VALFACCENDA

VINO BIANCO "BIS-LACCO" 2025 - VALFACCENDA

Prezzo di listino €14,90 Prezzo di vendita€17,00risparmi €2,10

Abbinamenti, La combinazione tra freschezza, componente erbacea e finale leggermente amaricante rende il Bis-Lacco 2025 un bianco estremamente facile da portare a tavola. È ottimo con acciughe, vitello tonnato, pesce al vapore, crostacei e carpacci di pesce, ma accompagna molto bene anche risotti alle verdure, paste leggere, frittate alle erbe e preparazioni a base di zucchine o asparagi. La sua vena salina crea inoltre un bell'equilibrio con formaggi freschi e caprini, mentre l'agilità del sorso lo rende perfetto per antipasti piemontesi e piatti vegetariani.
Alcol, 12%
Annata, 2025
Denominazione, Vino bianco
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Arneis e Cortese

NOTE SENSORIALI:

Il Bis-Lacco 2025 è il bianco più libero e immediato di Valfaccenda, nato dall'incontro tra Cortese e Arneis e costruito per mettere al centro freschezza, bevibilità e quella sottile impronta salina che caratterizza i vini di Luca Faccenda e Carolina Roggero. Nel calice si presenta con un giallo paglierino chiaro e luminoso. Il naso non ricerca un'aromaticità esplosiva, ma si sviluppa con precisione tra mela, pera, agrumi delicati e camomilla, accompagnati da sfumature di erbe di campo e da una sensazione minerale che ricorda la pietra bagnata. Al palato mostra il suo lato più interessante: è asciutto, agile e leggermente speziato, con il frutto che rimane sullo sfondo lasciando maggiore spazio alle componenti erbacee e saline. L'acidità è equilibrata e accompagna un sorso scorrevole, mentre una piacevole vena amaricante compare nella parte finale, allungando la persistenza e rendendo la beva particolarmente gastronomica. Non è un bianco costruito sulla potenza, ma sulla sottrazione: essenziale, fresco e capace di conquistare soprattutto per equilibrio e naturalezza.

CURIOSITÁ:

Il Bis-Lacco nasce da Cortese e Arneis, provenienti da quattro differenti parcelle situate tra Vignale Monferrato e Canale, quest'ultima lungo la Strada della Langa Morenica. I vigneti si trovano intorno ai 250 metri di altitudine, con esposizioni differenti verso est, ovest e nord e una densità di circa 4.500 piante per ettaro. Le vigne di Vignale sono state piantate nel 2014, mentre quelle di Canale sono più giovani, con impianti realizzati tra il 2016 e il 2021. Cambiano le parcelle, ma rimane centrale la presenza di argille bianche e sabbie, elemento importante per comprendere la finezza e la componente sapida del vino. La conduzione è biologica certificata e le viti sono allevate a Guyot. In cantina i grappoli vengono pressati interi per circa due ore; la fermentazione parte spontaneamente con i lieviti indigeni e procede per circa due settimane, senza superare temperature di 22-23 °C. Viene svolta completamente anche la fermentazione malolattica. Per l'affinamento non si cerca l'impronta del legno: il vino trascorre 3-4 mesi principalmente in acciaio, con una parte in cemento, mantenendo così intatta la propria energia. È interessante anche il ruolo di Bis-Lacco all'interno della gamma: per questa etichetta Valfaccenda lavora anche con uve provenienti da viticoltori biologici di fiducia, creando un bianco più immediato rispetto alle cuvée di punta ma perfettamente riconoscibile nello stile della cantina.

