ILBIOSELVATICO

TOSCANA ROSSO IGT BIO "ILBIOSELVATICO" 2021 - ILBIOSELVATICO

Prezzo di listino €21,90 Prezzo di vendita€28,00risparmi €6,10

Abbinamenti, La freschezza, la succosità e il tannino del IlBioSelvatico 2021 lo rendono particolarmente adatto alla cucina toscana e ai piatti di terra. È ideale con salumi, crostini, pappardelle al ragù, pasta con sughi di carne e primi piatti ai funghi, ma trova una delle sue espressioni migliori accanto alla carne alla brace, dalla bistecca alla griglia fino ad arrosti e salsiccia. Molto interessante anche con selvaggina, maiale e preparazioni rustiche a base di legumi e verdure arrostite. Ottimo infine con Pecorino Toscano e altri formaggi di buona stagionatura.
Alcol, 13,5%
Annata, 2021
Denominazione, Toscana Rosso IGT
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Toscana (Italia)
Temperatura di servizio, 18/20°
Vitigni, Sangiovese 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Toscana Rosso IGT Bio “IlBioSelvatico” 2021 si presenta con un rosso rubino luminoso e vivo, dalla bella trasparenza. Il naso è immediato ma profondo, con ciliegia, mora, ribes e piccoli frutti rossi maturi accompagnati da violetta, erbe aromatiche e leggere sfumature selvatiche. Con l’ossigenazione emergono pepe, spezie, terra e una sottile componente balsamica, in un profilo lontano da qualsiasi ricerca di concentrazione o dolcezza. Al palato è energico, succoso e dinamico, sostenuto dalla naturale freschezza del Sangiovese e da una trama tannica fine ma ben presente. Il sorso conserva grande vitalità, con il frutto sempre nitido e una piacevole componente terrosa che ne aumenta il carattere. Il finale è asciutto, lungo e leggermente rustico nel senso più autentico del termine, con ritorni di ciliegia, spezie ed erbe. Un Sangiovese sincero e profondamente gastronomico, capace di coniugare spontaneità, energia e una sorprendente prospettiva evolutiva.

CURIOSITÀ:

IlBioSelvatico è il progetto personale di Filippo Volpi, nato ufficialmente nel 2018 nell’azienda agricola di famiglia a Oliveto, nel comune di Civitella in Val di Chiana, in provincia di Arezzo. Filippo lavora circa 4,2 ettari di Sangiovese, condotti in biologico già dai primi anni Duemila, affiancato fin dall’inizio da figure come Federico Staderini e Stefano Amerighi. Il 2021 è Sangiovese in purezza e nasce da un approccio estremamente artigianale: vendemmia manuale effettuata in più passaggi per raccogliere grappoli a differenti livelli di maturazione, utilizzo del 100% del grappolo intero, pigiatura tradizionale e fermentazione spontanea in tonneaux aperti, senza aggiunte enologiche. Dopo la svinatura, il vino trascorre il primo anno in tonneaux usati e il secondo in vasche di cemento, seguito da un ulteriore riposo in bottiglia. IlBioSelvatico produce volutamente un solo vino, in circa 10.000 bottiglie, concentrando tutto il progetto sulla ricerca di un Sangiovese vivo, autentico e poco manipolato.

