TRAVAGLINI

METODO CLASSICO DOSAGGIO ZERO "NEBOLE'" 2020 - TRAVAGLINI

Prezzo di listino €32,90 Prezzo di vendita€41,00risparmi €8,10

Abbinamenti, La struttura del Nebbiolo e la lunga permanenza sui lieviti rendono Nebolé 2020 una bollicina decisamente gastronomica. È magnifico con crudité di pesce, ostriche, sushi, crostacei e tartare, ma la sua acidità e la marcata sapidità lo rendono particolarmente efficace anche con fritture di mare, pesci alla griglia e preparazioni più saporite. Molto interessante con carni bianche, pollo arrosto e piatti leggermente speziati, dove la tensione del vino riesce a pulire il palato senza perdere struttura. Da provare anche con asparagi accompagnati da fonduta, oppure con formaggi di media stagionatura.
Alcol, 12%
Annata, 2020
Denominazione, Vino Spumante di Qualità
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Metodo Classico Dosaggio Zero “Nebolé” 2020 di Travaglini si presenta con un giallo paglierino brillante, percorso da un perlage finissimo, fitto e persistente. Il naso è complesso e progressivo, con mela fresca e pompelmo che incontrano note di crosta di pane, pasticceria, nocciola e frutta secca. Con l’ossigenazione emergono sfumature floreali, leggere sensazioni di caffè e soprattutto una marcata componente minerale, quasi rocciosa, che richiama immediatamente i suoli vulcanici di Gattinara. Al palato è teso, energico e strutturato, con un’acidità incisiva che sostiene una bollicina cremosa e perfettamente integrata. La sapidità cresce progressivamente e domina una chiusura asciutta, verticale e appena amaricante. Il finale è lungo, minerale e persistente, con ritorni di agrumi, nocciola e crosta di pane. Un Metodo Classico di Nebbiolo originale e identitario, capace di mantenere l’austerità del vitigno trasformandola in tensione ed eleganza.

CURIOSITÁ:

Nebolé è uno dei progetti più originali nati intorno al Nebbiolo nell’Alto Piemonte. Travaglini lo produce dal 2010, dopo un lavoro di ricerca condotto tra il 2007 e il 2010 sulla diversa maturazione degli acini all’interno dello stesso grappolo. La particolarità è radicale: vengono raccolte manualmente soltanto le punte dei grappoli di Nebbiolo provenienti dai vigneti più vocati di Gattinara, perché questa parte conserva naturalmente maggiore acidità e caratteristiche particolarmente adatte alla spumantizzazione. Le uve vengono vinificate in bianco con pressatura soffice utilizzando soltanto il mosto di prima spremitura. Il 2020 è Nebbiolo 100%, da vigne allevate a Guyot su terreni di origine vulcanica, con rese intorno ai 65 quintali per ettaro. Dopo la rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico rimane sui lieviti per circa 48 mesi. È un Dosaggio Zero con appena 2,3 g/l di zuccheri residui: nessuna morbidezza artificiale a mascherare acidità, sapidità e carattere roccioso di Gattinara.

