DOMAINE DES GRANDES ESPERANCES

LOIRE SAUVIGNON BLANC BIO "LA JAVA" 2024 - DOMAINE DES GRANDES ESPERANCES

Prezzo di listino €16,50 Prezzo di vendita€19,00risparmi €2,50

Abbinamenti, Perfetto come aperitivo o in abbinamento a ostriche, carpacci di pesce, insalate di mare e formaggi di capra freschi. Ideale anche con piatti vegetariani o cucine esotiche dalle sfumature speziate.
Alcol, 12%
Annata, 2024
Denominazione, Vin de France
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Loira (Francia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Sauvignon Blanc 100%

NOTE SENSORIALI: 

Colore oro paglierino con riflessi verdi. Il vino esplode al naso con aromi molto tipici del Sauvignon Blanc: frutta esotica mescolata a sottili aromi di foglie di ribes nero. Molto bella lunghezza al palato, La Java bianco di Grandes Espérances è delizioso e rinfrescante con note di buccia di pompelmo mescolate con ananas.

CURIOSITÀ:

Un bianco vivace e contemporaneo che interpreta con freschezza l’anima della Loira. “La Java” nasce da uve Sauvignon Blanc provenienti da terreni calcareo-silicei che esaltano l’intensità aromatica e la spiccata mineralità tipica del vitigno. Il Domaine des Grandes Espérances lavora in agricoltura sostenibile, con fermentazioni controllate e un uso minimo di interventi, per preservare la naturale espressività del frutto e la limpidezza del sorso.

Domaine Des Grandes Esperances

Domaine des Grandes Espérances è una realtà della Touraine situata a Mesland, nel cuore della Valle della Loira, costruita attorno a una filosofia che unisce immediatezza, precisione tecnica e una forte attenzione alla sostenibilità. Il domaine dispone di circa 24 ettari vitati e lavora otto differenti varietà, un patrimonio particolarmente ampio che permette di interpretare il territorio attraverso vini bianchi, rossi e bollicine. I terreni destinati alle varietà rosse, tra cui Cabernet Franc, Malbec, Gamay e Pinot Noir, sono composti prevalentemente da sabbie e ghiaie, capaci di favorire maturità, morbidezza e una buona ampiezza del frutto; le parcelle dedicate ai bianchi, tra cui lo Chenin Blanc, il Sauvignon Blanc e lo Chardonnay, si sviluppano invece soprattutto su suoli più silicei, nei quali la componente minerale contribuisce a costruire vini più tesi, puri e definiti. Il clima della Touraine presenta caratteri continentali mitigati dalle influenze oceaniche e permette una maturazione progressiva delle uve, anche se le gelate primaverili rappresentano uno dei rischi più importanti dell’area. La gestione del vigneto è stata profondamente modificata nel tempo attraverso il percorso Terra Vitis e successivamente attraverso la conversione all’agricoltura biologica, culminata nella certificazione Bio ottenuta dal 2019. Lavorazioni del terreno, inerbimento di alcune parcelle, potature corte, ébourgeonnage, effeuillage e vendemmie verdi vengono utilizzati per contenere le rese, migliorare la sanità dell’uva e ridurre progressivamente l’impatto degli interventi. In cantina la filosofia resta legata alla leggibilità varietale e alla maturità della materia prima. I bianchi possono affrontare brevi macerazioni pellicolari prima della pressatura e della fermentazione, così da sviluppare maggiore complessità e volume senza perdere freschezza; i rossi vengono generalmente diraspati e macerano per periodi compresi indicativamente tra 15 e 23 giorni secondo vendemmia e maturità, seguiti in gran parte da affinamenti in acciaio. Le microcuvée più ambiziose vengono invece vendemmiate esclusivamente a mano e possono essere vinificate o maturate in barrique, utilizzando il legno come strumento di evoluzione e non soltanto come elemento aromatico. È proprio attraverso queste selezioni che il domaine approfondisce il comportamento delle singole varietà sui diversi terreni. Les Ailes Pourpres, ad esempio, nasce esclusivamente da Cabernet Franc coltivato su argille a silex: la raccolta è manuale, la fermentazione avviene in piccoli fusti aperti con pigeage quotidiani e, dopo circa un mese di cuvaison, il vino matura per 18 mesi in legno, con una quota di barrique nuove. Aurore porta invece al centro lo Chenin Blanc proveniente da una parcella di argilla a silex, con breve macerazione pellicolare e un lungo percorso di fermentazione e affinamento interamente in fût. Anche il mondo delle bollicine è particolarmente significativo. Barbule è un Crémant de Loire da 100% Chenin Blanc proveniente da argille a silex, vendemmiato manualmente, affinato per circa otto mesi sulle fecce fini prima della seconda fermentazione in bottiglia e lasciato almeno 24 mesi sur lattes; la maturità naturale delle uve permette di evitare l’aggiunta di liqueur d’expédition, mantenendo il vino in una direzione Extra Brut. Constellation mette invece insieme Chenin Blanc e Chardonnay in parti uguali, sempre da terreni limosi su argille, e nelle annate più favorevoli viene prodotto come Crémant millesimato con lunghissimi affinamenti: una delle versioni ha trascorso otto anni sui lieviti prima del dégorgement, mostrando chiaramente quanto il domaine consideri il tempo uno strumento fondamentale per costruire complessità. La produzione è organizzata idealmente in due grandi famiglie: i “vins des copains”, più immediati, conviviali e accessibili, e le microcuvée, nelle quali parcella, varietà, vendemmia e affinamento vengono approfonditi con maggiore precisione. Questa doppia anima definisce bene Domaine des Grandes Espérances: da una parte vini pensati per il piacere diretto e la condivisione, dall’altra una ricerca più dettagliata su Cabernet Franc, Sauvignon Blanc e soprattutto sullo Chenin Blanc, capace di esprimersi tanto in versione ferma quanto attraverso Metodo Tradizionale. Mesland e la Touraine rimangono il centro dell’identità, con una gamma ampia ma coerente costruita sulla diversità dei suoli e dei vitigni. Biologico certificato, otto varietà, 24 ettari e una particolare attenzione alle microvinificazioni fanno di Domaine des Grandes Espérances una realtà capace di raccontare la Loira attraverso uno stile contemporaneo, accessibile ma non semplice, nel quale precisione tecnica e vocazione territoriale convivono senza perdere quella dimensione di convivialità che il domaine considera uno dei valori fondamentali del vino.