TRÖPFLTALHOF

VINO ROSATO ANPHORA BIODINAMICO "ROSÉ MARIE" 2022 - TRÖPFLTALHOF

Prezzo di listino €30,90 Prezzo di vendita€47,00risparmi €16,10

Abbinamenti, Cucina etnica leggera o leggermente speziata, come sushi, ceviche o piatti thailandesi delicati.
Alcol, 13,5%
Annata, 2022
Denominazione, Vino Rosato
Filosofia, Biodinamico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Cabernet Sauvignon e Merlot

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un rosa delicato e luminoso, che cattura subito lo sguardo. Al naso è complesso e raffinato, con profumi di fragola, lampone, ciliegia e piccoli frutti rossi, accompagnati da note floreali e un leggero tocco minerale che aggiunge profondità e freschezza. Al palato è fresco, elegante e sapido, con una beva armoniosa e scorrevole. La struttura è leggera ma piena di personalità, con un finale lungo e pulito che lascia emergere il carattere naturale e autentico del vino. Ogni sorso racconta il legame tra il vitigno, il territorio e la filosofia biodinamica di Tröpfltalhof.

CURIOSITÀ:

Il Vino Rosato Anphora “Rosé Marie” 2022 – Tröpfltalhof rappresenta una delle espressioni più eleganti e naturali della viticoltura biodinamica altoatesina. Prodotto da vigneti coltivati secondo i principi biodinamici sul Lago di Caldaro, questo rosato nasce da uve attentamente selezionate, allevate senza concimi chimici né pesticidi, con rispetto dei cicli naturali e minima interferenza in cantina. La vinificazione è naturale e minimalista: le uve fermentano con lieviti indigeni, e l’affinamento avviene in anfore di terracotta, un metodo che permette al vino di sviluppare una struttura armonica e una complessità aromatica senza perdere freschezza e identità territoriale. Non viene filtrato né chiarificato, lasciando inalterata la purezza del frutto e il carattere minerale del suolo.

