luoghi è accompagnata da una continua ricerca in vigneto e in cantina. Sostenibilità, conoscenza dei suoli e precisione nella gestione delle singole parcelle sono diventate componenti sempre più importanti di un progetto che deve confrontarsi anche con le nuove condizioni climatiche della viticoltura contemporanea. Un simbolo della moderna filosofia familiare è la spettacolare cantina Antinori nel Chianti Classico, inaugurata nel 2012 a Bargino. Quasi completamente integrata all'interno della collina, è stata progettata per dialogare con il paesaggio circostante, riducendo l'impatto visivo e sfruttando anche la naturale regolazione termica del terreno. La struttura rappresenta perfettamente l'incontro tra architettura, tecnologia e tradizione che caratterizza la famiglia. Non è soltanto un luogo di produzione, ma uno spazio pensato per raccontare il rapporto degli Antinori con il Chianti Classico e permettere di conoscere direttamente una storia iniziata molti secoli prima. Oggi la continuità è affidata alla ventiseiesima generazione, rappresentata da Albiera, Allegra e Alessia Antinori, figlie di Piero. Dopo più di seicento anni, quindi, la famiglia continua a essere direttamente coinvolta nella gestione delle proprie tenute, conservando quella continuità generazionale che costituisce uno degli aspetti più straordinari della sua storia. Marchesi Antinori rappresenta così un raro equilibrio tra memoria e capacità di evolvere. Una famiglia profondamente toscana che ha saputo attraversare secoli di cambiamenti senza trasformare la propria storia in qualcosa di immobile, utilizzandola invece come punto di partenza per continuare a sperimentare. Dal 1385, 26 generazioni della famiglia Antinori hanno costruito una delle più longeve storie del vino italiano. Dal Chianti Classico a Bolgheri, da Montalcino all'Umbria, ogni territorio viene interpretato secondo la propria natura, mantenendo un principio che attraversa oltre sei secoli di storia familiare: rispettare ciò che è stato costruito dalle generazioni precedenti, senza mai rinunciare alla possibilità di creare qualcosa di nuovo.