GIULIO LARCHER - TENUTA MASO CORNO

TRENTO DOC ROSÉ PAS DOSÉ 2021 - GIULIO LARCHER - TENUTA MASO CORNO

Prezzo di listino €32,00 Prezzo di vendita€43,00risparmi €11,00

Abbinamenti, Ideale con crudi di mare, tartare di tonno o salmone, crostacei, sushi e sashimi, risotti ai frutti di mare, pesci alla griglia, salumi delicati e carni bianche. La struttura del Pinot Nero permette di abbinarlo anche ad anatra rosata e preparazioni leggermente speziate.
Alcol, 12,5%
Annata, 2021
Denominazione, Trento DOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un luminoso rosa buccia di cipolla, attraversato da riflessi ramati e da un perlage fine, continuo e persistente. Il profilo olfattivo ruota intorno alla freschezza dei piccoli frutti rossi: emergono lampone, ribes, mora e fragolina di bosco, accompagnati da sfumature di petali di rosa, agrumi rossi, erbe alpine e leggere note di crosta di pane. Al palato è polposo, intenso e strutturato, ma sempre sostenuto da una decisa freschezza. La componente fruttata ritorna nitida e succosa, mentre la bollicina fine contribuisce a rendere il sorso dinamico e armonioso. Il finale è lungo, asciutto e persistente, con richiami ai frutti rossi, agli agrumi e a una marcata vena minerale.

CURIOSITÀ:

Il Trento DOC Rosé Pas Dosé 2021 di Giulio Larcher nasce nella suggestiva cornice di Tenuta Maso Corno, un antico maso circondato dai vigneti sulle pendici dei Monti Lessini, di fronte alle Piccole Dolomiti. La tenuta domina la Valle dell’Adige da circa 500 metri di altitudine, in un ambiente caratterizzato da forti escursioni termiche, aria pedemontana ed esposizioni rivolte al sole del mattino. I terreni dolomitico-calcarei, poveri di sostanza organica e ricchi di scheletro, contribuiscono a definire uno stile teso, minerale e profondamente legato alla montagna. Questa cuvée è un autentico rosé de noirs, ottenuto esclusivamente da Pinot Nero e pensato per esprimere il vitigno nella sua forma più pura. Il colore non nasce da aggiunte o correzioni, ma dal naturale contatto tra il mosto e le bucce, capace di regalare al vino una delicata tonalità buccia di cipolla, con eleganti riflessi ramati e aranciati. L’assenza di dosaggio dopo la sboccatura lascia emergere senza filtri la personalità dell’annata, la freschezza alpina e la componente minerale del territorio. La vendemmia viene effettuata manualmente, selezionando grappoli perfettamente maturi e integri. Dopo una pressatura delicata, il mosto viene avviato alla prima fermentazione; segue la rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico e un prolungato affinamento sui lieviti, indispensabile per sviluppare complessità, profondità e una tessitura cremosa. Al momento del dégorgement non viene aggiunto zucchero, preservando il carattere asciutto, verticale e rigoroso del vino.

