CHAMPAGNE ROSÉ DE SAIGNÉE EXTRA BRUT PREMIER CRU À RILLY LA MONTAGNE VENDANGE 2018 - JULIEN HERBERT
Abbinamenti, È ideale sia come aperitivo raffinato sia in abbinamento a crostacei, sushi e sashimi, carpacci di pesce o piatti leggeri e gastronomici, valorizzando la freschezza e la complessità aromatica del vino.
Alcol, 12,5%
Annata, 2018
Denominazione, Champagne Premier Cru
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay, Pinot Nero
NOTE SENSORIALI:
Lo Champagne Rosé de Saignée Extra Brut Premier Cru à Rilly-la-Montagne Vendange 2018 di Julien Herbert si presenta con un rosa intenso e luminoso, quasi cerasuolo, percorso da un perlage fine e persistente. Il naso è profondo e vinoso, con fragola matura, lampone, ribes rosso e ciliegia che si intrecciano a melograno e scorza d’arancia sanguinella. Con l’ossigenazione emergono rosa essiccata, pepe, spezie fini e leggere sfumature di pasticceria e frutta secca legate all’evoluzione sui lieviti. Al palato è strutturato e succoso, decisamente più materico di un rosé d’assemblage, ma sostenuto da una freschezza precisa e da una sapidità che mantiene il sorso teso. Il dosaggio Extra Brut lascia il frutto perfettamente leggibile e conduce verso una chiusura asciutta, lunga e leggermente speziata. Uno Champagne rosé intenso, gastronomico e profondamente vinoso, nel quale maturità del 2018 e tensione della Montagne de Reims trovano un equilibrio particolarmente affascinante.
CURIOSITÁ:
Questa rara Vendange 2018 è una cuvée molto diversa dal Rosé normalmente prodotto da Julien Herbert. La controetichetta originale specifica infatti che il Rosé de Saignée nasce da una selezione di vecchie parcelle di Pinot Noir di Rilly-la-Montagne, villaggio Premier Cru della Montagne de Reims: non si tratta quindi di un rosé ottenuto aggiungendo vino rosso a una base bianca, ma di una vera saignée, nella quale il colore e la struttura derivano dal contatto diretto del mosto con le bucce. È un’edizione dichiaratamente molto limitata, costruita esclusivamente sulla vendemmia 2018, annata eccezionalmente precoce e generosa in Champagne, caratterizzata da uve perfettamente sane e particolarmente ricche e mature. Julien Herbert rappresenta la quarta generazione della famiglia a Rilly-la-Montagne e lavora circa 4,6 ettari classificati Premier Cru, certificati HVE. L’indicazione Extra Brut garantisce un dosaggio compreso tra 0 e 6 g/l; non ho invece trovato una fonte pubblica affidabile che dichiari il dosaggio esatto o la data precisa di dégorgement di questa particolare partita.
Julien Herbert +

Champagne Julien Herbert è una piccola realtà familiare di Rilly-la-Montagne, villaggio Premier Cru della Montagne de Reims, dove la famiglia Herbert coltiva la vite da quattro generazioni. Julien rappresenta oggi una delle diverse anime nate dallo storico patrimonio familiare: insieme ai fratelli Olivier e Stéphane appartiene infatti a una famiglia profondamente radicata nel paese, ma ciascuno ha progressivamente sviluppato un proprio percorso produttivo. Julien costituisce formalmente la propria azienda nel 2010 e sceglie di costruire una gamma personale mantenendo al centro le vigne di Rilly-la-Montagne. Oggi dispone di circa 4,65 ettari Premier Cru, una dimensione estremamente contenuta che gli permette di seguire direttamente vigneto, vinificazione e lunghi affinamenti. Rilly occupa una posizione particolarmente interessante sul versante settentrionale della Montagne de Reims: il sottosuolo conserva la craie tipica della Champagne, ma la presenza di argille, sabbie e differenti esposizioni crea condizioni adatte non soltanto al Pinot Noir, tradizionalmente associato alla Montagne de Reims, ma anche a Chardonnay e Meunier. È proprio l'equilibrio tra i tre vitigni a costituire uno degli elementi distintivi di Julien Herbert. A differenza di molti piccoli produttori contemporanei concentrati su un'unica varietà o su micro-cuvée parcellari, Julien mantiene una forte cultura dell'assemblaggio champenois, utilizzando Chardonnay, Pinot Noir e Meunier per costruire vini nei quali struttura, freschezza e maturità possano completarsi reciprocamente. Parallelamente produce Blanc de Blancs e Blanc de Noirs che consentono di osservare separatamente il comportamento dello Chardonnay e del Pinot Noir nello stesso territorio. In vigneto il lavoro è orientato verso una