NICOLA GATTA

VINO SPUMANTE R.D. "ME.GA." ROSÉ DE NOIRS NATURE 88 LUNE - NICOLA GATTA

Prezzo di listino €125,00 Prezzo di vendita€150,00risparmi €25,00

Abbinamenti, Il R.D. ME.GA. Rosé de Noirs 88 Lune merita di essere trattato come un grande vino da tavola. La struttura del Pinot Nero permette abbinamenti con tonno rosso, ricciola, salmone, scampi e crostacei, ma il lunghissimo affinamento apre la strada a preparazioni più importanti come anguilla, baccalà, rombo alla brace e zuppe di pesce. È particolarmente interessante anche con anatra, faraona, piccione e carni bianche saporite, dove acidità e carattere Nature possono bilanciare perfettamente la componente grassa del piatto. Funghi, tartufo e formaggi stagionati rappresentano ulteriori possibilità per valorizzarne le sfumature evolutive.
Alcol, 12%
Annata, NV
Denominazione, Vino spumante
Filosofia, Artigianale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice il lunghissimo affinamento porta il Rosé de Noirs verso un’espressione profonda e decisamente vinosa. Il frutto rosso conserva un ruolo centrale, con richiami di ribes, fragolina, melograno e agrumi sanguigni, ma le 88 lune ampliano progressivamente il registro verso scorza d’arancia, frutta secca, erbe aromatiche, spezie e sensazioni legate alla lunga permanenza sui lieviti. Con l’ossigenazione possono emergere sfumature più mature e delicatamente evolutive, mentre il Pinot Nero mantiene struttura e carattere. In bocca è ampio e teso allo stesso tempo: il perlage, dopo oltre sette anni di affinamento, entra nella trama del vino con grande finezza, mentre acidità e sapidità impediscono alla materia di diventare pesante. L’assenza di dosaggio accentua il carattere asciutto e verticale, lasciando emergere senza filtri la profondità raggiunta dal vino. La chiusura è lunga, complessa e persistente, tra frutto rosso, agrume, mandorla e sensazioni minerali. Più che una bollicina rosata nel senso tradizionale, è un grande Pinot Nero spumante evoluto, da lasciare respirare e seguire lentamente nel bicchiere.

CURIOSITÁ:

Il R.D. “ME.GA.” Rosé de Noirs Nature 88 Lune è una delle bottiglie più rare nate nella cantina di Nicola Gatta, realizzata come esclusiva per la comunità dei Bevitori ME.GA.. È lo stesso produttore a raccontarne origine e numeri: per questa particolare edizione sono state prodotte soltanto 354 bottiglie, ottenute da Pinot Nero in purezza e lasciate maturare sui lieviti per ben 88 lune, equivalenti a oltre sette anni. Un periodo eccezionale, ben 28 lune in più rispetto al Rosé de Noirs tradizionale, che normalmente sosta sui lieviti per 60 lune. La sigla R.D. sottolinea proprio la natura di questa uscita speciale, proposta con una sboccatura molto più tardiva rispetto alla versione abituale. Nicola conservò queste bottiglie in cantina per anni, aspettando quello che riteneva il momento corretto per presentarle, fino alla sboccatura effettuata nel gennaio 2022. L’obiettivo dichiarato era portare i Bevitori ME.GA. un passo oltre nell’esperienza dei suoi Metodo Classico Nature e, soprattutto, mettere alla prova il carattere delle colline calcaree di Gussago attraverso un affinamento eccezionalmente lungo. Un progetto quindi molto più vicino a un esperimento sul tempo e sul territorio che a una semplice edizione speciale: Pinot Nero, calcare e oltre sette anni sui lieviti per osservare fino a dove possa spingersi l’evoluzione di un Rosé de Noirs firmato Nicola Gatta.

