SORDO GIOVANNI

BARBERA D'ALBA SUPERIORE DOC "MASSUCCHI" 2021 - SORDO

Precio normal €13,90 Precio rebajado€18,00ahorra €4,10

Abbinamenti, La ricchezza del frutto e soprattutto la naturale freschezza della Barbera rendono il Massucchi estremamente versatile a tavola. Si abbina molto bene a tajarin e paste condite con ragù di carne, agnolotti del plin, lasagne, risotti ai funghi e primi piatti dalla buona intensità.
Alcol, 14,5%
Annata, 2021
Denominazione, Barbera d'Alba Superiore DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso e luminoso, appena sfumato verso il granato sull’unghia. Il profilo aromatico è ampio e maturo, dominato da ciliegia nera, mora, prugna e piccoli frutti di bosco, ai quali si aggiungono progressivamente note di viola, spezie dolci, erbe aromatiche e un leggero ricordo di cacao. Il sorso è caldo, pieno e avvolgente, ma conserva quella vivace vena acida che rappresenta uno dei tratti più riconoscibili della Barbera e dona energia all’intera degustazione. La materia è generosa senza risultare pesante, con una trama morbida e un equilibrio ben costruito tra maturità del frutto, freschezza e profondità. Il finale è lungo e persistente, con ritorni di frutta scura, spezie e una piacevole sensazione balsamica che invita nuovamente al sorso.

CURIOSITÁ:

Il “Massucchi” è una delle interpretazioni più personali della Barbera firmate Sordo e prende il nome direttamente dalla borgata Massucchi, nella frazione Perno di Monforte d’Alba, dove si trovano i vigneti destinati a questa etichetta. È prodotto esclusivamente da Barbera coltivata tra i 250 e i 300 metri di altitudine, su esposizioni rivolte a sud e sud-ovest e su terreni costituiti da profonde marne calcaree grigio-bluastre, particolarmente compatte. Le vigne hanno circa trent’anni, sono allevate a controspalliera con potatura Guyot tradizionale e raggiungono una densità di circa 4.500 ceppi per ettaro. Dopo la pigiadiraspatura, Sordo utilizza una lunga macerazione a cappello sommerso che può raggiungere le tre settimane, una tecnica profondamente legata alla tradizione piemontese e pensata per estrarre con gradualità colore, struttura e sostanza. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata tra 28 e 29 °C; il vino rimane successivamente per circa sei mesi in vasche di acciaio e affronta poi dodici mesi di affinamento in grandi botti da 50 ettolitri di rovere di Slavonia. È proprio l’utilizzo di contenitori di grandi dimensioni a caratterizzare lo stile del Massucchi: il legno non deve diventare protagonista, ma accompagnare lentamente l’evoluzione del vino, arrotondandone la struttura senza nascondere il frutto e soprattutto senza sacrificare la naturale freschezza della Barbera. Il vitigno arrivò a diffondersi in maniera importante nelle Langhe nei primi decenni del Novecento, durante la ricostruzione dei vigneti successiva alla fillossera, trovando proprio nella rusticità e nella capacità di adattamento ai terreni locali alcune delle ragioni del suo successo. Nel Massucchi questa storia viene interpretata in una versione decisamente più strutturata e longeva rispetto alla Barbera d’Alba più immediata, mantenendo però intatta la sua anima dinamica e gastronomica.