Tröpfltalhof

Tröpfltalhof è una piccolissima azienda agricola biodinamica di Caldaro, in Alto Adige, guidata da Andreas Dichristin insieme alla moglie Rosmarie e, oggi, anche con il coinvolgimento del figlio Jakob. La famiglia Dichristin lavora la terra da diverse generazioni, inizialmente attraverso piccoli vigneti e frutteti, mentre l’attuale maso Tröpfltalhof viene fondato nel 1979 con Andreas come proprietario. Il passaggio fondamentale avviene nei primi anni Duemila: dal 2005 l’intera azienda viene condotta secondo i principi della biodinamica e ottiene la certificazione Demeter, affiancata da quella Bioland. Per Andreas la biodinamica non rappresenta semplicemente un metodo di coltivazione, ma una concezione complessiva dell’azienda agricola come organismo vivente, nel quale vigneti, animali, seminativi, compost e attività dell’uomo devono trovare un proprio equilibrio. Il principio che sintetizza meglio il suo lavoro è l’osservazione: dopo oltre trent’anni trascorsi ad accompagnare l’uva dalla vigna alla bottiglia, Dichristin considera il compito del vignaiolo soprattutto quello di comprendere i processi naturali e intervenire soltanto quando realmente necessario. Il patrimonio vitato è minuscolo, inferiore ai 3 ettari secondo la stessa azienda, suddiviso in tre piccoli vigneti situati in zone differenti intorno a Caldaro; fonti recenti riferiscono una superficie complessiva leggermente superiore includendo l’intero patrimonio aziendale. Il vigneto Garnellen, vicino al maso e posto intorno ai 500 metri di altitudine, è dedicato principalmente al Sauvignon Blanc e presenta una particolare combinazione di marne, porfido vulcanico e calcare dolomitico. Più in basso, sopra il Lago di Caldaro, si trova Barleith, una terrazza naturale intorno ai 300 metri di altitudine, esposta a sud-est e caratterizzata da abbondanti ghiaie calcareo-dolomitiche, dove trovano spazio soprattutto Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Altre parcelle ospitano Merlot e Viognier, costruendo un patrimonio varietale volutamente ristretto ma capace di interpretare microclimi molto differenti. La vicinanza del Lago di Caldaro, le escursioni termiche e la natura minerale dei terreni contribuiscono in maniera decisiva alla personalità dei vini. In vigneto vengono utilizzati preparati biodinamici e compost prodotti all’interno dell’azienda, con un approccio che cerca di ridurre progressivamente qualsiasi trattamento esterno; Andreas porta avanti anche sperimentazioni su alcune parcelle con l’obiettivo, particolarmente ambizioso, di riuscire a ottenere regolarmente uve senza alcun trattamento fitosanitario. La stessa radicalità prosegue in cantina. Le fermentazioni sono spontanee e affidate esclusivamente ai lieviti indigeni, non vengono effettuate chiarifiche e filtrazioni, i travasi vengono eseguiti per gravità evitando l’utilizzo delle pompe e non vengono effettuate correzioni enologiche. La solforosa è praticamente assente durante la vinificazione e viene eventualmente utilizzata soltanto al momento dell’imbottigliamento, con un limite dichiarato di circa 35 mg/l. Il contenitore simbolo di Tröpfltalhof è l’anfora di terracotta, scelta non come elemento estetico ma perché considerata da Andreas uno strumento particolarmente adatto ad accompagnare il vino senza apportare aromi esterni. Tre delle cinque etichette principali – Garnellen, Barleith e RosèMarie – vengono infatti vinificate in anfora, mentre LeViogn affina in una grande botte di legno e Storlond utilizza barrique di differenti dimensioni. Garnellen rappresenta probabilmente il vino manifesto della cantina: Sauvignon Blanc in purezza proveniente dal vigneto posto vicino al maso a circa 500 metri, fermentato e affinato in anfora, capace di mostrare un Sauvignon profondamente diverso dalle interpretazioni altoatesine più classiche, meno concentrato sulla componente varietale immediata e maggiormente sulla struttura, sulla componente salina e sull’espressione del suolo. Barleith porta invece in anfora le varietà bordolesi coltivate sopra il Lago di Caldaro, mentre RosèMarie esplora una vinificazione rosata attraverso Merlot e Cabernet Sauvignon. LeViogn è dedicato al Viognier e viene affinato in grande legno, mentre Storlond nasce principalmente dal Merlot completato da Cabernet Sauvignon: dopo la fermentazione spontanea rimane sulle bucce per circa quattro settimane e affronta un lungo affinamento in barrique usate prima di essere imbottigliato senza filtrazione e con una quantità minima di solforosa. La produzione complessiva rimane estremamente limitata, indicativamente tra 8.000 e 10.000 bottiglie nelle annate normali, anche se fonti recenti riportano volumi che possono raggiungere circa 12.000 bottiglie. Questa dimensione consente alla famiglia di seguire direttamente ogni fase e rende Tröpfltalhof una realtà più vicina a un organismo agricolo autosufficiente che a una cantina convenzionale: accanto alle vigne vengono infatti coltivati cereali come farro e mais, sono presenti animali e vengono prodotti altri alimenti destinati alla vita del maso. Oggi Andreas e Jakob Dichristin rappresentano anche il passaggio tra due generazioni, mantenendo però intatta la filosofia costruita negli ultimi decenni. Tröpfltalhof occupa così una posizione molto particolare nel panorama dell’Alto Adige: in un territorio conosciuto internazionalmente per precisione tecnica e controllo enologico, Andreas ha scelto la strada opposta, riducendo progressivamente la tecnica per lasciare maggiore spazio ai processi naturali. Biodinamica dal 2005, certificazione Demeter, fermentazioni spontanee, anfore, nessuna chiarifica o filtrazione, gravità al posto delle pompe e solforosa ridotta al minimo sono la conseguenza di un unico principio: accompagnare il vino anziché costruirlo. È questa coerenza, portata avanti su meno di tre ettari e attraverso appena cinque vini principali, a rendere Tröpfltalhof una delle realtà più personali dell’Alto Adige contemporaneo, capace di trasformare Sauvignon Blanc, Cabernet, Merlot e Viognier in interpretazioni profondamente legate ai diversi suoli e microclimi di Caldaro.