Nicola Gatta

Nicola Gatta è un vignaiolo di Gussago, sulle colline bresciane, che ha costruito la propria identità attraverso un’interpretazione estremamente personale del Metodo Classico. Il suo progetto nasce in un territorio geograficamente vicino e storicamente legato alla Franciacorta, ma segue volutamente una strada autonoma, fondata sulla viticoltura artigianale, sulle fermentazioni spontanee e su lunghi affinamenti in bottiglia.
Il cuore dell’azienda si trova sulle colline di Gussago, un ambiente caratterizzato da vigneti posti a quote più elevate rispetto a buona parte della pianura circostante e da una significativa presenza di calcare nei terreni. È proprio questa componente geologica a rappresentare uno degli elementi fondamentali nella lettura che Nicola dà dei propri vini.
La scelta di lavorare a Gussago non è semplicemente geografica. Nicola considera queste colline un territorio dotato di una propria identità e cerca di trasferirne nei vini la freschezza, la tensione e il carattere minerale, evitando di costruire le cuvée secondo un modello stilistico prestabilito.
Chardonnay e Pinot Nero sono le due varietà sulle quali si concentra principalmente il lavoro. Lo Chardonnay viene apprezzato per la capacità di mantenere freschezza e verticalità durante i lunghi affinamenti, mentre il Pinot Nero contribuisce con maggiore struttura, profondità e intensità.
Uno degli aspetti più caratteristici del progetto è la decisione di non utilizzare la denominazione Franciacorta DOCG. Pur operando in un territorio immediatamente associato a questa importante realtà spumantistica, Nicola preferisce commercializzare i propri vini fuori dalla denominazione, mantenendo maggiore libertà nelle scelte produttive.
Questa decisione non significa prendere le distanze dal territorio. Al contrario, tutta la filosofia della cantina nasce dalla volontà di approfondire le caratteristiche specifiche di Gussago senza doverle necessariamente ricondurre a uno stile comune.
Il lavoro comincia naturalmente in vigneto. Nicola segue un’agricoltura ispirata ai principi biodinamici, cercando di preservare la fertilità naturale dei terreni e l’equilibrio delle piante attraverso interventi ridotti e una costante osservazione delle vigne.
La vitalità del suolo viene considerata fondamentale. L’obiettivo non è semplicemente ottenere grappoli perfetti dal punto di vista estetico, ma creare le condizioni affinché le piante possano sviluppare un rapporto profondo con il terreno e raggiungere naturalmente un equilibrio tra maturità e acidità.
Una volta arrivate in cantina, le uve vengono lavorate seguendo lo stesso principio di essenzialità. Le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e il vino viene accompagnato evitando pratiche destinate a standardizzarne il profilo.
Nicola ha scelto inoltre di non utilizzare chiarificanti e stabilizzanti e lavora senza aggiunta di solforosa. È un approccio che richiede grande precisione durante tutte le fasi della produzione, perché ridurre gli strumenti di protezione significa affidarsi ancora maggiormente alla qualità e alla sanità delle uve.
La rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico rappresenta il passaggio fondamentale. È però soprattutto il lungo contatto con i lieviti a diventare uno degli elementi più riconoscibili della produzione, permettendo ai vini di sviluppare progressivamente complessità e profondità.
Il tempo viene raccontato attraverso un linguaggio diventato quasi una firma di Nicola Gatta. Gli affinamenti non sono indicati semplicemente in mesi, ma attraverso il numero delle lune trascorse sui lieviti, collegando simbolicamente l’evoluzione del vino al ritmo naturale del ciclo lunare.
Nascono così cuvée identificate attraverso differenti numeri di lune, ciascuna caratterizzata da tempi di maturazione e interpretazioni diverse. Più che una semplice scelta comunicativa, questa indicazione permette di comprendere immediatamente quanto il tempo rappresenti una componente fondamentale del progetto.
Le cuvée ottenute prevalentemente o esclusivamente da Chardonnay mostrano il volto più verticale della produzione. Freschezza e componente calcarea vengono accompagnate dalla permanenza sui lieviti, che progressivamente aggiunge volume e complessità senza cancellare la tensione originaria. Il Pinot Nero offre invece una lettura più strutturata. Nelle interpretazioni in purezza può mostrare maggiore profondità e materia, pur mantenendo quella componente fresca che Nicola considera essenziale per l’equilibrio dei propri Metodo Classico. Anche il rosato permette di esplorare un’altra espressione del Pinot Nero, lavorando sul rapporto tra frutto, struttura e affinamento. Cambiano le proporzioni, i tempi e le caratteristiche delle singole cuvée, ma rimane costante la volontà di mantenere il vino libero da sovrastrutture aromatiche. Il dosaggio viene mantenuto estremamente contenuto o completamente escluso in diverse interpretazioni. Nicola preferisce affidare l’equilibrio alla maturità naturale delle uve, all’acidità e al lungo affinamento piuttosto che utilizzare lo zucchero per modificare il profilo finale. Questa filosofia rende il tempo uno dei veri ingredienti dei suoi vini. Le lunghe permanenze sui lieviti non servono semplicemente ad aumentare la complessità aromatica, ma permettono a struttura, acidità e materia di integrarsi lentamente fino a raggiungere un equilibrio naturale.
Nicola Gatta rappresenta così una delle interpretazioni più personali del Metodo Classico italiano. Chardonnay e Pinot Nero, i terreni calcarei di Gussago, la viticoltura ispirata alla biodinamica, le fermentazioni spontanee e gli affinamenti scanditi dalle lune costruiscono un progetto immediatamente riconoscibile. Una scelta di indipendenza che non significa allontanarsi dal territorio, ma cercare di raccontarlo con maggiore libertà, lasciando che siano la vigna, il tempo e l’annata a determinare il carattere di ogni bottiglia.