ROCCA BATTISTA

LANGHE NEBBIOLO DOC 2021 - ROCCA BATTISTA

Precio normal €16,60 Precio rebajado€20,00ahorra €3,40

Abbinamenti, La freschezza e la finezza tannica del Langhe Nebbiolo 2021 lo rendono particolarmente versatile a tavola. È perfetto con vitello tonnato, battuta di Fassona, carne cruda all'albese e salumi piemontesi, ma accompagna magnificamente anche tajarin al ragù, agnolotti del plin e risotti ai funghi. Con piatti di carne trova ottimi compagni nel coniglio arrosto, nella faraona, nel vitello e nelle preparazioni alla griglia non eccessivamente elaborate. Molto interessante anche con funghi porcini e formaggi di media stagionatura, capaci di dialogare con le sfumature più terrose e speziate del Nebbiolo.
Alcol, 14%
Annata, 2021
Denominazione, Langhe Nebbiolo DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Langhe Nebbiolo 2021 di Rocca fu Battista nasce a Barbaresco e racconta il Nebbiolo attraverso un'espressione giovane, fragrante e profondamente legata alle colline da cui proviene. È un rosso che non cerca la potenza, ma punta sulla finezza del frutto e sulla naturale eleganza della varietà. Nel calice mostra un luminoso rosso rubino con leggere sfumature granate. Il bouquet si apre su ciliegia, lampone e fragolina di bosco, per poi lasciare spazio ai tratti più classici del Nebbiolo: rosa, violetta, erbe aromatiche e una delicata speziatura. Con l'ossigenazione emergono sfumature più profonde di sottobosco, terra e spezie fini. In bocca è slanciato e succoso, sostenuto da una freschezza vivace e da tannini presenti ma ben proporzionati alla struttura. Il finale rimane pulito e persistente, alternando ritorni di frutto rosso, fiori e sensazioni leggermente balsamiche. Un Nebbiolo dalla forte impronta langarola, capace di combinare carattere e grande piacevolezza di beva.

CURIOSITÁ:

Il vino è ottenuto da Nebbiolo in purezza e porta con sé soprattutto una bellissima storia familiare. L'azienda nasce originariamente nel 1957 a Barbaresco con i fratelli Rocca, figli di Battista, agricoltore del paese che già produceva vino per la propria famiglia. Il vino arrivava anche a Torino, dove veniva servito nella trattoria di famiglia, la Trattoria da Angiolina. Dopo la separazione dei fratelli l'attività proseguì con Giovanni Rocca fino al 1996, quando la cantina cessò la produzione, anche se una parte dei vigneti rimase alla famiglia. È soltanto nel 2020 che i nipoti Stefano e Nora decidono di raccogliere quell'eredità e riportare in vita l'azienda, tornando a produrre proprio negli stessi locali utilizzati dal nonno. Oggi lavorano piccoli appezzamenti tra Barbaresco e Trezzo Tinella, con vigneti di Nebbiolo e Barbera e una produzione complessiva estremamente contenuta: appena 4.200 bottiglie all'anno. Questo Langhe Nebbiolo 2021 assume quindi un significato particolare: appartiene alle primissime vendemmie della rinascita di Rocca fu Battista ed è l'espressione di un progetto minuscolo che ha scelto di ripartire dalle vigne e dalla storia della propria famiglia.

Rocca Battista

Rocca fu Battista è una minuscola realtà familiare di Barbaresco che racchiude una storia iniziata molto prima della sua recente rinascita. Le origini risalgono alla famiglia Rocca e in particolare a Battista, agricoltore di Barbaresco che già produceva vino destinato al consumo familiare. Nel 1957 i figli, guidati da Giovanni Rocca, fondano l’azienda agricola “F.lli Rocca fu Battista”, coltivando vigneti principalmente nel comune di Barbaresco e producendo Barbaresco, Nebbiolo, Barbera e Dolcetto. Una parte importante dei vini trova mercato a Torino e in Piemonte e viene servita anche nella trattoria di famiglia, la “Trattoria da Angiolina” di via Vittorio Emanuele a Torino, creando un curioso legame tra le colline di Barbaresco e la città. Dopo la separazione dei fratelli l’attività continua con Giovanni sotto il nome di Azienda Agricola Rocca Giovanni, fino al 1996, anno dell’ultima vendemmia prima della chiusura della cantina. La produzione si interrompe per una generazione, ma una parte fondamentale del patrimonio viene preservata: i vigneti rimangono alla famiglia. È proprio da queste vigne che, quasi venticinque anni più tardi, prende forma una nuova storia. Nel 2020 Stefano e Nora, nipoti di Giovanni, decidono di riportare in vita l’attività del nonno fondando nuovamente Rocca fu Battista e scegliendo di lavorare negli stessi locali di Strada Giro della Valle a Barbaresco dove la famiglia produceva vino in passato. Più che la nascita di una nuova cantina, il loro progetto rappresenta quindi il recupero di una storia interrotta, con la volontà di conservare vigne, memoria e identità familiare. Le dimensioni sono volutamente piccolissime: la famiglia possiede circa 6.000 metri quadrati di Nebbiolo da Barbaresco nel comune di Barbaresco e ulteriori vigneti a Trezzo Tinella dedicati a Nebbiolo e Barbera, per una produzione complessiva che si aggira intorno alle 4.200 bottiglie all’anno. Il cuore qualitativo della proprietà si trova però nelle MGA Ronchi e Secondine, due differenti espressioni del territorio di Barbaresco dalle quali nascono i vini più rappresentativi della cantina. Secondine è una piccola parcella caratterizzata da un sottosuolo prevalentemente limoso e dà origine a un Barbaresco nel quale la famiglia ricerca soprattutto finezza, eleganza e precisione. Ronchi presenta invece condizioni differenti, con un terreno scosceso, marnoso e calcareo e una minore presenza di argilla, traducendosi in un Nebbiolo generalmente più profondo, materico e strutturato. È proprio il confronto tra questi due Barbaresco a rappresentare uno degli aspetti più interessanti del progetto: stessa varietà, stessa famiglia e distanze relativamente contenute, ma personalità differenti determinate dalla posizione e dalla composizione dei terreni. Le uve vengono vinificate separatamente e il percorso di affinamento privilegia recipienti capaci di accompagnare il Nebbiolo senza cancellare le caratteristiche della singola vigna, utilizzando acciaio per la fermentazione e legno per la successiva maturazione. La produzione estremamente limitata permette a Stefano e Nora di seguire direttamente ogni passaggio e conserva alla cantina una dimensione quasi domestica, molto vicina a quella delle piccole aziende che hanno costruito storicamente il paesaggio viticolo delle Langhe. Rocca fu Battista rappresenta così un caso particolare nel panorama contemporaneo di Barbaresco: una cantina antica e giovanissima allo stesso tempo. Antica perché le sue radici risalgono a Battista Rocca e alla successiva attività avviata dai figli nel 1957; giovane perché Stefano e Nora hanno ricominciato a produrre soltanto nel 2020, dopo quasi un quarto di secolo di silenzio. Ronchi e Secondine sono oggi le due voci attraverso cui questa storia familiare è tornata a esprimersi, con poche migliaia di bottiglie e una filosofia che mette al centro il Nebbiolo e le differenze tra le singole vigne. Un ritorno alle origini che non cerca di ricostruire nostalgicamente il passato, ma di continuare esattamente dal punto in cui la generazione precedente si era fermata, riportando il nome Rocca fu Battista sulle bottiglie di Barbaresco.