COPPO

BARBERA D'ASTI DOCG "CAMP DU ROUSS" 2023 - COPPO

Precio normal €15,50 Precio rebajado€17,00ahorra €1,50

Abbinamenti, "Camp du Rouss" 2023 è una Barbera profondamente gastronomica, perfetta con la cucina piemontese e con preparazioni succulente capaci di valorizzarne l'acidità. La stessa Coppo suggerisce pasta e fagioli, risotto ai funghi porcini e pollo alla cacciatora; splendidi anche gli abbinamenti con agnolotti al sugo d'arrosto, tajarin al ragù, brasati, arrosti e carni rosse. Molto interessante con salumi e formaggi stagionati, mentre il Gambero Rosso propone un classicissimo bollito misto con le sue salse, abbinamento particolarmente riuscito grazie alla capacità della Barbera di alleggerire la ricchezza della carne.
Alcol, 15%
Annata, 2023
Denominazione, Barbera d'Asti DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice mostra un rosso rubino intenso e brillante, profondo ma ancora attraversato dalla vitalità tipica della Barbera giovane. Il bouquet parte da un nucleo generoso di ciliegia matura, amarena, ribes e prugna, al quale si sovrappongono progressivamente sfumature balsamiche, spezie dolci e una suggestiva sensazione di terra bagnata. L'affinamento in barrique amplia il profilo senza togliere centralità al frutto, introducendo richiami più scuri di liquirizia, cacao e lieve tostatura. In bocca è ricca e strutturata, ma soprattutto dinamica: la generosità del frutto viene continuamente attraversata dalla caratteristica acidità della Barbera, che imprime energia e rende il sorso sorprendentemente agile. La trama tannica è ben integrata, la materia piena e il finale lungo, fresco e fruttato, con ritorni di ciliegia, spezie e sensazioni balsamiche.

CURIOSITÁ:

La Barbera d'Asti DOCG "Camp du Rouss" 2023 di Coppo è una delle etichette storiche della maison di Canelli, prodotta per la prima volta nel 1985 e diventata negli anni una delle interpretazioni più riconoscibili della Barbera secondo lo stile Coppo. Il nome nasconde una curiosità tutta piemontese: "Camp du Rouss" significa letteralmente "campo del rosso", perché la vigna apparteneva un tempo a un uomo corpulento dai capelli rossi, figura che, secondo il racconto tramandato dalla cantina, incuteva persino un certo timore ai bambini del paese. Dietro questo nome quasi giocoso c'è però una Barbera di grande sostanza, ottenuta da Barbera in purezza proveniente dalla zona a sud di Asti. I vigneti si trovano tra 200 e 250 metri di altitudine, con esposizioni sud e sud-ovest, su terreni costituiti da marne argilloso-calcaree con prevalenza di limo. La vendemmia prevede una selezione direttamente in vigna delle uve più sane e mature, raccolte manualmente in cassette da 20 kg. In cantina la macerazione sulle bucce viene accompagnata da rimontaggi brevi e delicati; la fermentazione malolattica viene svolta completamente e il vino affronta poi 12 mesi di affinamento in barrique di rovere francese. Una scelta che ha contribuito storicamente a definire lo stile di Camp du Rouss: la naturale energia acida della Barbera incontra il legno e acquista profondità, struttura e morbidezza senza perdere la propria anima succosa.

Coppo

Coppo è una delle cantine storiche del Piemonte, profondamente legata a Canelli, territorio simbolo della viticoltura astigiana e luogo nel quale la famiglia ha costruito la propria identità attraverso oltre un secolo di storia. Fondata nel 1892 da Piero Coppo, l’azienda nasce in un periodo di grande fermento per l’enologia piemontese e cresce progressivamente fino a diventare uno dei nomi storici della zona, attraversando generazioni, cambiamenti del mercato e profonde trasformazioni della viticoltura italiana. Fin dalle origini, la storia di Coppo è strettamente intrecciata con quella di Canelli, città che rappresenta uno dei luoghi fondamentali per la nascita e lo sviluppo della tradizione spumantistica italiana. Nel corso del Novecento la famiglia amplia l’attività e consolida la propria presenza, costruendo un patrimonio di conoscenze che passa di generazione in generazione e che trova nelle colline circostanti il proprio punto di riferimento. Uno degli elementi più affascinanti della proprietà si trova però sotto la cantina. Coppo custodisce infatti una parte delle spettacolari Cattedrali Sotterranee di Canelli, antiche gallerie scavate nel tufo che si sviluppano nel sottosuolo e raggiungono profondità considerevoli. Realizzate e ampliate nel corso del tempo per garantire condizioni naturali ideali alla conservazione e all’affinamento, queste cantine costituiscono oggi uno straordinario patrimonio storico. Dal 2014, le Cattedrali Sotterranee di Canelli e il paesaggio vitivinicolo circostante fanno parte del sito “Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO. Per Coppo non si tratta semplicemente di un luogo di grande fascino, ma della testimonianza concreta di oltre un secolo di cultura enologica e del rapporto indissolubile tra la cantina e Canelli. Un momento decisivo nella storia moderna dell’azienda arriva tra gli anni Settanta e Ottanta, quando la nuova generazione della famiglia intraprende un importante percorso di rinnovamento. La cantina sceglie di valorizzare con maggiore decisione le potenzialità qualitative della Barbera, in un periodo nel quale questo vitigno era ancora spesso considerato principalmente una varietà destinata a produzioni quotidiane. Attraverso selezione delle vigne, rese più contenute e affinamenti più ambiziosi, Coppo contribuisce al processo che porterà la Barbera piemontese a conquistare una nuova considerazione qualitativa. Parallelamente, la cantina mantiene il proprio legame con la storica vocazione di Canelli e con le altre varietà che caratterizzano il patrimonio viticolo piemontese. Questa capacità di muoversi tra tradizione e ricerca diventa nel tempo uno dei tratti distintivi dell’azienda: rispettare ciò che le generazioni precedenti hanno costruito senza rinunciare a evolvere. Il patrimonio viticolo si sviluppa tra le colline del Monferrato, in un mosaico di vigneti, esposizioni e terreni differenti. La gestione agronomica è orientata alla conoscenza delle singole parcelle e alla ricerca di equilibrio, con una crescente attenzione alla sostenibilità e alla tutela di un paesaggio che rappresenta parte integrante dell’identità aziendale. Per oltre 120 anni, Coppo è rimasta sotto la conduzione della famiglia fondatrice. Nel 2021 si apre un nuovo capitolo con l’ingresso della famiglia Latorre, chiamata a raccogliere e proseguire questo importante patrimonio. Il cambiamento di proprietà non modifica il legame con Canelli né l’identità storica della casa: l’obiettivo dichiarato è preservarne l’eredità e accompagnarla verso una nuova fase di sviluppo. Oggi Coppo rappresenta molto più di una semplice cantina piemontese. La sua storia attraversa oltre 130 anni di viticoltura, dalla fondazione di Piero Coppo nel 1892 fino alla contemporaneità, mantenendo Canelli come punto fermo. Le sue Cattedrali Sotterranee, il rapporto storico con la Barbera e il lungo percorso attraverso generazioni differenti ne fanno una delle realtà che meglio testimoniano l’evoluzione dell’enologia del Monferrato. È proprio questa continuità tra storia, territorio e innovazione a definire Coppo: una cantina nata alla fine dell’Ottocento, cresciuta nelle profondità delle proprie cantine scavate nel tufo e arrivata fino a oggi conservando un patrimonio che appartiene non soltanto all’azienda, ma alla stessa storia vitivinicola di Canelli e del Piemonte.