JEAN COLLET

CHABLIS PREMIER CRU "MONT DE MILIEU" 2022 - JEAN COLLET

Prezzo di listino €35,90 Prezzo di vendita€49,00risparmi €13,10

Abbinamenti, Un Premier Cru di questa struttura merita una cucina importante. È magnifico con ostriche, scampi, astice, aragosta, coquilles Saint-Jacques e crostacei, ma il volume acquisito durante l'affinamento permette di accompagnarlo anche a rombo al forno, branzino, pesci in salsa, pollame arrosto, faraona e carni bianche.
Alcol, 12,5%
Annata, 2022
Denominazione, Appellation Chablis 1er Cru Controlée
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Borgogna (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice il 2022 mostra un luminoso giallo paglierino. È uno Chablis che non punta soltanto sulla lama minerale, ma possiede una materia importante e quasi opulenta. Il naso si apre su pesca bianca, scorza di lime, limone, pompelmo e mela verde, attraversati da una nitida sensazione salina e minerale; l'affinamento in demi-muid aggiunge una sottile sfumatura tostata, perfettamente integrata. In bocca è ampio e avvolgente, ma la ricchezza dell'annata viene sostenuta da una bella acidità che restituisce equilibrio e slancio. Con l'evoluzione, il Domaine segnala la capacità di sviluppare aromi più complessi di frutta candita, vaniglia, nocciola e pane tostato. È proprio questo contrasto tra ricchezza, freschezza e mineralità a rendere Mont de Milieu una delle interpretazioni più complete della gamma Collet: potente senza essere pesante, maturo ma ancora profondamente chablisien.

CURIOSITÁ: 

Lo Chablis Premier Cru "Mont de Milieu" 2022 di Domaine Jean Collet & Fils nasce da uno dei climat più completi e affascinanti della riva destra del Serein, nei comuni di Fleys e Fyé, poco oltre Montée de Tonnerre e in prossimità della collina dei Grand Cru. È una posizione privilegiata: i vigneti godono di un'esposizione particolarmente favorevole, indicata nella scheda tecnica 2022 come sud-ovest, capace di garantire maggiore insolazione e maturità allo Chardonnay senza cancellare la tensione tipica di Chablis. Sotto le viti si trova il grande protagonista dello Chablisien, il Kimmeridgiano, con terreni chiari e calcarei formatisi nel Giurassico e legati all'antica presenza marina della regione. Le parcelle di Jean Collet hanno circa 35 anni di età media, una densità di 6.000 ceppi per ettaro e rese nell'ordine dei 50 hl/ha. La conduzione segue i principi dell'agricoltura ragionata, evitando diserbanti e privilegiando lavorazioni meccaniche del terreno e interventi manuali. Dopo la pressatura pneumatica e la sfecciatura statica a freddo, la fermentazione alcolica parte spontaneamente, senza standardizzare l'espressione del terroir. La grande particolarità di Mont de Milieu è poi l'utilizzo dei demi-muids da 600 litri, nei quali il vino fermenta e affina per complessivi 16 mesi prima dell'imbottigliamento. Il grande formato limita l'impronta aromatica del legno rispetto alle piccole barrique e permette allo Chardonnay di acquistare volume e complessità mantenendo protagonista la componente minerale.

Jean Collet

Domaine Jean Collet & Fils è una delle storiche realtà familiari di Chablis, profondamente legata a questo territorio e alla sua interpretazione più classica dello Chardonnay. La famiglia Collet coltiva la vite nella regione dalla fine del XVIII secolo, mentre il domaine viene fondato nel 1952 da Jean Collet, che decide di vinificare e commercializzare direttamente i vini provenienti dai vigneti di famiglia. Da allora diverse generazioni hanno contribuito alla crescita della proprietà, mantenendo un'identità indipendente e artigianale. Oggi il progetto è portato avanti dalla famiglia Collet, con Romain Collet protagonista della nuova generazione e di un percorso sempre più orientato alla valorizzazione delle singole parcelle. Il patrimonio viticolo del domaine si estende su circa 40 ettari, distribuiti attraverso differenti settori della denominazione Chablis. Questa frammentazione rappresenta una straordinaria ricchezza: esposizioni, età delle vigne e composizioni dei terreni cambiano da parcella a parcella, permettendo alla famiglia di raccontare numerose sfumature dello stesso territorio. Al centro rimane naturalmente il celebre suolo kimmeridgiano, formato da marne e calcari ricchi di fossili marini, elemento fondamentale nell'identità minerale, salina e verticale che caratterizza i grandi Chardonnay di Chablis. Una delle evoluzioni più significative introdotte dalla nuova generazione riguarda il lavoro in vigneto. Diverse parcelle sono condotte secondo i principi dell'agricoltura biologica, con una crescente attenzione alla biodiversità, alla vitalità microbiologica dei terreni e alla riduzione degli interventi. Per Romain Collet il vigneto non deve semplicemente produrre uva, ma raggiungere un proprio equilibrio naturale: solo attraverso una pianta sana e profondamente radicata è possibile ottenere vini capaci di trasmettere realmente le differenze tra i diversi climat. La produzione attraversa praticamente tutta la gerarchia di Chablis, dal Petit Chablis allo Chablis, passando attraverso numerosi Premier Cru fino ad arrivare ai Grand Cru. È proprio attraverso le vinificazioni parcellari che emerge l'aspetto più affascinante del domaine: lo Chardonnay diventa uno strumento attraverso cui leggere il territorio, mostrando caratteri differenti a seconda dell'esposizione, dell'altitudine e della composizione dei suoli. In cantina non esiste una formula identica per tutti i vini. Acciaio inox, vasche di cemento, botti e barrique vengono utilizzati in funzione dell'identità della singola parcella, evitando che il contenitore diventi protagonista. Le fermentazioni e gli affinamenti sono pensati per accompagnare il vino e non per costruirne artificialmente lo stile. Questa libertà permette di ottenere Chardonnay nei quali freschezza, tensione, profondità e componente salina rimangono sempre al centro dell'espressione. Particolarmente importante è il lavoro sui Premier Cru, attraverso climat storici come Montmains, Vaillons, Mont de Milieu, Les Forêts e Butteaux, capaci di mostrare anime profondamente differenti di Chablis. Ai vertici della produzione si trovano poi le interpretazioni dei Grand Cru, vini più profondi e strutturati ma sempre costruiti attorno alla precisione e alla naturale acidità dello Chardonnay. Lo stile di Jean Collet & Fils rimane infatti lontano dalla ricerca della potenza fine a sé stessa. I vini puntano soprattutto su energia, purezza aromatica, mineralità e capacità di evoluzione, mantenendo quella sensazione salina e quasi rocciosa che costituisce una delle firme più affascinanti di Chablis. Anche nelle cuvée più importanti il legno viene utilizzato come strumento di affinamento e complessità, senza sacrificare la riconoscibilità del terroir. Domaine Jean Collet & Fils rappresenta così l'incontro tra oltre due secoli di storia familiare e una nuova sensibilità viticola. Romain Collet ha raccolto un patrimonio costruito dalle generazioni precedenti senza limitarsi a conservarlo, scegliendo di approfondire ulteriormente il rapporto tra vigneto, suolo e vino. Il risultato è una delle realtà più interessanti di Chablis: una cantina capace di interpretare lo Chardonnay con precisione e personalità, lasciando che siano soprattutto i grandi terroir dello Yonne a parlare nel bicchiere.