CHATEAU DE CRANNE

BORDEAUX ROUGE ABC BIO "DOMPTER LA BÊTE!" 2022 - CHATEAU DE CRANNE

Precio normal €12,00 Precio rebajado€16,00ahorra €4,00

Abbinamenti, Il carattere succoso e i tannini morbidi di Dompter la Bête! 2022 lo rendono estremamente versatile e adatto a una cucina informale e conviviale. È ideale con hamburger, grigliate, costine, salsiccia e carni rosse alla brace, ma accompagna molto bene anche pollo arrosto, maiale, polpette e carni bianche saporite. La freschezza del sorso permette ottimi accostamenti con taglieri di salumi, paté e formaggi di media stagionatura, mentre il frutto del Merlot lo rende piacevole anche con lasagne, paste al ragù e piatti mediterranei a base di pomodoro.
Alcol, 12,5%
Annata, 2022
Denominazione, Bordeaux ABC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Bordeaux (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, 80% Merlot e 20% Cabernet Sauvignon

NOTE SENSORIALI:

Il Bordeaux Rouge Bio “Dompter la Bête!” 2022 di Château de Cranne si presenta con un rosso rubino intenso, attraversato da leggere sfumature granate. Il naso è generoso e immediato, con fragola, lampone e ribes nero in primo piano, seguiti da mora e piccoli frutti scuri. Con l’ossigenazione emergono note più sottili di rosa canina, alloro, pepe ed erbe aromatiche, che aggiungono complessità senza togliere spazio alla freschezza del frutto. Al palato è morbido, carnoso e succoso, con una struttura equilibrata e tannini delicati che rendono il sorso particolarmente scorrevole. La componente fruttata rimane protagonista, sostenuta da una piacevole freschezza e da una leggera speziatura che accompagna tutta la progressione. Il finale è pulito, armonioso e persistente, con ritorni di frutti rossi e neri ed erbe mediterranee. Un Bordeaux moderno e conviviale, lontano dalle interpretazioni più austere della regione e costruito soprattutto su frutto, freschezza e immediatezza.

CURIOSITÀ:

Dompter la Bête! 2022 nasce da un assemblaggio di 80% Merlot e 20% Cabernet Sauvignon coltivati biologicamente su terreni argilloso-calcarei e argilloso-ghiaiosi del territorio di Château de Cranne, a Donzac, sulla riva destra della Garonna. La vinificazione privilegia freschezza e purezza del frutto: dopo la selezione delle uve, la macerazione si svolge a temperature relativamente basse e controllate, mentre fermentazione e successiva evoluzione avvengono in vasche di acciaio inox termoregolate, senza ricercare un’impronta evidente del legno. Dietro il progetto c’è Vincent Lacoste, sesta generazione di una famiglia presente a Cranne dal 1856 e alla guida della proprietà dal 2005; nel 2009 ha ottenuto la certificazione biologica dell’azienda, perseguendo uno stile sempre meno costruito e più orientato alla freschezza. Anche l’immagine della cuvée racconta la personalità del progetto: Dompter la Bête! appartiene alla collezione illustrata da Nono, artista, amico della famiglia ed ex vendemmiatore della tenuta. Vincent, ex giocatore e allenatore di rugby, ama inoltre mettere in parallelo il vino e lo sport: preparazione, lavoro di squadra e pazienza prima di riuscire, appunto, a “domare la bestia”.

