VIETTI

COLLI TORTONESI DOC BIANCO "PICCOLO DERTHONA" 2025 - VIETTI

Prezzo di listino €13,90 Prezzo di vendita€15,70risparmi €1,80

Abbinamenti, Ideale come aperitivo, accompagna magnificamente ostriche, crostacei, carpacci di pesce, sushi, primi piatti ai frutti di mare, pesce alla griglia, carni bianche e formaggi freschi.
Alcol, 13%
Annata, 2025
Denominazione, Colli Tortonesi Bianco DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Timorasso 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un brillante giallo paglierino dai riflessi verdolini. Il bouquet è intenso e raffinato, con profumi di pesca bianca, mela, pera, lime e pompelmo, accompagnati da eleganti note di fiori bianchi, erbe aromatiche, salvia e pietra focaia, che anticipano il carattere minerale del vino. Al palato è fresco, vibrante e perfettamente equilibrato. La tipica acidità del Timorasso è sostenuta da una marcata sapidità e da una struttura sorprendentemente ricca per un vino così giovane. Il finale è lungo, agrumato e minerale, con una piacevole persistenza che invita al sorso successivo e lascia già intuire il potenziale evolutivo del vitigno.

CURIOSITÁ:

Il Piccolo Derthona 2025 di Vietti è l'interpretazione più immediata e dinamica del Timorasso, il grande vitigno autoctono dei Colli Tortonesi. Nato per valorizzare la freschezza e la straordinaria espressività varietale di questa uva, rappresenta la porta d'ingresso al mondo del Derthona secondo Vietti: un bianco elegante, minerale e di grande bevibilità, capace di raccontare con autenticità uno dei territori emergenti più interessanti del Piemonte. Le uve provengono da vigneti situati sulle colline di Tortona, coltivati su antichi suoli marnoso-calcarei ricchi di argille e fossili marini, che conferiscono al vino tensione, sapidità e profondità aromatica. La raccolta viene effettuata manualmente per preservare l'integrità dei grappoli. Dopo una pressatura soffice, il mosto fermenta in vasche di acciaio inox a temperatura controllata e affina per alcuni mesi sulle fecce fini, mantenendo intatta la purezza del frutto e sviluppando una piacevole complessità senza ricorrere al legno.

Vietti
Vignaioli da quattro generazioni, fu Carlo Vietti a fondare la cantina alla fine del XIX secolo, nel comune di Castiglione Falletto, nel cuore delle Langhe.
Agli inizi del '900, il figlio Mario iniziò a vendere i Barolo che avevano cominciato a produrre, focalizzando l'azienda di famiglia esclusivamente sull'attività vitivinicola.
A partire dagli anni '60, è la figlia Lucia, assieme al marito enologo Alfredo Currado, a portare avanti il lavoro della cantina Vietti, concentrandosi sempre più su una produzione di qualità elevata, e posizionando l’azienda tra le migliori delle Langhe, iniziando sin da allora a esportare i propri prodotti su importanti mercati stranieri come quello tedesco, svizzero e americano. Alfredo peraltro fu il primo a vinificare separatamente i singoli vigneti, in un'epoca come quella degli anni '60 in cui il Barolo non era concepito come un vino da singoli ""cru"", bensì nasceva dalla vinificazione di tutte le vigne assieme. L'altra grande visione pionieristica di Alfredo è stata quella di valorizzare l'arneis, vitigno autoctono a lungo dimenticato dai produttori della zona: la cantina ha iniziato a vinificarlo in purezza, e così hanno fatto altri produttori in seguito, portando oggi l'arneis a essere l'uva a bacca bianca più importante del territorio.
Nel 1970 Luciana e Alfredo, grandi appassionati d’arte, grazie all’amicizia con alcuni artisti, iniziano a cambiare il volto delle loro etichette. Dal 2000, col ritiro dall’attività dei genitori, Mario Cordero e Luca Currado acquisiscono l’intera proprietà aziendale continuando l’attività produttiva sempre nel più grande rispetto della tradizione ma con mentalità aperta ed evolutiva, nella ricerca della massima qualità e piacere del vino. Dai 35 ettari vitati di proprietà sono prodotti il Dolcetto e la Barbera “TreVigne”, l’Arneis e il Moscato d’Asti Cascinetta, i “cru” Rocche, Brunate, Lazzarito, Ravera e Riserva Villero nel Barolo, Masseria nel Barbaresco, Scarrone e Vigna Vecchia nel Barbera d’Alba, e, dal 1996, La Crena nel Barbera d’Asti.