DOMAINE RENARDAT-FÂCHE

METHODE ANCESTRALE SEC - DOMAINE RENARDAT-FÂCHE

Prezzo di listino €19,50 Prezzo di vendita€23,00risparmi €3,50

Abbinamenti, La maggiore asciuttezza rispetto al Cerdon classico rende questa versione Sec sorprendentemente gastronomica. È perfetta all’aperitivo con salumi, focacce, torte salate e preparazioni caratterizzate da una buona componente grassa: pancetta croccante, lardo e pâté creano un contrasto particolarmente riuscito con freschezza ed effervescenza. Ottima anche con formaggi erborinati, soprattutto Bleu de Gex, oppure con piatti speziati e leggermente piccanti, dove il residuo zuccherino attenua il calore delle spezie. Naturalmente rimane magnifico l’abbinamento con fragole, crostate ai frutti rossi e dessert non eccessivamente dolci.
Alcol, 10%
Annata, NV
Denominazione, Bugey-Cerdon AOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Francia
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Gamay 85%, Poulsard 15%

NOTE SENSORIALI:

Il Bugey-Cerdon Méthode Ancestrale Sec di Renardat-Fache si presenta con un rosa intenso e luminoso, quasi lampone, attraversato da una bollicina fine, soffice e continua. Il naso è immediatamente irresistibile, dominato da fragolina di bosco, lampone, ribes e ciliegia croccante, accompagnati da leggere sfumature floreali e da un delicato richiamo agrumato. Al palato è succoso, fragrante e sorprendentemente dinamico: la dolcezza naturale rimane percepibile ma è perfettamente bilanciata dalla freschezza e da una sottile vena amaricante, mentre l’effervescenza alleggerisce continuamente il sorso. Rispetto al classico Cerdon demi-sec della maison mostra un profilo più asciutto e gastronomico, pur conservando tutta la golosità del frutto. Il finale è fresco, sapido e persistente, con ritorni di fragola acidula e piccoli frutti rossi. Una bollicina gioiosa e irresistibile, capace però di mostrare precisione e grande equilibrio.

CURIOSITÁ:

Questa versione Sec è prodotta dalla famiglia Renardat-Fache a Mérignat, piccolo borgo sui contrafforti meridionali del massiccio del Giura, tra Lione e Ginevra. L’assemblaggio è composto da 85% Gamay e 15% Poulsard e raggiunge 10% vol., con circa 21 g/l di zuccheri residui: decisamente meno dolce rispetto al Cerdon tradizionale della cantina. La méthode ancestrale prevede un’unica fermentazione: il processo comincia in vasca, viene rallentato attraverso il freddo e riprende naturalmente dopo l’imbottigliamento, senza aggiunta di zucchero o lieviti per creare la presa di spuma. È proprio questa tecnica a conservare l’esuberanza aromatica del frutto e a generare una bollicina particolarmente delicata. I Renardat-Fache coltivano la vite da oltre otto generazioni e furono tra le famiglie che, dopo la Seconda guerra mondiale, contribuirono a perfezionare questo stile di Cerdon. Oggi lavorano 12,5 ettari di terreni prevalentemente argillo-calcarei; la conversione biologica è iniziata nel 2008 e la certificazione Ecocert è arrivata nel 2012.

