ALLEGRINI

CORVINA VERONESE IGT "LA POJA" 2019 CASSA LEGNO - ALLEGRINI

Prezzo di listino €94,50 Prezzo di vendita€115,00risparmi €20,50

Abbinamenti, La struttura e la profondità della Poja 2019 richiedono piatti importanti. È magnifico con arrosti di carne rossa, filetto di manzo, brasati, agnello e selvaggina, ma trova grande sintonia anche con guancia brasata, anatra e preparazioni a lunga cottura. Le note speziate, terrose e balsamiche rendono particolarmente raffinato l’abbinamento con tartufo bianco o nero, mentre la ricchezza del sorso sostiene senza difficoltà formaggi stagionati ma non eccessivamente piccanti. Da provare con un risotto al tartufo, un brasato di manzo o una sella di cervo. È anche una bottiglia capace di reggere perfettamente una degustazione da sola, soprattutto dopo qualche anno di cantina.
Alcol, 13%
Annata, 2019
Denominazione, Corvina Veronese IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Corvina Veronese 100%

NOTE SENSORIALI:

La Corvina Veronese IGT “La Poja” 2019 di Allegrini si presenta con un rosso rubino intenso e luminoso, già capace di mostrare eleganti sfumature evolutive. Il naso è profondo e stratificato, con ciliegia nera, lampone, prugna e pesca rossa che si intrecciano a scorza d’arancia, menta e delicate note floreali. Con l’ossigenazione emergono pepe nero, chiodi di garofano, liquirizia e spezie dolci, accompagnate da sfumature di cioccolato fondente e leggere sensazioni tostate. Al palato è ampio e potente, ma sorprendentemente raffinato: la materia è generosa, sostenuta da freschezza e da una trama tannica fitta, levigata e quasi gessosa. La componente salina mantiene il sorso dinamico e impedisce alla ricchezza del frutto di diventare pesante. Il finale è lunghissimo, speziato e balsamico, con ritorni di ciliegia, cacao e liquirizia. Una Corvina monumentale ma precisa, capace di coniugare concentrazione ed eleganza.

CURIOSITÁ:

La Poja è uno dei vini simbolo di Allegrini e nasce da un’intuizione di Giovanni Allegrini, che nel 1979 decise di piantare esclusivamente Corvina sulla sommità della collina de La Grola, andando contro la tradizione della Valpolicella basata sull’assemblaggio di più varietà. Il vigneto è un piccolo altopiano triangolare di circa 3 ettari a Sant’Ambrogio di Valpolicella, posto a 320 metri con esposizione sud-est. Il suolo, di origine cretacica, è quasi completamente bianco, prevalentemente calcareo e ricchissimo di scheletro: la superficie riflette la luce e favorisce una maturazione particolarmente completa delle uve. Le vigne, oggi oltre i quarant’anni, sono allevate a Guyot con circa 4.240 ceppi per ettaro. La raccolta è manuale e tardiva, con uve portate a piena maturità. Dopo la fermentazione in acciaio, il vino svolge la malolattica in barrique e affina per 20 mesi in barrique nuove di rovere d’Allier, quindi 8 mesi in grandi botti di Slavonia e successivamente in bottiglia. Il 2019 raggiunge 14,5% vol. ed è caratterizzato da grande finezza ed equilibrio.

