ANTINORI

PANNON GEWÜRZTRAMINER 2025 - TUZKO, ANTINORI

Prezzo di listino €7,50 Prezzo di vendita€8,50risparmi €1,00

Abbinamenti, Ottimo come aperitivo, accompagna con naturalezza piatti della cucina asiatica, ricette leggermente speziate, crostacei, pesce alla griglia, insalate estive e carni bianche. È inoltre un eccellente compagno di formaggi erborinati e preparazioni a base di verdure dolci come zucca, peperoni arrostiti e melanzane, con cui crea un piacevole equilibrio aromatico.
Alcol, 12%
Annata, 2025
Denominazione, Gewurztraminer
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 8/10
Regione, Ungheria
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Gewurztraminer 100%

NOTE SENSORIALI:

Alla vista si presenta con un brillante colore giallo paglierino. Il naso è immediatamente coinvolgente e ricco di sfumature: petali di rosa, litchi, albicocca e frutto della passione si intrecciano a note di mandarino e pompelmo, creando un bouquet intenso ma perfettamente armonico, in cui ogni profumo trova il proprio equilibrio senza risultare mai eccessivo. Il sorso è fresco, morbido e avvolgente. L'intensa aromaticità del Gewürztraminer viene sostenuta da una piacevole vena acida che dona dinamismo e grande facilità di beva. Le sensazioni di frutta tropicale e agrumi ritornano con precisione anche al palato, accompagnando un finale persistente, pulito ed elegantemente floreale.

CURIOSITÁ:

Il Pannon Gewürztraminer 2025 di TŰZKŐ è un bianco che esprime tutta la ricchezza aromatica di uno dei vitigni più affascinanti al mondo, interpretato con lo stile elegante e rigoroso della famiglia Antinori. Nella regione di Tolna, nel cuore della Pannonia ungherese, il Gewürztraminer beneficia di un clima continentale mitigato e di terreni limosi che favoriscono una maturazione lenta e completa delle uve, regalando vini intensamente profumati ma sempre equilibrati e mai eccessivi. È una lettura moderna del vitigno, dove freschezza, precisione e piacevolezza di beva convivono in perfetta armonia. Prodotto da 100% Gewürztraminer, nasce da una selezione accurata dei migliori grappoli raccolti a mano. Dopo una breve macerazione sulle bucce di circa 6-8 ore, utile a estrarre tutto il patrimonio aromatico dell'uva, il mosto fermenta in acciaio inox a temperatura controllata, inferiore ai 16 °C, per preservarne freschezza e precisione. Il vino rimane poi alcuni mesi negli stessi serbatoi prima dell'imbottigliamento, mantenendo intatta tutta la fragranza del frutto.