Chateau De Cranne

Château de Cranne è una storica proprietà familiare di Donzac, nel cuore del vigneto bordolese, dove la famiglia Lacoste coltiva la vite da sei generazioni. Le origini della tenuta vengono fatte risalire al 1856, quando gli antenati della famiglia acquistarono una casa circondata da alcuni filari di varietà bianche sulle alture di Donzac, dando inizio a un percorso che nel tempo avrebbe progressivamente ampliato vigneti e produzione. Oggi il volto di Château de Cranne è Vincent Lacoste, sesta generazione della famiglia, che assume la guida della proprietà nel 2005 e imprime alla cantina una svolta decisiva. La sua formazione agronomica e le esperienze maturate nel mondo del vino lo portano a osservare il patrimonio ricevuto con uno sguardo nuovo, cercando di conciliare la tradizione bordolese con una viticoltura più rispettosa dell’ambiente e una grande libertà nella sperimentazione. Una delle prime decisioni fondamentali riguarda proprio il vigneto: Vincent avvia la conversione verso l’agricoltura biologica e Château de Cranne ottiene la certificazione nel 2009, diventando parte di quella generazione di aziende che hanno contribuito a mostrare un volto differente di Bordeaux, meno dipendente dalla chimica di sintesi e maggiormente concentrato sulla vitalità dei terreni. La proprietà si sviluppa oggi su diverse decine di ettari e dispone di un mosaico di parcelle dalle caratteristiche differenti, con terreni nei quali argille, componenti calcaree e graves permettono di lavorare numerose varietà e produrre vini molto diversi tra loro. La posizione sulle colline di Donzac, nella parte sud-orientale del vigneto bordolese, consente inoltre alla famiglia di confrontarsi con denominazioni differenti, tra cui Cadillac Côtes de Bordeaux e Loupiac. Quest’ultima rappresenta uno dei volti storici della proprietà: sulle colline affacciate verso la Garonna, il Sémillon trova condizioni particolarmente favorevoli alla produzione di vini dolci, grazie anche alle nebbie autunnali che possono favorire lo sviluppo della Botrytis cinerea e permettere una progressiva concentrazione degli acini. Château de Cranne conserva questa tradizione, ma ciò che distingue maggiormente il percorso contemporaneo di Vincent è la volontà di non fermarsi alle formule classiche di Bordeaux. Accanto a Merlot, Cabernet Sauvignon, Sémillon, Sauvignon e Malbec, il vigneto si è progressivamente aperto a varietà resistenti e meno convenzionali come Artaban, Floréal, Muscaris, Sauvignier Gris, Vidoc e Voltis. Sono uve che permettono di ridurre sensibilmente la necessità di trattamenti fitosanitari e rappresentano per Vincent uno degli strumenti attraverso cui immaginare la viticoltura del futuro in un contesto segnato dal cambiamento climatico. La sperimentazione non viene quindi utilizzata come semplice esercizio stilistico, ma nasce da domande concrete: quali varietà potranno adattarsi meglio alle condizioni climatiche future, come diminuire ulteriormente gli interventi in vigneto e in che modo Bordeaux può evolvere senza perdere il proprio rapporto con il territorio. Questa curiosità continua naturalmente in cantina. Vincent produce rossi, bianchi, rosati, vini dolci e macerati, affiancando le denominazioni tradizionali a cuvée più libere nelle quali può sperimentare varietà, vinificazioni e assemblaggi differenti. Fermentazioni spontanee, interventi contenuti e una ricerca orientata verso vini più immediati e territoriali convivono con una conoscenza tecnica precisa, evitando di trasformare il concetto di naturale in una semplice scelta estetica. Alcune cuvée nascono da singole varietà poco diffuse, altre esplorano macerazioni sulle bucce o interpretazioni contemporanee del Bordeaux rosso, mostrando una cantina che preferisce interrogarsi continuamente piuttosto che ripetere un modello produttivo immutabile. Anche l’identità visiva delle bottiglie riflette questa libertà. Vincent collabora con artisti, illustratori e persone incontrate durante il proprio percorso, affidando alle etichette il compito di tradurre graficamente emozioni, esperienze e idee legate alle singole cuvée. Il risultato è un'immagine decisamente distante dalla rappresentazione più classica dello château bordolese: colorata, contemporanea e talvolta provocatoria, ma sempre collegata a ciò che accade nel vigneto e in cantina. Dietro questa dimensione creativa rimane però una storia agricola che attraversa sei generazioni. Vincent non ha cercato di cancellare il patrimonio ricevuto, ma di utilizzarlo come punto di partenza per costruire una propria interpretazione. Il Sémillon di Loupiac e i tradizionali assemblaggi bordolesi convivono così con varietà resistenti, vini macerati e cuvée sperimentali, mentre l’agricoltura biologica costituisce il filo conduttore dell’intera produzione. Anche l’apertura della proprietà all’enoturismo e alle esperienze legate al vino riflette questa volontà di rendere il vigneto un luogo vivo, capace di raccontare direttamente il lavoro agricolo e le scelte che stanno dietro ogni bottiglia. Château de Cranne rappresenta così un Bordeaux meno convenzionale e particolarmente dinamico: una tenuta familiare nata nell’Ottocento che, invece di utilizzare la propria storia come motivo per rimanere immobile, ha scelto di trasformarla in una base dalla quale sperimentare. Con Vincent Lacoste la sesta generazione guarda apertamente al futuro, mettendo insieme agricoltura biologica, varietà tradizionali e resistenti, denominazioni storiche e vinificazioni più libere. Un progetto nel quale innovare non significa rinnegare Bordeaux, ma interrogarsi continuamente su come preservarne i vigneti e l’identità in un mondo agricolo che sta cambiando rapidamente.