VIETTI

BAROLO DOCG "ROCCHE DI CASTIGLIONE" 2018 - VIETTI

Precio normal €159,00 Precio rebajado€195,00ahorra €36,00

Abbinamenti, La finezza non deve trarre in inganno: Rocche di Castiglione 2018 possiede struttura sufficiente per accompagnare piatti importanti come brasato al Barolo, filetto e arrosti di manzo, agnello, cervo, capriolo e selvaggina. Magnifico con tajarin al ragù, agnolotti del plin, funghi porcini e soprattutto tartufo bianco d’Alba, capace di dialogare con le sfumature floreali, terrose e balsamiche che il Nebbiolo sviluppa con l’evoluzione. Splendido anche con Parmigiano Reggiano, Castelmagno e grandi formaggi stagionati.
Alcol, 14,5%
Annata, 2018
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Vegano
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice mostra un rosso rubino-granato luminoso e trasparente, immediatamente riconducibile al Nebbiolo. Il bouquet è di straordinaria finezza e richiede tempo per mostrare tutta la propria complessità: ciliegia rossa, lampone e piccoli frutti maturi incontrano petali di rosa, fiori essiccati e camomilla, mentre una bellissima componente agrumata richiama mandarino e arancia sanguinella. Con l’ossigenazione arrivano liquirizia, erbe officinali, spezie fini e sfumature balsamiche, fino a sensazioni più profonde di sottobosco e tartufo che possono emergere con l’evoluzione. Al palato è il carattere di Rocche di Castiglione a prendere definitivamente il sopravvento: il vino è profondo ma incredibilmente elegante, con tannini fitti e presenti che possiedono una trama finissima, quasi setosa. La freschezza attraversa tutto il sorso e dona verticalità a una materia importante, mentre frutto rosso, agrume ed erbe aromatiche accompagnano una progressione lunghissima. Non c’è pesantezza, né ricerca della dolcezza: tutto è costruito attorno a tensione, equilibrio e precisione. Il finale è persistente, floreale, speziato e minerale.

CURIOSITÁ:

Il Barolo “Rocche di Castiglione” 2018 di Vietti nasce da uno dei vigneti più storici, prestigiosi e spettacolari dell’intera denominazione, una ripida dorsale nel territorio di Castiglione Falletto che da generazioni rappresenta un riferimento assoluto per il Nebbiolo. La parcella di Vietti si trova intorno ai 330 metri di altitudine, con esposizione meridionale e vecchie viti provenienti da impianti storici del 1950 e 1968; documentazioni relative al 2018 riportano inoltre la presenza di ceppi risalenti al 1940. Il terreno è uno degli elementi determinanti: marne gialle, grigie e bluastre con un’importante componente sabbiosa, riconducibili alle Marne di Sant’Agata Fossili e alle Arenarie di Diano. Sono suoli relativamente sciolti e poveri, capaci di generare Nebbiolo di straordinaria finezza aromatica, tannini cesellati e una caratteristica eleganza che distingue Rocche da cru più potenti e muscolari. Vietti interpreta questo patrimonio con una vinificazione profondamente tradizionale: lunga permanenza sulle bucce, utilizzo del cappello sommerso e circa 30 mesi in botti di rovere. Il 2018 assume un fascino particolare perché l’annata, meno opulenta rispetto ad altre vendemmie vicine, ha esaltato proprio il lato più raffinato e trasparente del cru. Ne nasce un Barolo che non ha bisogno di impressionare attraverso la forza: la sua grandezza risiede nella precisione, nella tessitura tannica e nella capacità di trasformare un vigneto storico in pura eleganza.

Vietti
Vignaioli da quattro generazioni, fu Carlo Vietti a fondare la cantina alla fine del XIX secolo, nel comune di Castiglione Falletto, nel cuore delle Langhe.
Agli inizi del '900, il figlio Mario iniziò a vendere i Barolo che avevano cominciato a produrre, focalizzando l'azienda di famiglia esclusivamente sull'attività vitivinicola.
A partire dagli anni '60, è la figlia Lucia, assieme al marito enologo Alfredo Currado, a portare avanti il lavoro della cantina Vietti, concentrandosi sempre più su una produzione di qualità elevata, e posizionando l’azienda tra le migliori delle Langhe, iniziando sin da allora a esportare i propri prodotti su importanti mercati stranieri come quello tedesco, svizzero e americano. Alfredo peraltro fu il primo a vinificare separatamente i singoli vigneti, in un'epoca come quella degli anni '60 in cui il Barolo non era concepito come un vino da singoli ""cru"", bensì nasceva dalla vinificazione di tutte le vigne assieme. L'altra grande visione pionieristica di Alfredo è stata quella di valorizzare l'arneis, vitigno autoctono a lungo dimenticato dai produttori della zona: la cantina ha iniziato a vinificarlo in purezza, e così hanno fatto altri produttori in seguito, portando oggi l'arneis a essere l'uva a bacca bianca più importante del territorio.
Nel 1970 Luciana e Alfredo, grandi appassionati d’arte, grazie all’amicizia con alcuni artisti, iniziano a cambiare il volto delle loro etichette. Dal 2000, col ritiro dall’attività dei genitori, Mario Cordero e Luca Currado acquisiscono l’intera proprietà aziendale continuando l’attività produttiva sempre nel più grande rispetto della tradizione ma con mentalità aperta ed evolutiva, nella ricerca della massima qualità e piacere del vino. Dai 35 ettari vitati di proprietà sono prodotti il Dolcetto e la Barbera “TreVigne”, l’Arneis e il Moscato d’Asti Cascinetta, i “cru” Rocche, Brunate, Lazzarito, Ravera e Riserva Villero nel Barolo, Masseria nel Barbaresco, Scarrone e Vigna Vecchia nel Barbera d’Alba, e, dal 1996, La Crena nel Barbera d’Asti.