CASTELLO DI BUTTRIO

VERDUZZO FRIULANO PASSITO “MILLE E UNA BOTTE” 2012 0,50 L - CASTELLO DI BUTTRIO

Prezzo di listino €31,90 Prezzo di vendita€40,00risparmi €8,10

Abbinamenti, E’ uno straordinario vino da abbinare a fine pasto con formaggi stagionati e saporiti. Perfetto anche con piccola pasticceria secca o crostate alla confettura di albicocche.
Alcol, 12%
Annata, 2012
Denominazione, Friuli Colli Orientali DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.50 L
Giudizio 3k, 8/10
Regione, Friuli Venezia Giulia (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Verduzzo Friulano e Altre Varietà in Diverse Percentuali

NOTE SENSORIALI:

Il vino è di bel giallo dorato, intenso. Al naso prevalgono le note di frutta candita, ananas albicocca secca, miele e acacia. Al palato e complesso, dolce, con sentori di agrumi canditi ma sostenuto da una buona acidità.

CURIOSITÁ:

Friuli Colli Orientali DOC “Mille e una Botte” del Castello di Buttrio è un vino affascinante e suadente. Avvolgente e morbido, assolutamente speciale ed emozionante. Una volta raccolta, l’uva viene posta in un antico granaio, dove subisce un appassimento naturale fino al raggiungimento della desiderata gradazione zuccherina. La posizione del fabbricato consente una costante ventilazione del locale di appassimento, pertanto non si rendono necessari ulteriori interventi per agevolare la surmaturazione. L’uva viene pigiata verso la metà di dicembre, con un torchio verticale in legno. Svolge la fermentazione alcolica in piccoli carati di rovere francese. Il processo si protrae fino alla fine di gennaio senza controllo termico, fino al raggiungimento del desiderato rapporto alcol-zuccheri residui. Dopo 12 mesi di maturazione a contatto con i lieviti di fermentazione, mantenuti periodicamente in sospensione, il vino è pronto per essere imbottigliato.
Castello Di Buttrio

Castello di Buttrio è una raffinata realtà dei Colli Orientali del Friuli, immersa tra i vigneti della collina di Pampinutta, nel comune di Buttrio. La tenuta appartiene alla famiglia Felluga e rappresenta un progetto nel quale viticoltura, storia e paesaggio convivono in maniera naturale, con l’obiettivo di raccontare uno dei territori più vocati del Friuli Venezia Giulia.
La storia moderna della proprietà inizia nel 1994, quando Marco Felluga acquista Castello di Buttrio e avvia un importante progetto di recupero. Vengono restaurati gli edifici storici, recuperate le vigne esistenti e progressivamente ampliato il patrimonio viticolo, riportando al centro della tenuta una tradizione agricola che apparteneva da secoli a queste colline.
Fin dai primi anni partecipa al progetto anche la figlia Alessandra Felluga, quinta generazione di una famiglia profondamente legata al vino friulano. Padre e figlia condividono una convinzione precisa: Buttrio possiede le condizioni ideali non soltanto per i grandi bianchi che hanno reso celebre il Friuli, ma anche per vini rossi di notevole personalità e capacità evolutiva.
Nel 2007 Alessandra assume direttamente la guida della tenuta, sviluppando una filosofia sempre più orientata alla valorizzazione delle singole vigne. Il suo lavoro parte dall’osservazione del territorio e dalla volontà di produrre vini capaci di conservare un’identità riconoscibile, evitando che la tecnica di cantina prevalga sulle caratteristiche naturali delle uve.
I vigneti si sviluppano sulle colline che circondano il castello, dove esposizioni favorevoli, ventilazione e importanti escursioni termiche accompagnano lentamente la maturazione. Un ruolo fondamentale è svolto dalla ponca, la caratteristica formazione di marne e arenarie tipica dei Colli Orientali, capace di creare terreni particolarmente adatti a una viticoltura di qualità.
Il patrimonio aziendale comprende sia vecchie vigne sia impianti più giovani. Questa diversità permette di lavorare con parcelle caratterizzate da età, esposizioni e comportamenti differenti, scegliendo per ogni vino le uve considerate più adatte alla sua personalità.
La produzione riflette perfettamente la ricchezza viticola del territorio. Tra i bianchi trovano spazio Friulano, Ribolla Gialla, Sauvignon e Chardonnay, mentre tra i rossi emergono varietà come Refosco dal Peduncolo Rosso, Pignolo e Merlot. Vitigni autoctoni e internazionali convivono così all’interno dello stesso progetto, ciascuno interpretato secondo le caratteristiche delle diverse vigne.
Particolare attenzione viene dedicata alle varietà storiche friulane. Il Friulano e la Ribolla Gialla raccontano il volto più classico dei bianchi regionali, mentre Pignolo e Refosco rappresentano l’anima più profonda dei rossi. Sono vitigni capaci di mostrare grande personalità quando vengono coltivati con rese contenute e lasciati maturare con i tempi necessari.
Anche in cantina l’approccio rimane misurato. Vinificazione e affinamento vengono scelti in funzione della varietà e della provenienza delle uve, cercando di preservare freschezza e precisione nei vini più immediati e di sviluppare maggiore complessità nelle selezioni destinate a una lunga evoluzione.
Il Castello rappresenta inoltre molto più di una semplice sede produttiva. Circondato dai vigneti sulla sommità della collina, è diventato il cuore di un progetto dedicato anche all’ospitalità e alla cultura gastronomica friulana. Il recupero degli edifici storici ha permesso di conservare l’atmosfera originale della proprietà, creando un dialogo continuo tra passato e presente.
Oggi Castello di Buttrio continua il percorso iniziato da Marco Felluga e sviluppato da Alessandra, mantenendo una dimensione fortemente familiare. La conoscenza delle singole vigne, la valorizzazione dei vitigni del territorio e il rispetto dei tempi naturali della vite rimangono i principi fondamentali della produzione.
Castello di Buttrio racconta così un volto elegante e autentico dei Colli Orientali del Friuli. Dal recupero della proprietà iniziato nel 1994 alla visione di Alessandra Felluga, ogni vino nasce dal rapporto tra collina, ponca, vitigno e tempo, con una filosofia che cerca soprattutto di lasciare emergere la personalità di uno dei territori più affascinanti del Friuli Venezia Giulia.