Ilbioselvatico

IlBioSelvatico è il progetto vitivinicolo di Filippo Volpi, nato nel cuore della Toscana ad Oliveto, nel comune di Civitella in Val di Chiana, in provincia di Arezzo. È una realtà giovane nelle sue forme attuali ma profondamente legata alla storia agricola della famiglia e a un territorio che Filippo ha scelto di interpretare attraverso una viticoltura artigianale, essenziale e lontana da qualsiasi ricerca di standardizzazione. Il percorso prende forma attraverso alcune sperimentazioni iniziate tra il 2015 e il 2017 e diventa un progetto vero e proprio nel 2018, quando Filippo prende in gestione l’azienda agricola familiare e decide di concentrare il proprio lavoro sulla vite. La proprietà ha dimensioni volutamente contenute e il Sangiovese rappresenta il centro della ricerca, diventando lo strumento attraverso cui raccontare le caratteristiche delle colline della Val di Chiana aretina. Il nome IlBioSelvatico esprime già molto della filosofia aziendale: una viticoltura nella quale l’agricoltore cerca di accompagnare gli equilibri naturali anziché sostituirli con interventi sistematici, lasciando spazio alla biodiversità e alla vitalità dei terreni. Filippo lavora direttamente tra i filari e considera la qualità dell’uva il risultato di un rapporto continuo con ogni singola pianta. Uno degli aspetti più particolari del suo metodo è proprio la vendemmia, che non viene necessariamente affrontata attraverso un’unica raccolta dell’intero vigneto. Filippo può tornare numerose volte tra gli stessi filari, selezionando progressivamente i grappoli in funzione del loro effettivo grado di maturazione. Questa scelta richiede molto più lavoro, ma permette di raccogliere ogni porzione della vigna nel momento ritenuto più adatto, evitando di costringere grappoli con maturazioni differenti all’interno di un unico calendario vendemmiale. Il Sangiovese viene così interpretato cercando equilibrio piuttosto che concentrazione, preservando acidità, energia e quella naturale tensione che costituisce uno dei caratteri fondamentali della varietà. Anche in cantina l’approccio rimane estremamente personale e poco interventista. Le fermentazioni sono spontanee e vengono affidate ai lieviti presenti naturalmente sulle uve, mentre una parte importante delle vinificazioni prevede l’utilizzo del grappolo intero. Raspi e acini partecipano quindi insieme alla fermentazione quando Filippo ritiene che maturità e caratteristiche dell’annata lo consentano, contribuendo alla struttura del vino e alla sua complessità aromatica. Non esiste però una ricetta immutabile: tempi di macerazione, percentuale di grappolo intero e modalità di lavorazione vengono adattati alla materia prima, seguendo ciò che ogni vendemmia mette a disposizione. L’obiettivo non è produrre vini identici anno dopo anno, ma accettare che clima e maturazione possano lasciare un segno riconoscibile nella bottiglia. Anche gli affinamenti seguono questa filosofia e vengono effettuati utilizzando contenitori differenti, tra cui cemento e legni già utilizzati, scelti soprattutto per accompagnare l’evoluzione senza sovrapporre al Sangiovese aromi estranei. Il legno nuovo non rappresenta quindi il centro dello stile: Filippo ricerca piuttosto una maturazione capace di conservare frutto, freschezza e carattere territoriale. La produzione rimane necessariamente limitata e mantiene una dimensione fortemente artigianale, nella quale il controllo diretto di ogni fase permette di prendere decisioni senza seguire protocolli rigidi. È proprio questa libertà a rendere IlBioSelvatico particolarmente riconoscibile nel panorama toscano contemporaneo. Filippo Volpi parte da uno dei vitigni più importanti della regione, il Sangiovese, ma evita di inseguire modelli stilistici già consolidati, cercando invece una propria interpretazione costruita attraverso raccolte frazionate, fermentazioni spontanee, grappolo intero e affinamenti poco invasivi. IlBioSelvatico rappresenta così una piccola realtà nella quale il vino nasce prima di tutto dall’osservazione: osservare la pianta per decidere quando raccogliere, osservare l’andamento della fermentazione prima di intervenire e accettare che ogni annata possieda un equilibrio differente. Dal recupero dell’azienda agricola familiare avviato nel 2018, Filippo ha costruito un progetto personale e coerente, capace di raccontare un volto meno conosciuto della Toscana attraverso pochi ettari, produzioni limitate e soprattutto attraverso il Sangiovese. Una viticoltura nella quale “selvatico” non significa casuale o incontrollato, ma lasciare alla natura lo spazio necessario per esprimersi, affidando al vignaiolo il compito più difficile: capire quando intervenire e, soprattutto, quando non farlo.