Antinori

Marchesi Antinori è una delle famiglie simbolo della storia del vino italiano, protagonista di un percorso che attraversa oltre sei secoli e 26 generazioni. Il legame ufficiale con il mondo del vino risale al 1385, quando Giovanni di Piero Antinori entra nell’Arte Fiorentina dei Vinattieri. Da quel momento la famiglia ha continuato senza interruzioni a occuparsi di viticoltura, accompagnando l’evoluzione del vino toscano attraverso epoche profondamente diverse. Le radici degli Antinori sono strettamente legate a Firenze e alla Toscana. Nel 1506 la famiglia acquista quello che diventerà Palazzo Antinori, nel cuore della città, ancora oggi uno dei luoghi simbolo della casata. Questo rapporto con Firenze racconta bene una storia nella quale vino, cultura, arte e imprenditorialità si sono intrecciati per secoli. La straordinaria longevità della famiglia non deriva però soltanto dalla capacità di custodire la tradizione. Uno dei principi che hanno caratterizzato gli Antinori è sempre stato quello di innovare senza perdere il legame con le proprie origini. Ogni generazione ha introdotto nuove idee, esplorato territori differenti e sperimentato tecniche produttive capaci di interpretare il proprio tempo. Questa filosofia diventa particolarmente evidente nel Novecento, soprattutto con Piero Antinori, protagonista di una profonda trasformazione dell'azienda e, più in generale, di una stagione decisiva per l'enologia toscana. La ricerca della qualità passa attraverso una maggiore attenzione alle singole vigne, agli affinamenti e alla possibilità di interpretare il Sangiovese con maggiore libertà rispetto alle consuetudini dell'epoca. Uno dei risultati più importanti di questa visione è Tignanello, nato nel cuore del Chianti Classico e destinato a diventare uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo. La sua nascita rappresenta un momento di rottura con alcune tradizioni produttive del passato e testimonia perfettamente l'attitudine degli Antinori alla sperimentazione. Dalla stessa tenuta nasce Solaia, altra etichetta simbolo della famiglia. Tignanello e Solaia diventano così due interpretazioni differenti dello stesso territorio e rappresentano uno dei capitoli fondamentali della trasformazione qualitativa che ha interessato la Toscana nella seconda metà del Novecento. Il patrimonio degli Antinori si estende però ben oltre il Chianti Classico. A Bolgheri, Tenuta Guado al Tasso interpreta il particolare clima della costa toscana e la sua vocazione per le varietà bordolesi. A Montalcino, Pian delle Vigne racconta invece il Sangiovese attraverso il Brunello, mentre in Umbria il Castello della Sala è diventato uno dei punti di riferimento della famiglia per la produzione di grandi vini bianchi. Ogni proprietà mantiene una propria identità. La filosofia Antinori non consiste infatti nel replicare lo stesso stile in territori differenti, ma nel comprendere le caratteristiche di ciascun luogo e scegliere di conseguenza vitigni, pratiche agricole e metodi di vinificazione. Il territorio viene prima dello stile aziendale. Questa attenzione alla diversità dei luoghi è accompagnata da una continua ricerca in vigneto e in cantina. Sostenibilità, conoscenza dei suoli e precisione nella gestione delle singole parcelle sono diventate componenti sempre più importanti di un progetto che deve confrontarsi anche con le nuove condizioni climatiche della viticoltura contemporanea. Un simbolo della moderna filosofia familiare è la spettacolare cantina Antinori nel Chianti Classico, inaugurata nel 2012 a Bargino. Quasi completamente integrata all'interno della collina, è stata progettata per dialogare con il paesaggio circostante, riducendo l'impatto visivo e sfruttando anche la naturale regolazione termica del terreno. La struttura rappresenta perfettamente l'incontro tra architettura, tecnologia e tradizione che caratterizza la famiglia. Non è soltanto un luogo di produzione, ma uno spazio pensato per raccontare il rapporto degli Antinori con il Chianti Classico e permettere di conoscere direttamente una storia iniziata molti secoli prima. Oggi la continuità è affidata alla ventiseiesima generazione, rappresentata da Albiera, Allegra e Alessia Antinori, figlie di Piero. Dopo più di seicento anni, quindi, la famiglia continua a essere direttamente coinvolta nella gestione delle proprie tenute, conservando quella continuità generazionale che costituisce uno degli aspetti più straordinari della sua storia. Marchesi Antinori rappresenta così un raro equilibrio tra memoria e capacità di evolvere. Una famiglia profondamente toscana che ha saputo attraversare secoli di cambiamenti senza trasformare la propria storia in qualcosa di immobile, utilizzandola invece come punto di partenza per continuare a sperimentare. Dal 1385, 26 generazioni della famiglia Antinori hanno costruito una delle più longeve storie del vino italiano. Dal Chianti Classico a Bolgheri, da Montalcino all'Umbria, ogni territorio viene interpretato secondo la propria natura, mantenendo un principio che attraversa oltre sei secoli di storia familiare: rispettare ciò che è stato costruito dalle generazioni precedenti, senza mai rinunciare alla possibilità di creare qualcosa di nuovo.