TENUTA SANTACROCE

VENDEMMIA TARDIVA "SIT A MONTUI" (0,50 L) - TENUTA SANTACROCE

Prezzo di listino €35,00

Abbinamenti,
Alcol, 14%
Annata, NV
Denominazione, Vino bianco da tavola
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.50 L
Giudizio 3k, 8/10
Regione, Emilia Romagna (Italia)
Temperatura di servizio, 14/16°
Vitigni, Pignoletto e Albana

CURIOSITÀ:

La Tenuta Santa Croce, con una estensione aziendale di 60 ha di cui 30 vitati, è una delle più importanti del comprensorio. I vigneti, che interessano quasi tutte le tipologie previste dal disciplinare di produzione dei Colli Bolognesi, hanno l’importante caratteristica di essere ubicati a diverse altitudini (da 100 a 250 metri sul livello del mare) e pertanto sono nelle condizioni ideali per ottenere sia vini bianchi dai profumi delicati che vini rossi di corpo e struttura.

Tenuta Santacroce

Dalla volontà della famiglia Chiarli di allargare l’offerta dei vini DOC regionali, già all’inizio degli anni 90, nasce una collaborazione con i piccoli nuclei produttivi nell’area dei Colli Bolognesi. Dopo aver minuziosamente valutato le potenzialità della zona e dei vini prodotti, in particolare quelle del Pignoletto, uva autoctona di grande carattere, viene rilevata la Tenuta Santa Croce a Monteveglio. La grande scommessa è di rendere onore alle caratteristiche peculiari di quest’eccellenza locale tramite il controllo completo del ciclo produttivo di un vino poco conosciuto e non sempre interpretato al meglio, sia dai produttori che dai consumatori.
Non appena acquisita la Tenuta, si è dato inizio a un programma d’investimento riguardante la parte viticola, attraverso il rinnovo di alcuni impianti e la messa a dimora di nuovi vigneti. In seguito sono stati eseguiti importanti aggiornamenti tecnologici agli impianti e alle attrezzature della cantina di vinificazione.    
Nel corso del 2013 è stata completata la costruzione di una nuova cantina sotterranea realizzata al fine di ottenere in modo naturale le condizioni desiderate di affinamento e stoccaggio del vino. 
Oggi la passione che nasce dal contatto quotidiano con un mondo fantastico come quello del vino, ha portato i fratelli Carlo, Stefano e Giorgio Chiarli a valorizzare sia dal punto di vista qualitativo che da quello culturale un’azienda tra le più strutturate della zona.
In effetti, cultura e settore agroalimentare si trovano sempre più legati reciprocamente: consumare i prodotti del proprio territorio con una spesa a volte maggiore rispetto a quelli più globalizzati è frutto di una sensibilità che è la base di un’identità sociale.