Valfaccenda

Valfaccenda nasce nel 2010 a Canale, nel cuore del Roero, dall’incontro tra Luca Faccenda e Carolina Roggero e dalla volontà di raccontare questo territorio attraverso i suoi due vitigni più identitari, Arneis e Nebbiolo. Il progetto affonda però le proprie radici molto più indietro nel tempo: il nome deriva da Valle Faccenda, la piccola valle tra Canale e Cisterna d’Asti dove la famiglia di Luca è presente da generazioni e dove si trovano la cascina e alcune delle vigne che costituiscono il nucleo originario dell’azienda. Luca, enologo, cresce con un rapporto diretto con queste colline, mentre Carolina arriva dal mondo della grafica e della comunicazione; insieme scelgono di recuperare il patrimonio familiare e trasformarlo in una cantina capace di offrire una lettura contemporanea ma profondamente territoriale del Roero. Fin dall’inizio la loro attenzione non è rivolta alla ricerca di uno stile costruito in cantina, ma alla comprensione delle differenze tra vigne, esposizioni e suoli, in un territorio che possiede caratteristiche profondamente diverse dalle vicine Langhe. A separare geograficamente le due aree è il Tanaro, ma a distinguerle è soprattutto la geologia: il Roero è caratterizzato da una forte presenza di sabbie originate dagli antichi fondali marini, alternate a marne, argille e componenti calcaree, terreni che contribuiscono a imprimere ai vini una particolare finezza aromatica e una trama spesso più slanciata. Il paesaggio è altrettanto riconoscibile, segnato dalle Rocche, spettacolari pareti create dall’erosione che interrompono le colline e danno vita a versanti ripidi, boschi e piccoli vigneti. È in questo ambiente che Luca e Carolina coltivano pochi ettari seguendo i principi dell’agricoltura biologica, con un lavoro prevalentemente manuale e un’attenzione costante alla vitalità dei terreni. Le dimensioni contenute permettono di seguire direttamente ogni parcella e di adattare le decisioni alle condizioni della singola vendemmia, senza cercare una perfetta uniformità tra le annate. L’Arneis rappresenta una delle anime fondamentali di Valfaccenda. Vitigno profondamente legato alla storia del Roero, viene interpretato con l’intenzione di mostrarne non soltanto freschezza e immediatezza, ma anche struttura, profondità e capacità di evoluzione. Il Roero Bianco nasce dall’incontro di differenti vigne e viene lavorato attraverso affinamenti pensati per conservarne tensione e carattere, mentre Loreto rappresenta una lettura ancora più precisa della varietà attraverso una singola provenienza. La scelta di dedicare un vino specifico a questa MGA dimostra quanto l’Arneis venga considerato dalla cantina un vero interprete del territorio, capace di restituire differenze di suolo e posizione con la stessa dignità normalmente riconosciuta ai grandi vitigni rossi. Il Nebbiolo costituisce l’altra metà dell’identità aziendale e trova sulle sabbie del Roero un’espressione particolarmente riconoscibile. Rispetto alle interpretazioni più potenti e austere di altre zone piemontesi, Luca ricerca soprattutto energia, profumo, freschezza e finezza tannica, lasciando che sia la provenienza a determinare il carattere del vino. Il Roero Rosso nasce come sintesi di differenti vigneti e rappresenta una lettura complessiva del territorio, mentre le selezioni parcellari permettono di approfondirne le sfumature. Tra queste assume particolare importanza Valmaggiore, una delle MGA storiche e più affascinanti del Roero, situata nel comune di Vezza d’Alba. Qui il Nebbiolo cresce su pendii estremamente ripidi, dove la forte inclinazione rende difficili le lavorazioni e impone una presenza manuale continua. Valfaccenda dispone anche di vecchie piante in questa zona e da queste uve nasce il Roero Riserva Valmaggiore, una delle espressioni più profonde della cantina. Le vinificazioni vengono condotte cercando estrazioni misurate, mentre l’affinamento accompagna lentamente il Nebbiolo senza sovrapporre al frutto un’impronta aromatica dominante. Il legno, quando utilizzato, diventa quindi uno strumento di maturazione e non il protagonista dello stile. La stessa filosofia attraversa l’intera produzione: intervenire quanto necessario, evitando che la tecnica cancelli le caratteristiche dell’uva, dell’annata e della singola collina. Loreto e Valmaggiore rappresentano in questo senso due punti fondamentali della ricerca di Valfaccenda, perché attraverso Arneis e Nebbiolo permettono di osservare il Roero non come un territorio uniforme, ma come un mosaico di vigne dotate di identità differenti. Anche il coinvolgimento di Luca nel confronto con altri vignaioli della zona nasce dalla volontà di rafforzare questa consapevolezza e contribuire alla valorizzazione del Roero come territorio autonomo, evitando il confronto costante con le più celebri Langhe. Carolina partecipa pienamente a questo percorso e la sua formazione grafica ha contribuito fin dall’inizio alla costruzione dell’identità visiva della cantina, rendendo Valfaccenda un progetto nel quale vino, paesaggio e comunicazione fanno parte dello stesso racconto. La vecchia cascina di famiglia è diventata così il centro di una realtà che conserva volutamente una dimensione intima e artigianale. Valfaccenda rappresenta oggi una delle interpretazioni più interessanti della nuova generazione del Roero: una cantina nata dal recupero delle radici familiari ma orientata verso una lettura precisa e contemporanea del territorio. Le sabbie di origine marina, le Rocche, i ripidi versanti di Valmaggiore, le vigne di Loreto, l’Arneis e il Nebbiolo costituiscono le diverse parti di un unico progetto. Luca Faccenda e Carolina Roggero hanno scelto di non guardare al Roero come alla controparte delle Langhe, ma di approfondirne una voce autonoma, dimostrando attraverso ogni bottiglia come queste colline possiedano un’identità propria, fatta di finezza, energia e soprattutto di una straordinaria capacità di raccontare le differenze tra una vigna e l’altra.