NICOLA GATTA

VINO SPUMANTE CUVÉE NATURE 30 LUNE MAGNUM - NICOLA GATTA

Prezzo di listino €75,00 Prezzo di vendita€90,00risparmi €15,00

Abbinamenti, Cuvée Nature 30 Lune possiede quella combinazione di freschezza, sapidità e materia che permette di utilizzarlo ben oltre l’aperitivo. È eccellente con ostriche, crudi di mare, tartare, gamberi e scampi, ma accompagna magnificamente anche sushi, sashimi, acciughe e pesce azzurro. La tensione acida lo rende ideale con fritti, tempura e preparazioni più grasse, mentre la complessità sviluppata durante le 30 lune permette di affrontare risotti, primi piatti di mare, pesci al forno e formaggi non eccessivamente stagionati.
Alcol, 12%
Annata, NV
Denominazione, Vino Spumante
Filosofia, Artigianale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Chardonnay 80%, Pinot Nero 20%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, attraversato da una bollicina fine, energica e persistente. Il naso è immediatamente fragrante ma tutt’altro che semplice: mela, pera e agrumi freschi introducono un bouquet che progressivamente si amplia verso fiori bianchi, scorza di limone, erbe spontanee e leggere sfumature di frutta secca. Le 30 lune trascorse sui lieviti aggiungono profondità con richiami di crosta di pane, lievito e mandorla, senza togliere spazio alla componente più fresca del vino. Nel bicchiere continua a trasformarsi, acquistando sfumature più mature con l’aumentare della temperatura. Al palato è diretto, asciutto e vitale. L’acidità imprime immediatamente ritmo al sorso, il perlage si integra nella materia e una decisa componente sapida accompagna tutta la progressione. Non è una bollicina costruita sulla morbidezza, ma sulla tensione: agrume, mineralità e una delicata sensazione amaricante conducono verso un finale secco e persistente. Il fascino sta proprio nella sua energia, in quel carattere vivo e non perfettamente addomesticato che costituisce una delle firme più riconoscibili dei vini di Nicola Gatta.

CURIOSITÁ:

La Cuvée Nature 30 Lune è probabilmente la porta d’ingresso più immediata al mondo di Nicola Gatta, ma racchiude già tutti gli elementi che rendono il vignaiolo di Gussago una delle figure più personali del Metodo Classico italiano. Nasce sulle colline calcaree di Gussago, ai margini della Franciacorta, un territorio che Gatta ha scelto di raccontare al di fuori della denominazione per poter lavorare secondo una visione completamente indipendente. La sua filosofia parte dal vigneto e prosegue in cantina senza cercare uniformità: fermentazioni spontanee esclusivamente attraverso lieviti indigeni, nessun chiarificante o stabilizzante e nessuna aggiunta di solfiti. Anche il concetto di tempo assume un significato particolare: Gatta non parla di mesi di affinamento, ma di “lune”, riportando il vino al ritmo naturale che accompagna da sempre il lavoro agricolo. Cuvée Nature rimane così per 30 lune a contatto con i propri lieviti prima della sboccatura. È una bollicina essenziale nel significato più nobile del termine, costruita sottraendo anziché aggiungendo: niente aromi ricercati attraverso interventi enologici invasivi e nessun tentativo di rendere ogni sboccatura identica alla precedente. Ciò che conta è preservare vitalità, territorio e capacità del vino di evolvere nel bicchiere. Una cuvée libera e artigianale che rappresenta perfettamente l’idea di Nicola Gatta: lasciare che siano uva, calcare, fermentazione e tempo a costruire il vino.