Allegrini

Allegrini è una delle famiglie che hanno segnato più profondamente la storia moderna della Valpolicella Classica, territorio nel quale la sua presenza è documentata fin dal XVI secolo e dove, generazione dopo generazione, ha costruito un patrimonio viticolo strettamente legato a Fumane e alle colline veronesi. La trasformazione decisiva avviene a partire dagli anni Sessanta con Giovanni Allegrini, figura centrale nella rinascita qualitativa della denominazione: selezione più rigorosa delle uve, maggiore attenzione ai singoli vigneti e introduzione di importanti innovazioni agronomiche ed enologiche cambiano progressivamente il volto della proprietà. Nel 1979 Giovanni acquista La Grola, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, intuendone le straordinarie potenzialità e introducendo anche il sistema di allevamento a Guyot, allora innovativo per la zona; proprio sulla sommità di questa collina decide di piantare esclusivamente Corvina, dando origine a La Poja, destinato a diventare uno dei vini simbolo dell’azienda. L’eredità viene successivamente sviluppata dai figli Franco, Marilisa e Walter, protagonisti di una nuova fase di crescita e affermazione internazionale. Franco, in particolare, imprime un forte impulso alla ricerca enologica, perfezionando la gestione dell’appassimento delle uve destinate ad Amarone e Recioto e introducendo l’utilizzo della barrique accanto alle tradizionali botti di rovere di Slavonia; dalla sua ricerca nasce anche il metodo della doppia fermentazione utilizzato per Palazzo della Torre, nel quale una parte di uve appassite viene impiegata per avviare una seconda fermentazione del vino, aumentando complessità e struttura senza ricorrere al tradizionale ripasso sulle vinacce dell’Amarone. Un altro passaggio fondamentale è la creazione di Terre di Fumane, centro dedicato all’appassimento e alla ricerca sulle tecniche di conservazione delle uve, attraverso il quale Allegrini contribuisce in maniera significativa alla modernizzazione di una delle pratiche più antiche della Valpolicella. Il patrimonio aziendale comprende alcuni dei vigneti più importanti della denominazione, tra Fumane, Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Marano e Mazzurega, con parcelle come La Grola, La Poja, Palazzo della Torre, Fieramonte, Villa Cavarena, Marezzane e Monte dei Galli. La Grola rimane uno dei luoghi più emblematici: si sviluppa tra circa 270 e 320 metri di altitudine, protetta a nord dal Monte Pastello e influenzata dalle correnti provenienti dal Monte Baldo, dalla Valle dell’Adige e dalla vicinanza del Lago di Garda. I terreni argilloso-calcarei, poveri e ricchi di scheletro, limitano naturalmente la vigoria delle piante e favoriscono concentrazione e maturità. Corvina Veronese è il vitigno centrale della filosofia Allegrini, affiancata da Corvinone, Rondinella e Oseleta, e trova la propria interpretazione più radicale proprio ne La Poja, prodotta in purezza dalle uve coltivate sulla parte sommitale della collina. L’Amarone della Valpolicella Classico rappresenta invece la sintesi della grande tradizione dell’appassimento, interpretata attraverso un controllo estremamente preciso della disidratazione e della qualità delle uve; al vertice si colloca Fieramonte, Amarone della Valpolicella Classico Riserva proveniente dall’omonimo vigneto di alta collina a Mazzurega e prodotto soltanto nelle annate ritenute adeguate. Palazzo della Torre esprime un'altra delle intuizioni più riconoscibili della famiglia, mentre La Grola racconta direttamente l’omonima collina attraverso un vino nel quale Corvina e altre varietà autoctone restituiscono struttura, profondità e carattere territoriale. Valpolicella Classico e Valpolicella Classico Superiore completano la lettura della denominazione con interpretazioni più immediate ma sempre fortemente centrate sulla Corvina. Oggi Allegrini sta vivendo un nuovo passaggio generazionale: dopo il riassetto societario avviato tra il 2023 e il 2024, la storica azienda della Valpolicella è controllata e guidata da Francesco, Giovanni e Matteo, figli di Franco Allegrini, insieme alla cugina Silvia, figlia di Walter; Francesco ricopre il ruolo di amministratore delegato, Giovanni segue la cantina ed è Brand Ambassador, mentre Matteo coordina i rapporti con i mercati internazionali. La nuova generazione ha scelto di riportare ancora più nettamente al centro Allegrini e la Valpolicella, separando questo percorso dalle proprietà toscane rimaste invece sotto la guida di Marilisa Allegrini e delle figlie. È un passaggio importante perché apre un nuovo capitolo senza modificare il principio che ha accompagnato l’azienda per decenni: utilizzare innovazione e ricerca non per allontanarsi dalla tradizione, ma per interpretarla con maggiore precisione. Dalla visione di Giovanni alla ricerca di Franco, fino all’attuale generazione, Allegrini ha contribuito concretamente a cambiare la percezione internazionale della Valpolicella, dimostrando che Corvina, appassimento e singoli vigneti possono dare origine non soltanto a vini potenti e maturi, ma a espressioni territoriali capaci di eleganza, profondità e lunghissima evoluzione. La Poja, La Grola, Palazzo della Torre, Amarone e Fieramonte sono così differenti capitoli dello stesso racconto: quello di una famiglia presente in Valpolicella da oltre cinque secoli e diventata uno dei riferimenti fondamentali per comprenderne l’evoluzione moderna.