Sordo Giovanni

Sordo Giovanni è una storica realtà familiare di Castiglione Falletto, nel cuore delle Langhe e della denominazione Barolo, dove la famiglia Sordo coltiva la vite da quattro generazioni. Le origini dell’azienda risalgono ai primi anni del Novecento, ma è con Giuseppe Sordo, nonno dell’attuale generazione, che prende forma il nucleo della proprietà attraverso l’acquisto di alcuni vigneti. Il passaggio decisivo avviene con il figlio Giovanni, che insieme alla moglie Maria amplia progressivamente il patrimonio viticolo e trasforma l’attività familiare in una vera cantina, legando definitivamente il nome Sordo alla produzione di Barolo. Negli anni successivi l’azienda cresce attraverso una scelta particolarmente importante: acquisire parcelle in territori differenti della denominazione invece di concentrare tutte le vigne attorno alla sede di Castiglione Falletto. Questa visione ha permesso alla famiglia di costruire nel tempo un patrimonio straordinariamente articolato, oggi distribuito tra alcuni dei comuni e delle MGA più prestigiosi delle Langhe. La proprietà comprende numerosi ettari vitati e attraversa Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Barolo, La Morra, Novello, Grinzane Cavour e Verduno, creando un vero mosaico attraverso il quale osservare le differenti espressioni del Nebbiolo. È proprio questa diversità a rappresentare il cuore dell’identità di Sordo: lo stesso vitigno viene coltivato su terreni, esposizioni e altitudini differenti e successivamente vinificato separatamente per conservare il carattere delle singole provenienze. Tra le MGA più importanti della famiglia si trovano nomi che appartengono alla storia del Barolo. Monprivato, a Castiglione Falletto, rappresenta uno dei vigneti più prestigiosi del comune ed è capace di dare Nebbiolo di particolare finezza e profondità; Parussi offre un’altra interpretazione dello stesso territorio, generalmente caratterizzata da maggiore struttura e intensità. A Serralunga d’Alba la famiglia possiede vigne in Gabutti, cru celebre per la capacità di generare Barolo austeri, profondi e destinati a lunghe evoluzioni. Monvigliero porta invece nel territorio di Verduno, dove il Nebbiolo assume frequentemente un profilo più floreale, speziato e raffinato, mentre Ravera permette di confrontarsi con una delle MGA più importanti di Novello, caratterizzata da altitudine e freschezza capaci di produrre vini particolarmente tesi e longevi. A questi territori si aggiungono altre parcelle di grande valore, formando una delle collezioni di vigneti più interessanti della denominazione. La possibilità di produrre numerosi Barolo da singola MGA non viene interpretata semplicemente come un modo per ampliare la gamma, ma come uno strumento per raccontare la complessità geografica delle Langhe. Ogni vigneto possiede infatti una propria combinazione di suolo, esposizione e microclima e il lavoro della famiglia consiste nel preservare queste differenze fino alla bottiglia. I terreni cambiano sensibilmente attraversando la denominazione: dalle marne più fini e ricche di componenti calcaree delle zone occidentali fino alle formazioni più antiche e compatte che caratterizzano diversi versanti di Serralunga e Monforte. Queste variazioni contribuiscono a determinare la struttura tannica, la componente aromatica e i tempi di evoluzione del Nebbiolo, permettendo ai Barolo Sordo di diventare quasi una lettura comparata delle diverse anime della denominazione. In vigneto il lavoro è orientato alla ricerca dell’equilibrio naturale delle piante e alla conservazione della fertilità dei terreni. La famiglia dedica particolare attenzione alla gestione del suolo e alla qualità delle uve, partendo dalla convinzione che il carattere di ogni cru debba essere costruito prima di tutto tra i filari. La vendemmia viene effettuata selezionando attentamente i grappoli e rispettando i differenti tempi di maturazione delle singole parcelle, particolarmente importanti in una proprietà distribuita su territori tanto diversi. In cantina l’impostazione rimane legata alla tradizione classica del Barolo. Le vinificazioni sono pensate per estrarre lentamente colore, aromi e tannini dal Nebbiolo, evitando di trasformare la tecnica in protagonista. Un elemento particolarmente caratteristico della cantina è rappresentato dalle grandi botti di rovere utilizzate per i lunghi affinamenti, conservate nelle storiche cantine sotterranee di Castiglione Falletto. Il legno viene considerato soprattutto un recipiente capace di accompagnare l’evoluzione del vino attraverso una lenta ossigenazione, senza imprimere aromi che possano uniformare le differenze tra le singole MGA. È proprio il tempo a svolgere un ruolo fondamentale: il Nebbiolo viene lasciato maturare lentamente affinché tannino, acidità e struttura possano trovare un equilibrio naturale prima dell’imbottigliamento e continuare successivamente la propria evoluzione. Accanto ai Barolo di singola vigna, la famiglia produce una gamma che comprende le principali varietà della tradizione langarola. Nebbiolo, Barbera e Dolcetto mantengono un ruolo importante e permettono di raccontare una cultura agricola più ampia rispetto alla sola denominazione Barolo. La produzione comprende inoltre vini bianchi e altre interpretazioni del territorio, ma il Nebbiolo rimane inevitabilmente il centro attorno al quale ruota l’identità aziendale. Oggi le nuove generazioni della famiglia continuano il percorso iniziato da Giuseppe e sviluppato da Giovanni, custodendo un patrimonio viticolo costruito attraverso decenni di acquisizioni e conoscenza diretta delle colline. Sordo Giovanni rappresenta così una prospettiva particolarmente affascinante sul Barolo: non la storia di una singola vigna o di un solo comune, ma quella di una famiglia che ha scelto di attraversare l’intera denominazione raccogliendo parcelle in territori profondamente differenti. Monprivato, Parussi, Gabutti, Monvigliero, Ravera e le altre grandi vigne diventano le singole voci di questo racconto, unite da una filosofia tradizionale fondata su lunghe maturazioni, grandi botti e rispetto delle caratteristiche di ogni cru. Una cantina capace di trasformare il proprio patrimonio di vigneti in una vera geografia del Barolo, lasciando al Nebbiolo il compito di mostrare quanto profondamente possa cambiare passando da una collina all’altra.