Nicola Gatta

Nicola Gatta è un vignaiolo di Gussago, sulle colline bresciane, che ha costruito la propria identità attraverso un’interpretazione estremamente personale del Metodo Classico. Il suo progetto nasce in un territorio geograficamente vicino e storicamente legato alla Franciacorta, ma segue volutamente una strada autonoma, fondata sulla viticoltura artigianale, sulle fermentazioni spontanee e su lunghi affinamenti in bottiglia.
Il cuore dell’azienda si trova sulle colline di Gussago, un ambiente caratterizzato da vigneti posti a quote più elevate rispetto a buona parte della pianura circostante e da una significativa presenza di calcare nei terreni. È proprio questa componente geologica a rappresentare uno degli elementi fondamentali nella lettura che Nicola dà dei propri vini.
La scelta di lavorare a Gussago non è semplicemente geografica. Nicola considera queste colline un territorio dotato di una propria identità e cerca di trasferirne nei vini la freschezza, la tensione e il carattere minerale, evitando di costruire le cuvée secondo un modello stilistico prestabilito.
Chardonnay e Pinot Nero sono le due varietà sulle quali si concentra principalmente il lavoro. Lo Chardonnay viene apprezzato per la capacità di mantenere freschezza e verticalità durante i lunghi affinamenti, mentre il Pinot Nero contribuisce con maggiore struttura, profondità e intensità.
Uno degli aspetti più caratteristici del progetto è la decisione di non utilizzare la denominazione Franciacorta DOCG. Pur operando in un territorio immediatamente associato a questa importante realtà spumantistica, Nicola preferisce commercializzare i propri vini fuori dalla denominazione, mantenendo maggiore libertà nelle scelte produttive.
Questa decisione non significa prendere le distanze dal territorio. Al contrario, tutta la filosofia della cantina nasce dalla volontà di approfondire le caratteristiche specifiche di Gussago senza doverle necessariamente ricondurre a uno stile comune.
Il lavoro comincia naturalmente in vigneto. Nicola segue un’agricoltura ispirata ai principi biodinamici, cercando di preservare la fertilità naturale dei terreni e l’equilibrio delle piante attraverso interventi ridotti e una costante osservazione delle vigne.
La vitalità del suolo viene considerata fondamentale. L’obiettivo non è semplicemente ottenere grappoli perfetti dal punto di vista estetico, ma creare le condizioni affinché le piante possano sviluppare un rapporto profondo con il terreno e raggiungere naturalmente un equilibrio tra maturità e acidità.
Una volta arrivate in cantina, le uve vengono lavorate seguendo lo stesso principio di essenzialità. Le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e il vino viene accompagnato evitando pratiche destinate a standardizzarne il profilo.
Nicola ha scelto inoltre di non utilizzare chiarificanti e stabilizzanti e lavora senza aggiunta di solforosa. È un approccio che richiede grande precisione durante tutte le fasi della produzione, perché ridurre gli strumenti di protezione significa affidarsi ancora maggiormente alla qualità e alla sanità delle uve.
La rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico rappresenta il passaggio fondamentale. È però soprattutto il lungo contatto con i lieviti a diventare uno degli elementi più riconoscibili della produzione, permettendo ai vini di sviluppare progressivamente complessità e profondità.
Il tempo viene raccontato attraverso un linguaggio diventato quasi una firma di Nicola Gatta. Gli affinamenti non sono indicati semplicemente in mesi, ma attraverso il numero delle lune trascorse sui lieviti, collegando simbolicamente l’evoluzione del vino al ritmo naturale del ciclo lunare.
Nascono così cuvée identificate attraverso differenti numeri di lune, ciascuna caratterizzata da tempi di maturazione e interpretazioni diverse. Più che una semplice scelta comunicativa, questa indicazione permette di comprendere immediatamente quanto il tempo rappresenti una componente fondamentale del progetto.
Le cuvée ottenute prevalentemente o esclusivamente da Chardonnay mostrano il volto più verticale della produzione. Freschezza e componente calcarea vengono accompagnate dalla permanenza sui lieviti, che progressivamente aggiunge volume e complessità senza cancellare la tensione originaria. Il Pinot Nero offre invece una lettura più strutturata. Nelle interpretazioni in purezza può mostrare maggiore profondità e materia, pur mantenendo quella componente fresca che Nicola considera essenziale per l’equilibrio dei propri Metodo Classico. Anche il rosato permette di esplorare un’altra espressione del Pinot Nero, lavorando sul rapporto tra frutto, struttura e affinamento. Cambiano le proporzioni, i tempi e le caratteristiche delle singole cuvée, ma rimane costante la volontà di mantenere il vino libero da sovrastrutture aromatiche. Il dosaggio viene mantenuto estremamente contenuto o completamente escluso in diverse interpretazioni. Nicola preferisce affidare l’equilibrio alla maturità naturale delle uve, all’acidità e al lungo affinamento piuttosto che utilizzare lo zucchero per modificare il profilo finale. Questa filosofia rende il tempo uno dei veri ingredienti dei suoi vini. Le lunghe permanenze sui lieviti non servono semplicemente ad aumentare la complessità aromatica, ma permettono a struttura, acidità e materia di integrarsi lentamente fino a raggiungere un equilibrio naturale.
Nicola Gatta rappresenta così una delle interpretazioni più personali del Metodo Classico italiano. Chardonnay e Pinot Nero, i terreni calcarei di Gussago, la viticoltura ispirata alla biodinamica, le fermentazioni spontanee e gli affinamenti scanditi dalle lune costruiscono un progetto immediatamente riconoscibile. Una scelta di indipendenza che non significa allontanarsi dal territorio, ma cercare di raccontarlo con maggiore libertà, lasciando che siano la vigna, il tempo e l’annata a determinare il carattere di ogni bottiglia.