viticoltura sostenibile e la proprietà ha ottenuto la certificazione Haute Valeur Environnementale, riconoscimento ufficializzato nel 2019. L'obiettivo è ridurre l'impatto delle pratiche agricole e mantenere un maggiore equilibrio tra vite e ambiente, preservando la vitalità dei terreni e la biodiversità. Ma l'elemento che definisce maggiormente lo stile di Julien Herbert emerge soprattutto in cantina: il tempo. Le cuvée vengono vinificate prevalentemente, e per la gamma classica interamente, in acciaio inox, scelta che permette di mantenere nitidezza aromatica e precisione senza introdurre la componente del rovere. Gli Champagne vengono poi lasciati maturare molto più a lungo rispetto ai requisiti minimi della denominazione. Brut Tradition e Brut Réserve trascorrono circa cinque anni nelle cantine; Extra Brut e Blanc de Noirs arrivano a circa sei anni; Brut Nature raggiunge circa sette anni, mentre il Blanc de Blancs viene conservato addirittura per circa dieci anni prima della commercializzazione. Alcune selezioni speciali possono spingersi ancora oltre, arrivando a oltre un decennio di affinamento. Questa scelta rappresenta probabilmente la vera firma della maison: non utilizzare tecniche particolarmente invasive per costruire complessità, ma lasciare che siano la permanenza sui lieviti e la lenta evoluzione in bottiglia a trasformare il vino. Brut Tradition costituisce il punto di partenza della gamma ed è composto indicativamente da 50% Chardonnay, 30% Pinot Noir e 20% Meunier. La vinificazione avviene interamente in acciaio, l'affinamento in cantina dura cinque anni e il dosage si colloca intorno a 5,6 g/l. Extra Brut nasce dallo stesso equilibrio varietale ma prolunga la permanenza in cantina fino a sei anni e riduce il dosage a circa 2,5 g/l, offrendo una lettura più tesa e verticale. Brut Nature porta questa ricerca alla sua espressione più essenziale: stesso assemblaggio dei tre vitigni, sette anni di affinamento e nessun dosage. Brut Réserve modifica invece le proporzioni, con circa 40% Pinot Noir, 30% Chardonnay e 30% Meunier, accentuando la componente vinosa e strutturale. Particolarmente interessante è il confronto tra le due cuvée monovarietali. Blanc de Noirs nasce esclusivamente da Pinot Noir, viene vinificato in acciaio, rimane circa sei anni in cantina e viene commercializzato come Extra Brut con un dosage intorno a 2,5 g/l: è l'interpretazione più direttamente legata alla tradizione della Montagne de Reims. Blanc de Blancs è invece Chardonnay in purezza e affronta ben dieci anni di maturazione, scelta decisamente rara per una cuvée di questo livello e capace di trasformare la freschezza originaria del vitigno in note progressivamente più complesse, mantenendo però la tensione conferita dal terroir. Anche il Rosé segue una concezione tradizionale: parte dalla base del Brut Tradition, che costituisce circa l'85% dell'assemblaggio, alla quale viene aggiunto circa il 15% di vino rosso ottenuto esclusivamente da Pinot Noir; trascorre quattro anni in cantina e mantiene il dosage intorno a 5,6 g/l. Al vertice della produzione compaiono selezioni molto più rare, tra cui Cœur de Cuvée, attraverso le quali Julien approfondisce ulteriormente il rapporto tra vecchie annate e lunghissimo affinamento. Champagne Julien Herbert rappresenta così un volto particolarmente classico ma tutt'altro che immobile della Montagne de Reims. Non cerca necessariamente la spettacolarità della vinificazione in legno, delle macerazioni o di una moltiplicazione esasperata dei lieux-dits: la sua identità nasce soprattutto da 4,65 ettari Premier Cru, dai tre vitigni storici della Champagne e da una pazienza ormai poco comune. Cinque, sei, sette, dieci e in alcuni casi oltre dieci anni di cantina trasformano il tempo in un vero elemento produttivo. Dietro il nome Julien Herbert rimane inoltre una storia familiare che continua a ramificarsi a Rilly-la-Montagne attraverso più fratelli e differenti sensibilità. Julien ha scelto una strada precisa: acciaio, dosaggi progressivamente contenuti e lunghissime permanenze sui lieviti per ottenere Champagne maturi e complessi senza perdere freschezza. Una filosofia apparentemente semplice, ma proprio per questo estremamente coerente, nella quale non è la tecnica a cercare di impressionare, bensì il lento sviluppo del vino nelle cantine di Rilly-la-Montagne.