Travaglini

Travaglini è uno dei nomi simbolo di Gattinara e dell’Alto Piemonte, una realtà familiare che ha contribuito in maniera decisiva alla valorizzazione del Nebbiolo ai piedi del Monte Rosa. La storia moderna della famiglia inizia negli anni Venti del Novecento, quando Clemente Travaglini comincia a vinificare le uve provenienti dai propri piccoli vigneti e fonda la prima cantina nel centro di Gattinara; dopo di lui prosegue il figlio Arturo, ma la svolta fondamentale arriva nel 1958, quando Giancarlo Travaglini eredita l’azienda e avvia una profonda trasformazione sia in vigneto sia in cantina. Giancarlo comprende con largo anticipo il potenziale di Gattinara e dedica la propria vita allo studio del Nebbiolo e delle differenti parcelle, introducendo nuove pratiche viticole ed enologiche e contribuendo alla crescita qualitativa e alla notorietà internazionale della denominazione. Nello stesso 1958 disegna e brevetta quella che diventerà una delle bottiglie più riconoscibili del vino italiano: la celebre “bottiglia storta” Travaglini, caratterizzata da una particolare curva studiata non soltanto per ragioni estetiche, ma per trattenere naturalmente i sedimenti durante il servizio dei vini più evoluti, mentre il vetro scuro protegge il contenuto dalla luce. Tra il 1958 e il 2004 l’azienda cresce, raggiunge i mercati internazionali e approfondisce sempre più il lavoro sui singoli vigneti; proprio dagli studi condotti in questo periodo nascono etichette destinate a diventare centrali nella storia della cantina, come Gattinara Tre Vigne e Il Sogno. Dal 2004 la guida passa alla quarta generazione rappresentata da Cinzia Travaglini, figlia di Giancarlo, e dal marito Massimo Collauto, che continuano gli investimenti in vigna e in cantina mantenendo intatta la centralità del Nebbiolo; dal 2019 sono entrate stabilmente anche le figlie Alessia e Carolina, quinta generazione della famiglia. Oggi la proprietà comprende 59 ettari, prevalentemente dedicati al Nebbiolo, sulle colline di Gattinara ai piedi del Monte Rosa. È un territorio profondamente diverso dalle Langhe: i suoli sono di antichissima origine vulcanica, rocciosi e ricchi di porfido, granito e ferro, mentre le Alpi proteggono i vigneti dalle correnti più fredde provenienti da nord. Le esposizioni dei versanti, comprese prevalentemente tra sud-est e sud-ovest, e le brezze alpine favoriscono forti escursioni termiche e maturazioni lente, elementi che contribuiscono a definire il carattere del Nebbiolo di Gattinara, generalmente contraddistinto da grande freschezza, tannini fini, note ferrose e minerali e una straordinaria capacità di evoluzione. La filosofia della famiglia parte proprio dalla volontà di intervenire il meno possibile sul vino, cercando di preservare ciò che vigneto e annata hanno prodotto. Le parcelle vengono osservate e vinificate con attenzione alle rispettive caratteristiche e gli affinamenti sono studiati per accompagnare il Nebbiolo senza cancellarne l’identità territoriale. Il Gattinara DOCG rappresenta l’espressione più classica della casa, mentre Gattinara Tre Vigne nasce dall’unione di uve provenienti da tre vigneti differenti, scelti proprio per le caratteristiche complementari dei rispettivi terroir, e si colloca stilisticamente tra il Gattinara tradizionale e la maggiore profondità della Riserva. Il Gattinara Riserva rappresenta invece una delle interpretazioni più longeve e strutturate della produzione, costruita per affrontare lunghi affinamenti e un’evoluzione importante in bottiglia. Il Sogno nasce da un’intuizione completamente differente e utilizza Nebbiolo da uve stramature, mostrando un volto più concentrato e inconsueto del vitigno. La ricerca della famiglia ha portato anche fuori dai confini tradizionali del grande rosso piemontese: Nebolé interpreta infatti il Nebbiolo attraverso il Metodo Classico, dimostrando la capacità della varietà di conservare acidità e tensione anche nella produzione di spumanti di lungo affinamento, mentre Nebbiolo Coste della Sesia DOC propone una lettura più immediata e accessibile del vitigno. Cinzia completa la collezione e rende omaggio alla quarta generazione della famiglia. Sette interpretazioni differenti costruite attorno a un unico grande protagonista, il Nebbiolo, sintetizzano perfettamente la filosofia aziendale. Travaglini rappresenta quindi molto più di una storica cantina di Gattinara: la famiglia ha accompagnato direttamente la rinascita moderna della denominazione, riconosciuta DOC nel 1967 e DOCG nel 1990, continuando a investire in un territorio che per decenni è rimasto lontano dalla notorietà raggiunta dalle Langhe. Dalle prime vinificazioni di Clemente negli anni Venti alla rivoluzione introdotta da Giancarlo nel 1958, fino al lavoro contemporaneo di Cinzia, Massimo, Alessia e Carolina, cinque generazioni hanno costruito la propria identità intorno allo stesso vitigno e alle stesse colline. Oggi Travaglini porta i propri vini in oltre 46 Paesi, ma il centro del progetto rimane Gattinara: 59 ettari, terreni vulcanici, venti del Monte Rosa e Nebbiolo. La celebre bottiglia curva è diventata il simbolo immediatamente riconoscibile della cantina, ma dietro quella forma esiste soprattutto un lavoro iniziato più di un secolo fa e una convinzione rimasta invariata nel tempo: che il Nebbiolo dell’Alto Piemonte, quando interpretato rispettandone territorio, freschezza e naturale eleganza, possa appartenere alle grandi espressioni italiane capaci di attraversare i decenni.