Domaine Renardat Fâche

Domaine Renardat-Fâche è una delle realtà simbolo del Bugey e soprattutto uno dei nomi che meglio rappresentano il Cerdon, il caratteristico rosé naturalmente effervescente prodotto secondo méthode ancestrale. La famiglia coltiva la vite a Mérignat da oltre otto generazioni, sulle prime propaggini del massiccio del Giura tra Lione e Ginevra, in un territorio nel quale la viticoltura è documentata fin dal Medioevo. Storicamente i Renardat-Fâche non erano esclusivamente vignaioli: accanto alle vigne coltivavano mele, noci, ciliegie e fragole, secondo il modello agricolo misto tipico di queste piccole comunità rurali. La svolta arriva dopo la Seconda guerra mondiale, quando Léon Renardat-Fâche e la moglie Cécile, insieme ad altri viticoltori della zona, contribuiscono a sviluppare e perfezionare la produzione del Cerdon attraverso la méthode ancestrale. Nel 1958 il vino ottiene il riconoscimento VDQS Bugey, mentre nel 2009 il Bugey raggiunge definitivamente lo status di AOC. Nel frattempo l’azienda attraversa diversi passaggi generazionali: nel 1974 Alain, figlio di Léon, torna a Mérignat dopo gli studi enologici a Beaune e insieme alla moglie Mireille sviluppa ulteriormente il domaine. Alain introduce anche le prime vasche isolate che consentono di raffreddare il vino e interrompere con precisione la fermentazione, passaggio fondamentale per controllare il metodo ancestrale. Nel 1996 entra in azienda il figlio Élie, anch’egli formatosi a Beaune, che prosegue il lavoro del padre e accompagna il domaine verso una viticoltura sempre più rispettosa dell’ambiente. La conversione biologica inizia nel 2008 e porta alla certificazione Ecocert nel 2012; successivamente il lavoro viene ulteriormente approfondito attraverso la biodinamica, oggi certificata Demeter per le cuvée interessate. Il domaine coltiva circa 12,5-13 ettari intorno a Mérignat, su colline ripide, alte e circondate dai boschi, caratterizzate prevalentemente da terreni argillo-calcarei. Gamay e Poulsard sono i due vitigni fondamentali e il loro incontro definisce il Cerdon della famiglia: l’assemblaggio classico è composto indicativamente da 70% Gamay e 30% Poulsard. Il Gamay porta frutto, colore e immediatezza, mentre il Poulsard aggiunge freschezza, finezza, componente floreale e una caratteristica vena amaricante che contribuisce a bilanciare naturalmente il residuo zuccherino. La vinificazione segue la méthode ancestrale, profondamente diversa dal metodo classico: la fermentazione alcolica viene avviata e successivamente rallentata attraverso il freddo quando nel vino è ancora presente una parte degli zuccheri naturali dell’uva; il vino viene poi imbottigliato e la stessa fermentazione riprende direttamente in bottiglia, generando naturalmente anidride carbonica, pressione e bollicina senza necessità di aggiungere zuccheri o lieviti per una seconda fermentazione. Il processo viene infine arrestato quando viene raggiunto l’equilibrio desiderato tra alcol, residuo zuccherino e freschezza. Il risultato è uno spumante rosé naturalmente dolce, con appena circa 7,5% vol., caratterizzato da una spuma delicata, bollicina fine e un profilo dominato da fragola, lampone e piccoli frutti rossi, accompagnati dalle note floreali apportate dal Poulsard. Nonostante il residuo zuccherino, l’acidità naturale dei vigneti e la componente amaricante del Poulsard mantengono il sorso sorprendentemente fresco e dinamico. Accanto al Cerdon storico, la famiglia ha progressivamente ampliato la propria ricerca. Au Commencement nasce da Gamay e Poulsard in parti uguali ed è sempre prodotto attraverso méthode ancestrale, ma viene portato verso un profilo decisamente più secco e vinoso, con circa 12% vol.; Meÿthe permette invece di osservare il Poulsard in purezza, mentre il Bugey Rouge è dedicato interamente al Gamay. Più recentemente è comparso anche En Blanc Aussi…, effervescente da Chardonnay in purezza elaborato ancora attraverso méthode ancestrale, dimostrazione di come Élie continui a utilizzare questa tecnica storica come terreno di sperimentazione e non soltanto come formula legata al Cerdon tradizionale. Renardat-Fâche rappresenta quindi qualcosa di più di un semplice produttore di vino dolce frizzante: è una famiglia che ha contribuito direttamente alla definizione moderna del Cerdon e che continua a custodirne una delle interpretazioni più autentiche. Dalle sperimentazioni di Léon e Cécile nel dopoguerra alle vasche refrigerate introdotte da Alain, fino alla conversione biologica e biodinamica sviluppata con Élie, ogni generazione ha aggiunto un tassello senza modificare il principio fondamentale del domaine. Oggi circa tredici ettari di Gamay e Poulsard sulle colline argillo-calcaree di Mérignat raccontano un territorio minuscolo e profondamente originale, nel quale la méthode ancestrale permette di trasformare la dolcezza naturale dell’uva, l’acidità e la bollicina in un equilibrio difficilmente assimilabile ad altre tipologie francesi. È proprio questa continuità tra tradizione contadina, biodiversità, metodo ancestrale e ricerca contemporanea a rendere Renardat-Fâche uno dei riferimenti imprescindibili per comprendere il Cerdon e, più in generale, l’identità vitivinicola del Bugey.