BENOIT LAHAYE

CHAMPAGNE A BOUZY GRAND CRU BRUT NATURE - BENOIT LAHAYE

Prezzo di listino €75,00

Abbinamenti, Perfetto come Champagne gastronomico, accompagna magnificamente ostriche, ricci di mare, crostacei, tartare di tonno e ricciola, sushi e sashimi. La sua struttura lo rende ideale anche con astice, rombo al forno, pollame nobile, funghi, tartufo bianco e formaggi a pasta dura di lunga stagionatura. È uno Champagne capace di accompagnare con autorevolezza un intero percorso gastronomico.
Alcol, 12%
Annata, NV
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Biodinamico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Pinot Noir 90%, Chardonnay 10%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un brillante colore giallo dorato attraversato da un perlage finissimo e persistente. Il bouquet è intenso e raffinato, con profumi di mela renetta, pera, agrumi maturi e pesca bianca che si fondono con eleganti note di pane tostato, nocciola, mandorla, miele d'acacia e spezie dolci. L'affinamento in legno e la presenza della réserve perpétuelle arricchiscono il profilo aromatico con sfumature di pasticceria, pietra focaia e una delicata nota gessosa. Al palato è pieno, energico e perfettamente equilibrato. Il Pinot Noir conferisce struttura, profondità e materia, mentre lo Chardonnay apporta tensione, freschezza e precisione. L'assenza di dosaggio mette in risalto la vibrante mineralità e la naturale sapidità del vino, accompagnando un sorso verticale e dinamico fino a un finale lungo, asciutto e straordinariamente persistente, caratterizzato da eleganti richiami agrumati, salini e tostati.

CURIOSITÁ:

Lo Champagne Grand Cru Brut Nature di Benoît Lahaye rappresenta l'essenza della filosofia del celebre Récoltant-Manipulant di Bouzy: un vino autentico, profondo e fedele al proprio terroir, prodotto secondo i principi dell'agricoltura biologica e biodinamica. Frutto di un approccio artigianale che mette il vigneto al centro di ogni scelta, questa cuvée nasce da un assemblaggio che valorizza la ricchezza dei Grand Cru della Montagne de Reims e l'espressività dei vini di riserva perpetui, regalando uno Champagne di straordinaria complessità ed equilibrio. L'assemblaggio è costituito da circa 90% Pinot Noir e 10% Chardonnay, provenienti esclusivamente dai Grand Cru di Bouzy e Ambonnay. Una parte fondamentale della cuvée è rappresentata dai vini di réserve perpétuelle, che conferiscono profondità, continuità stilistica e una notevole ricchezza aromatica. L'affinamento avviene sulle fecce fini in botti di rovere, una scelta che dona struttura e complessità senza alterare la purezza del frutto.

Benoit Lahaye
Non teme l'eterna rivalità tra Bouzy e Ambonnay il bravissimo Benoît Lahaye, perché ha vigneti in entrambi i villaggi. E non solo. Infatti, oltre che 3 ettari nella natia Bouzy e uno di Ambonnay, ne ha un po'a Tauxières (0,7 ha) e a Voipreux (0,12 ha), quest'ultimo a Chardonnay, altrimenti il Pinot Noir la fa da padrone con l'88% della superficie vitata. "La vigna è il quinto componente della mia famiglia" (sono in quattro) dichiara allegramente Benoît, ma non basta, perché questa vigna è pure biologica (certificata). Non per moda o dogmi, ma per etica e, ancor più, oggettiva qualità delle uve: "I'agricoltura biologica è la pratica migliore in termini di risultato di vino". Il vigneron di Bouzy è giunto a questa conclusione dopo diverse degustazioni comparative tra vini da viticoltura tradizionale, biologica e biodinamica ed è arrivato ad affermare che se gli ultimi si riconoscono immediatamente per le loro forti (a volte eccessive) 'caratterizzazioni', i secondi sono invece quelli che inevitabilmente risultano i più armonici, i più buoni. Tutto ha inizio nel 1993, quando Benoît prende in mano l'attività di famiglia e inizia a trasformarla, eliminando gli erbicidi. Tre anni dopo è già organico, nel 2007 riceve la certificazione da Ecocert, due anni dopo sperimenta la biodinamica. Il punto di arrivo nel 2010, con la certificazione Biodyvin e Agriculture Biologiquc, e, soprattutto, l'ingresso dell'amato cavallo Tamise per lavorare il terreno. In cantina arrivano uve raccolte ad almeno 10,5° potenziali, poi pressate in un elemento pneumatico e infine fermentate in legno. Soprattutto pièce (205 I) François Frères usate (fino a 15 anni), più qualche botte (dove sono anche conservati i pochi vins de réserve) e alcune anfore da 300 litri di terra- cotta toscana (introdotte nel 2014 soprattutto per il rosé), sempre con soli lieviti indigeni. Dal 2006 la malolattica è sistematicamente svolta al fine di esaltare la complessità. Da notare che la cantina è dotata di finestre in modo che i vini nelle botti "possano sentire le stagioni" prima dell'imbottigliamento, che avviene piuttosto tardi, mentre, al fine di passare quanto più tempo possibile in vigna, il vigneron non ha avuto timore alcuno ad adottare le gyropalette per il rénniage... Benoît Lahaye, infine, produce sulle 50.000 bottiglie annue ed è costantemente affiancato sia dalla moglie Valérie, sia (dal 2014) dal figlio maggiore Valentin, soprattutto in vigna.