BENOIT LAHAYE

CHAMPAGNE EXTRA BRUT A BOUZY BLANC DE NOIRS - BENOIT LAHAYE

Prezzo di listino €69,00 Prezzo di vendita€85,00risparmi €16,00

Abbinamenti, Ideale con carpacci e tartare di tonno o ricciola, ostriche, crostacei, astice, aragosta e pesci nobili al forno. La sua struttura lo rende perfetto anche con pollame nobile, vitello, funghi porcini, tartufo bianco e formaggi a pasta dura di media stagionatura. È uno Champagne gastronomico di grande carattere, capace di accompagnare con eleganza un intero percorso degustazione.
Alcol, 12,5%
Annata, NV
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Biodinamico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un brillante colore giallo dorato attraversato da un perlage finissimo e continuo. Il bouquet è intenso e raffinato, con profumi di mela renetta, pera matura, pesca gialla e piccoli frutti rossi delicatamente accennati, accompagnati da note di pane tostato, nocciola, mandorla, spezie dolci e leggere sfumature di pietra focaia. L'affinamento in legno dona ulteriore profondità aromatica, arricchendo il profilo con eleganti richiami di pasticceria e burro fresco. Al palato è ampio, energico e perfettamente equilibrato. Il Pinot Noir esprime tutta la sua struttura e la sua ricchezza, sostenuto da una vibrante freschezza e da una raffinata vena salina che conferiscono tensione e precisione al sorso. La tessitura è setosa, il frutto è nitido e il finale si sviluppa con grande lunghezza, lasciando emergere eleganti ritorni minerali, agrumati e leggermente tostati.

CURIOSITÁ:

Lo Champagne Extra Brut Blanc de Noirs di Benoît Lahaye è una delle cuvée più rappresentative della maison e un'autentica espressione del Pinot Noir Grand Cru di Bouzy. Prodotto secondo i principi dell'agricoltura biologica e biodinamica, nasce dall'interpretazione più pura del terroir della Montagne de Reims, dove il Pinot Noir raggiunge livelli di eleganza, profondità e complessità tra i più alti dell'intera Champagne. La filosofia di Benoît Lahaye è quella di accompagnare il vino con interventi minimi, affinché ogni bottiglia racconti fedelmente l'identità del vigneto. Questo Blanc de Noirs è ottenuto da 100% Pinot Noir, proveniente principalmente dalle parcelle Vaux-Bétins e Raies Tortues, entrambe situate nel prestigioso Grand Cru di Bouzy. Le uve vengono raccolte manualmente e vinificate con estrema delicatezza per preservarne finezza e precisione aromatica. L'affinamento avviene sulle fecce fini in botti di rovere, una scelta che dona maggiore complessità e profondità senza alterare la purezza del frutto.

Benoit Lahaye
Non teme l'eterna rivalità tra Bouzy e Ambonnay il bravissimo Benoît Lahaye, perché ha vigneti in entrambi i villaggi. E non solo. Infatti, oltre che 3 ettari nella natia Bouzy e uno di Ambonnay, ne ha un po'a Tauxières (0,7 ha) e a Voipreux (0,12 ha), quest'ultimo a Chardonnay, altrimenti il Pinot Noir la fa da padrone con l'88% della superficie vitata. "La vigna è il quinto componente della mia famiglia" (sono in quattro) dichiara allegramente Benoît, ma non basta, perché questa vigna è pure biologica (certificata). Non per moda o dogmi, ma per etica e, ancor più, oggettiva qualità delle uve: "I'agricoltura biologica è la pratica migliore in termini di risultato di vino". Il vigneron di Bouzy è giunto a questa conclusione dopo diverse degustazioni comparative tra vini da viticoltura tradizionale, biologica e biodinamica ed è arrivato ad affermare che se gli ultimi si riconoscono immediatamente per le loro forti (a volte eccessive) 'caratterizzazioni', i secondi sono invece quelli che inevitabilmente risultano i più armonici, i più buoni. Tutto ha inizio nel 1993, quando Benoît prende in mano l'attività di famiglia e inizia a trasformarla, eliminando gli erbicidi. Tre anni dopo è già organico, nel 2007 riceve la certificazione da Ecocert, due anni dopo sperimenta la biodinamica. Il punto di arrivo nel 2010, con la certificazione Biodyvin e Agriculture Biologiquc, e, soprattutto, l'ingresso dell'amato cavallo Tamise per lavorare il terreno. In cantina arrivano uve raccolte ad almeno 10,5° potenziali, poi pressate in un elemento pneumatico e infine fermentate in legno. Soprattutto pièce (205 I) François Frères usate (fino a 15 anni), più qualche botte (dove sono anche conservati i pochi vins de réserve) e alcune anfore da 300 litri di terra- cotta toscana (introdotte nel 2014 soprattutto per il rosé), sempre con soli lieviti indigeni. Dal 2006 la malolattica è sistematicamente svolta al fine di esaltare la complessità. Da notare che la cantina è dotata di finestre in modo che i vini nelle botti "possano sentire le stagioni" prima dell'imbottigliamento, che avviene piuttosto tardi, mentre, al fine di passare quanto più tempo possibile in vigna, il vigneron non ha avuto timore alcuno ad adottare le gyropalette per il rénniage... Benoît Lahaye, infine, produce sulle 50.000 bottiglie annue ed è costantemente affiancato sia dalla moglie Valérie, sia (dal 2014) dal figlio maggiore Valentin, soprattutto in vigna.