VALFACCENDA

ROERO DOCG BIO 2023 - VALFACCENDA

Prezzo di listino €27,00 Prezzo di vendita€30,00risparmi €3,00

Abbinamenti, L'eleganza tannica e la freschezza del Roero 2023 lo rendono un Nebbiolo estremamente gastronomico. È perfetto con tajarin al ragù, agnolotti del plin, risotto ai porcini e carni arrosto, ma accompagna con grande naturalezza anche anatra, faraona, agnello e carni alla griglia. La componente floreale e terrosa crea un'affinità particolarmente riuscita con funghi e tartufo, mentre la struttura permette di abbinarlo a tome piemontesi e formaggi di buona stagionatura.
Alcol, 13,5%
Annata, 2023
Denominazione, Roero DOCG
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Roero 2023 di Valfaccenda è il vino con cui Luca Faccenda e Carolina Roggero cercano di restituire una fotografia completa del Nebbiolo della loro terra, mettendo insieme parcelle differenti tra Canale e Santo Stefano Roero. Qui il Nebbiolo cresce sulle caratteristiche sabbie di origine marina del Roero e assume un carattere più sottile e fragrante, nel quale eleganza e tensione prevalgono sulla ricerca della potenza. Nel calice mostra un rosso rubino luminoso, con i primi riflessi granati tipici della varietà. Il naso è fine e progressivo: ciliegia, lampone e piccoli frutti rossi incontrano rosa canina e violetta, per lasciare successivamente spazio a timo, erbe aromatiche, spezie delicate e leggere sensazioni terrose. Al palato è succoso e dinamico, con una freschezza viva che attraversa tutto il sorso e tannini ben definiti, ancora giovani ma mai pesanti. Il frutto ritorna nitido nella parte finale, accompagnato da una marcata sensazione sapida e minerale. Un Nebbiolo elegante e territoriale, capace di raccontare con grande precisione la particolare leggerezza delle sabbie del Roero.

CURIOSITÁ:

Il Roero 2023 è prodotto da 100% Nebbiolo biologico e nasce dall'unione di diverse vigne appartenenti alle MGA Mompellini, Loreto e San Grato, distribuite tra i comuni di Canale e Santo Stefano Roero. È proprio la diversità delle parcelle a rappresentare uno degli aspetti centrali del progetto: cambiano esposizioni, età delle piante e caratteristiche dei terreni, anche se a dominare sono le tipiche sabbie del Roero accompagnate da percentuali variabili di argilla. Le esposizioni spaziano da sud-ovest a est e ovest, permettendo a Luca e Carolina di raccogliere ogni appezzamento nel momento ritenuto più adatto. In cantina le diverse masse seguono inizialmente percorsi separati, con fermentazioni spontanee e macerazioni sulle bucce che si protraggono mediamente per circa due settimane, per essere riunite soltanto successivamente. Il vino prosegue quindi la propria maturazione in botte, senza che il legno diventi protagonista, e viene tradizionalmente imbottigliato durante la luna calante dell'autunno successivo alla vendemmia. A quel punto non viene immediatamente commercializzato: Valfaccenda gli concede ancora quasi un anno di riposo in bottiglia, affinché le differenti anime del Nebbiolo trovino un equilibrio definitivo. La prima annata di questo Roero risale al 2010, anno di nascita del progetto Valfaccenda, e ancora oggi rappresenta una delle bottiglie che meglio sintetizzano il lavoro della cantina sulle ripide colline sabbiose del territorio.