Giulio Larcher Tenuta Maso Corno

Giulio Larcher è una figura che unisce due anime complementari del vino trentino: da una parte Tenuta Maso Corno, il progetto familiare costruito attorno a un luogo isolato e incontaminato sulle montagne di Ala, dall’altra una profonda esperienza nel mondo delle bollicine, maturata attraverso un percorso professionale che ha fatto della spumantizzazione e del Metodo Classico uno dei suoi principali campi di competenza. Maso Corno rappresenta la dimensione più intima e territoriale di questa storia. La tenuta appartiene da generazioni alla famiglia Larcher e si trova nel Trentino meridionale, a circa 500 metri di altitudine, in una posizione particolare, lontana dalle grandi superfici vitate del fondovalle e quasi completamente circondata dai boschi. È un ambiente nel quale la vite occupa soltanto una parte di un ecosistema più ampio fatto di prati, vegetazione spontanea e aree forestali, condizioni che Giulio considera fondamentali per preservare biodiversità ed equilibrio naturale. L’altitudine, la ventilazione e soprattutto le importanti escursioni termiche tra giorno e notte accompagnano maturazioni lente, permettendo alle uve di sviluppare complessità mantenendo acidità e precisione aromatica. È proprio questa naturale tensione a spiegare la particolare affinità di Maso Corno con Pinot Nero e Chardonnay, due varietà che occupano un ruolo centrale nella visione di Giulio e che costituiscono contemporaneamente un ponte naturale verso il suo lavoro sulle bollicine. Il Pinot Nero trova sulle montagne della tenuta un ambiente capace di limitarne la naturale esuberanza vegetativa e favorire un'espressione raffinata, costruita più sull’eleganza che sulla potenza. Lo Chardonnay beneficia invece delle temperature più fresche e delle escursioni termiche, sviluppando maturità senza perdere quella componente acida indispensabile tanto per i vini fermi quanto per le basi destinate alle lunghe rifermentazioni. La ricerca di Giulio non consiste nel replicare modelli provenienti da altri territori, ma nell’utilizzare queste varietà internazionali per leggere le caratteristiche specifiche della montagna trentina. Accanto a Maso Corno si sviluppa infatti il suo personale mondo delle bollicine, frutto di anni di esperienza e di una conoscenza approfondita delle dinamiche del Metodo Classico. Per Giulio una grande bollicina nasce innanzitutto dalla qualità della base: acidità, maturità fenolica, precisione aromatica e struttura devono essere presenti nell’uva prima ancora che inizi la lunga trasformazione in bottiglia. La seconda fermentazione e la permanenza sui lieviti non servono a correggere una materia prima debole, ma ad amplificarne progressivamente complessità e profondità. Il tempo diventa così uno degli ingredienti fondamentali del suo lavoro. Durante l’affinamento sui lieviti il vino cambia lentamente, acquisendo maggiore articolazione aromatica e una tessitura più complessa, mentre l’acidità originaria delle uve di montagna permette di sostenere anche maturazioni prolungate senza perdere energia. È una filosofia che trova una naturale continuità con Maso Corno: tanto nei vini fermi quanto nelle bollicine, Giulio ricerca soprattutto equilibrio, precisione e capacità evolutiva. Pinot Nero e Chardonnay diventano quindi il filo che collega questi due universi. Nel primo caso raccontano direttamente la montagna attraverso vini fermi eleganti e profondi; nel secondo diventano materia ideale per esplorare il Metodo Classico e la trasformazione determinata dalla rifermentazione e dal lungo contatto con i lieviti. L’esperienza accumulata da Giulio nel settore spumantistico influenza inevitabilmente anche il modo di osservare le vigne: comprendere acidità, pH, maturazione e comportamento delle singole parcelle significa poter decidere fin dalla vendemmia quale direzione potrà assumere un vino molti anni più tardi. Allo stesso tempo, la sensibilità sviluppata a Maso Corno porta nel mondo delle bollicine una visione fortemente agricola, nella quale la tecnica non deve diventare più importante dell’origine. È proprio nell’incontro tra questi due percorsi che emerge la personalità di Giulio Larcher. La montagna rappresenta il punto di partenza, mentre il tempo costituisce il vero elemento comune: quello necessario alle uve per maturare lentamente grazie alle escursioni termiche, quello richiesto ai vini fermi per trovare equilibrio e quello, ancora più lungo, attraverso il quale una bollicina sviluppa complessità durante la permanenza sui lieviti. Anche il legno, quando utilizzato, viene concepito come uno strumento di accompagnamento e non come una firma aromatica da imporre al vino. La produzione di Maso Corno rimane volutamente contenuta, coerentemente con una proprietà nella quale preservare il luogo conta più dell’espansione della superficie vitata. I boschi che circondano le parcelle non sono considerati terreni inutilizzati da trasformare in vigneto, ma una componente essenziale dell’identità della tenuta e del suo equilibrio climatico. È una concezione che sintetizza bene il pensiero di Giulio: il vino non nasce soltanto dalla vite, ma dall’interazione tra pianta, suolo, altitudine, clima e ambiente circostante. Tenuta Maso Corno e il mondo delle bollicine rappresentano quindi due capitoli dello stesso percorso. Da una parte c’è un maso di montagna, appartato e circondato dalla natura, dove Pinot Nero e Chardonnay vengono utilizzati per raccontare un Trentino verticale, fresco ed elegante; dall’altra c’è la lunga esperienza di Giulio nella spumantizzazione, nella quale quelle stesse caratteristiche di acidità, precisione e capacità evolutiva diventano fondamentali per creare Metodo Classico di grande profondità. A unirli è una filosofia che privilegia la pazienza rispetto alla velocità e l’eleganza rispetto alla concentrazione. Giulio Larcher costruisce così la propria identità tra vigna e bollicine, tra la dimensione silenziosa di Maso Corno e la complessità delle lunghe permanenze sui lieviti, dimostrando come la montagna trentina possa essere interpretata attraverso linguaggi differenti ma mantenendo sempre lo stesso principio: partire da una materia prima integra e lasciare al tempo il compito di trasformarla in vino.