CA' DEL BAIO

LANGHE RIESLING DOC "FRÉ" 2024 - CA' DEL BAIO

Prezzo di listino €16,90 Prezzo di vendita€19,00risparmi €2,10

Abbinamenti, Perfetto con crudi di pesce, ostriche, crostacei, sushi, cucina asiatica, formaggi caprini freschi, risotti alle erbe aromatiche e piatti a base di verdure. Straordinario anche come aperitivo di alta classe o su preparazioni speziate e leggermente piccanti.
Alcol, 12%
Annata, 2024
Denominazione, Langhe Riesling DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Riesling 100%

NOTE SENSORIALI: 

Nel calice si presenta con un colore giallo paglierino brillante dai riflessi verdolini. Il bouquet è intenso, fine e molto espressivo, con note di lime, cedro, pesca bianca, mela verde e fiori di campo che si intrecciano a delicate sfumature minerali, idrocarburiche e agrumate tipiche del Riesling. Al palato è teso, vibrante e verticale, sostenuto da una freschezza tagliente ma perfettamente equilibrata. La componente minerale accompagna il sorso fino a un finale lungo, sapido e agrumato, lasciando una sensazione di estrema pulizia e precisione. Un bianco elegante e gastronomico, capace di evolvere magnificamente nel tempo.

CURIOSITÀ:

Il Langhe Riesling “Fré” di Ca’ del Baio è un bianco sorprendente, raffinato e profondamente territoriale, nato dall’incontro tra uno dei più grandi vitigni semi-aromatici del mondo e le colline delle Langhe. Un progetto che dimostra come il Riesling riesca ad adattarsi magnificamente ai suoli marnosi e calcarei di Treiso, regalando vini di grande precisione, verticalità e capacità evolutiva. Ca’ del Baio, storica azienda familiare guidata da Giulio Grasso insieme alle figlie Paola, Valentina e Federica, è una delle realtà più solide e rispettate del Barbaresco contemporaneo. Da sempre legata alla valorizzazione del territorio attraverso vini eleganti e identitari, la cantina ha saputo interpretare il Riesling con grande sensibilità, mantenendone il carattere varietale ma arricchendolo di una chiara impronta langarola. Il nome “Fré” deriva dal dialetto piemontese e richiama il concetto di freschezza, elemento centrale di questo vino. L’annata 2024 ha favorito maturazioni lente e progressive, preservando tutta la tensione aromatica e la naturale acidità del vitigno. Le vigne sorgono su pendii ventilati e ricchi di marne bianche, condizioni ideali per ottenere un Riesling fine, minerale e di grande equilibrio. La vinificazione viene svolta interamente in acciaio a temperatura controllata, con successivo affinamento sulle fecce fini per alcuni mesi, così da preservare la purezza aromatica e la precisione gustativa del vino. Nessuna sovrastruttura: solo territorio, varietà e precisione esecutiva.