Valfaccenda

Valfaccenda nasce nel 2010 a Canale, nel cuore del Roero, dall’incontro tra Luca Faccenda e Carolina Roggero e dalla volontà di raccontare questo territorio attraverso i suoi due vitigni più identitari, Arneis e Nebbiolo. Il progetto affonda però le proprie radici molto più indietro nel tempo: il nome deriva da Valle Faccenda, la piccola valle tra Canale e Cisterna d’Asti dove la famiglia di Luca è presente da generazioni e dove si trovano la cascina e alcune delle vigne che costituiscono il nucleo originario dell’azienda. Luca, enologo, cresce con un rapporto diretto con queste colline, mentre Carolina arriva dal mondo della grafica e della comunicazione; insieme scelgono di recuperare il patrimonio familiare e trasformarlo in una cantina capace di offrire una lettura contemporanea ma profondamente territoriale del Roero. Fin dall’inizio la loro attenzione non è rivolta alla ricerca di uno stile costruito in cantina, ma alla comprensione delle differenze tra vigne, esposizioni e suoli, in un territorio che possiede caratteristiche profondamente diverse dalle vicine Langhe. A separare geograficamente le due aree è il Tanaro, ma a distinguerle è soprattutto la geologia: il Roero è caratterizzato da una forte presenza di sabbie originate dagli antichi fondali marini, alternate a marne, argille e componenti calcaree, terreni che contribuiscono a imprimere ai vini una particolare finezza aromatica e una trama spesso più slanciata. Il paesaggio è altrettanto riconoscibile, segnato dalle Rocche, spettacolari pareti create dall’erosione che interrompono le colline e danno vita a versanti ripidi, boschi e piccoli vigneti. È in questo ambiente che Luca e Carolina coltivano pochi ettari seguendo i principi dell’agricoltura biologica, con un lavoro prevalentemente manuale e un’attenzione costante alla vitalità dei terreni. Le dimensioni contenute permettono di seguire direttamente ogni parcella e di adattare le decisioni alle condizioni della singola vendemmia, senza cercare una perfetta uniformità tra le annate. L’Arneis rappresenta una delle anime fondamentali di Valfaccenda. Vitigno profondamente legato alla storia del Roero, viene interpretato con l’intenzione di mostrarne non soltanto freschezza e immediatezza, ma anche struttura, profondità e capacità di evoluzione. Il Roero Bianco nasce dall’incontro di differenti vigne e viene lavorato attraverso affinamenti pensati per conservarne tensione e carattere, mentre Loreto rappresenta una lettura ancora più precisa della varietà attraverso una singola provenienza. La scelta di dedicare un vino specifico a questa MGA dimostra quanto l’Arneis venga considerato dalla cantina un vero interprete del territorio, capace di restituire differenze di suolo e posizione con la stessa dignità normalmente riconosciuta ai grandi vitigni rossi. Il Nebbiolo costituisce l’altra metà dell’identità aziendale e trova sulle sabbie del Roero un’espressione particolarmente riconoscibile. Rispetto alle interpretazioni più potenti e austere di altre zone piemontesi, Luca ricerca soprattutto energia, profumo, freschezza e finezza tannica, lasciando che sia la provenienza a determinare il carattere del vino. Il Roero Rosso nasce come sintesi di differenti vigneti e rappresenta una lettura complessiva del territorio, mentre le selezioni parcellari permettono di approfondirne le sfumature. Tra queste assume particolare importanza Valmaggiore, una delle MGA storiche e più affascinanti del Roero, situata nel comune di Vezza d’Alba. Qui il Nebbiolo cresce su pendii estremamente ripidi, dove la forte inclinazione rende difficili le lavorazioni e impone una presenza manuale continua. Valfaccenda dispone anche di vecchie piante in questa zona e da queste uve nasce il Roero Riserva Valmaggiore, una delle espressioni più profonde della cantina. Le vinificazioni vengono condotte cercando estrazioni misurate, mentre l’affinamento accompagna lentamente il Nebbiolo senza sovrapporre al frutto un’impronta aromatica dominante. Il legno, quando utilizzato, diventa quindi uno strumento di maturazione e non il protagonista dello stile. La stessa filosofia attraversa l’intera produzione: intervenire quanto necessario, evitando che la tecnica cancelli le caratteristiche dell’uva, dell’annata e della singola collina. Loreto e Valmaggiore rappresentano in questo senso due punti fondamentali della ricerca di Valfaccenda, perché attraverso Arneis e Nebbiolo permettono di osservare il Roero non come un territorio uniforme, ma come un mosaico di vigne dotate di identità differenti. Anche il coinvolgimento di Luca nel confronto con altri vignaioli della zona nasce dalla volontà di rafforzare questa consapevolezza e contribuire alla valorizzazione del Roero come territorio autonomo, evitando il confronto costante con le più celebri Langhe. Carolina partecipa pienamente a questo percorso e la sua formazione grafica ha contribuito fin dall’inizio alla costruzione dell’identità visiva della cantina, rendendo Valfaccenda un progetto nel quale vino, paesaggio e comunicazione fanno parte dello stesso racconto. La vecchia cascina di famiglia è diventata così il centro di una realtà che conserva volutamente una dimensione intima e artigianale. Valfaccenda rappresenta oggi una delle interpretazioni più interessanti della nuova generazione del Roero: una cantina nata dal recupero delle radici familiari ma orientata verso una lettura precisa e contemporanea del territorio. Le sabbie di origine marina, le Rocche, i ripidi versanti di Valmaggiore, le vigne di Loreto, l’Arneis e il Nebbiolo costituiscono le diverse parti di un unico progetto. Luca Faccenda e Carolina Roggero hanno scelto di non guardare al Roero come alla controparte delle Langhe, ma di approfondirne una voce autonoma, dimostrando attraverso ogni bottiglia come queste colline possiedano un’identità propria, fatta di finezza, energia e soprattutto di una straordinaria capacità di raccontare le differenze tra una vigna e l’altra.