Ca' Del Baio

Ca’ del Baio è una storica azienda familiare di Treiso, nel cuore della denominazione Barbaresco, oggi arrivata alla quarta generazione della famiglia Grasso. Le sue radici affondano nella tradizione contadina delle Langhe e trovano una figura fondamentale in Ernesto Grasso, che nel 1965 compie una scelta particolarmente significativa per l’epoca: vinifica separatamente le uve della vigna Vallegrande, anticipando quella lettura dei singoli cru che sarebbe diventata centrale nel Barbaresco contemporaneo. La generazione successiva è quella di Giulio Grasso e della moglie Luciana, che dagli anni Ottanta sviluppano ulteriormente il patrimonio aziendale attraverso l’acquisizione di nuove parcelle e una crescente attenzione alla vinificazione separata delle diverse provenienze. Oggi accanto a loro lavorano le tre figlie Paola, Valentina e Federica, protagoniste del nuovo corso della cantina e impegnate direttamente nei diversi settori, dalla gestione agronomica alla vinificazione, dall’accoglienza alla commercializzazione. Ca’ del Baio dispone attualmente di 31 ettari vitati di proprietà distribuiti tra Barbaresco, Treiso e Trezzo Tinella e utilizza esclusivamente uve provenienti dai propri vigneti. Il Nebbiolo rappresenta naturalmente il cuore della produzione e trova espressione attraverso alcune delle MGA più importanti della denominazione: Asili e Pora nel comune di Barbaresco, Vallegrande e Marcarini a Treiso, alle quali si aggiungono parcelle a Ferrere, Trestelle e Montersino. I terreni dell’area sono prevalentemente riconducibili alle Marne di Sant’Agata Fossili, caratterizzate da marne calcaree formatesi nel Tortoniano, ma ogni collina possiede caratteristiche capaci di modificare profondamente il carattere del Nebbiolo. Asili è uno dei grandi cru storici di Barbaresco e Ca’ del Baio vi possiede 2,3 ettari esposti a sud-ovest: da marne bluastre calcareo-argillose e vigne piantate a partire dal 1957 nascono il Barbaresco Asili e l’Asili Riserva, interpretazioni nelle quali eleganza, complessità aromatica e longevità rappresentano gli elementi centrali. Vallegrande costituisce invece la vera vigna di casa e possiede un significato storico particolare per la famiglia: fu proprio Ernesto a vinificarla separatamente già nel 1965 e oggi Ca’ del Baio la considera di fatto un proprio monopole condiviso soltanto con i cugini Grasso Fratelli. I terreni più chiari, con un’elevata componente sabbiosa e calcarea, danno origine a Barbaresco generalmente più austeri e profondi, caratterizzati da una trama tannica importante e da una marcata freschezza; dalla vendemmia 2018 la famiglia produce anche Vallegrande Riserva, selezionando le vigne più longeve della menzione. Marcarini, esposta prevalentemente a est, rappresenta invece quella che la famiglia definisce la “collina del sole del mattino” e le sue uve confluiscono nel Barbaresco Autinbej, assemblaggio territoriale al quale partecipano oggi anche altre parcelle di Treiso come Ferrere e, dalla vendemmia 2023, Trestelle. La filosofia di Ca’ del Baio rimane profondamente legata alla tradizione langarola ma non è immobile: la famiglia utilizza vinificazioni e affinamenti differenti secondo il carattere del cru, evitando di imporre un’unica ricetta a tutti i Nebbiolo. Vallegrande segue una strada particolarmente classica, con fermentazione in acciaio, macerazione sulle bucce e circa 24 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia; Asili Riserva viene invece lavorato attraverso una vinificazione più complessa, con una piccola percentuale di grappolo intero, lunga macerazione a cappello sommerso e circa 30 mesi in tonneaux già utilizzati, seguiti da un ulteriore affinamento in bottiglia. Accanto al Nebbiolo, il patrimonio aziendale comprende Barbera e Dolcetto tra le varietà rosse e Moscato, Chardonnay e Riesling Renano tra quelle bianche; tutti i vini sono prodotti in purezza e provengono da uve aziendali. Questa diversità permette alla famiglia di raccontare non soltanto il Barbaresco, ma anche il volto più ampio delle Langhe, arrivando fino alle zone più fresche di Trezzo Tinella e alle parcelle maggiormente adatte ai vitigni bianchi. Il passaggio generazionale verso Paola, Valentina e Federica non ha quindi cancellato il lavoro costruito da Ernesto e successivamente da Giulio e Luciana, ma lo ha ampliato attraverso una lettura sempre più precisa delle singole vigne. La nascita del Vallegrande Riserva Viti Vecchie con la vendemmia 2018 rappresenta bene questa evoluzione: una nuova interpretazione affidata alla quarta generazione che parte proprio dalla vigna vinificata separatamente dal nonno più di mezzo secolo prima. Ca’ del Baio rappresenta così una delle espressioni più autenticamente familiari del Barbaresco: 31 ettari di proprietà, quattro generazioni, un patrimonio costruito tra Treiso e Barbaresco e alcuni dei cru più importanti della denominazione. Asili racconta il volto più raffinato e profondo del Nebbiolo, Vallegrande conserva la memoria storica della famiglia, mentre Pora, Marcarini e le altre parcelle completano una vera cartografia del territorio. È proprio questa continuità tra generazioni e vigneti a definire Ca’ del Baio: una cantina cresciuta senza perdere la propria identità agricola, nella quale ogni Barbaresco nasce prima di tutto dalla volontà di conservare e rendere riconoscibile il carattere della collina da cui proviene.