COPPO

METODO CLASSICO BRUT ROSÉ "CLELIA COPPO" 2022 - COPPO

Precio normal €31,90 Precio rebajado€41,00ahorra €9,10

Abbinamenti, La combinazione tra freschezza, sapidità e maggiore vinosità del Pinot Nero rende Clelia molto più di un semplice rosé da aperitivo. È magnifico con ostriche, scampi, gamberi, tartare di tonno, ricciola, carpacci e pesce marinato, ma sorprende soprattutto con preparazioni di carne: una tartare di Fassona è probabilmente uno degli abbinamenti più interessanti, perché il frutto rosso dialoga con la dolcezza della carne mentre acidità e bollicina ripuliscono il palato. Coppo suggerisce anche carni alla griglia e piccione in casseruola, confermando la vocazione decisamente gastronomica di questa cuvée; perfetto inoltre con zuppe di crostacei, piccoli fritti e salumi delicati.
Alcol, 12,5%
Annata, 2022
Denominazione, Vino spumante di qualità
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, 95% Chardonnay e 5% Pinot Nero vinificato in rosso

NOTE SENSORIALI:

Nel calice il Clelia Coppo 2022 mostra un affascinante rosa buccia di cipolla dai delicati riflessi ramati, attraversato da un perlage fine, continuo e persistente. Il naso parte sulla fragranza dei piccoli frutti rossi, con lampone, ribes e fragolina appena accennati, per aprirsi progressivamente verso scorza di agrume, fiori secchi e le eleganti sensazioni di crosta di pane sviluppate durante la permanenza sui lieviti. Sul fondo emerge una componente minerale che rende il profilo più serio e profondo. In bocca è fresco e preciso, ma non esile: lo Chardonnay costruisce tensione ed eleganza, mentre la piccola percentuale di Pinot Nero vinificato in rosso aggiunge una sfumatura più vinosa e succosa. La spuma è cremosa e perfettamente integrata, la freschezza attraversa tutto il sorso e una decisa sapidità accompagna la progressione fino alla chiusura. Il finale è asciutto, lungo e pulito, con ritorni di frutto rosso, agrume, pane e mineralità. È un rosé che non cerca morbidezza o immediatezza aromatica a tutti i costi: finezza, freschezza e tensione gastronomica sono il centro della sua personalità.

CURIOSITÁ:

Il Metodo Classico Brut Rosé "Clelia Coppo" 2022 di Coppo è una delle produzioni più particolari e limitate della storica cantina di Canelli, nata nel 1892 e profondamente legata alla tradizione spumantistica piemontese. Prodotto per la prima volta nel 2005, Clelia nasce da un assemblaggio decisamente originale: 95% Chardonnay e appena 5% Pinot Nero vinificato in rosso. È proprio questa piccola quota di Pinot Nero a definire il colore e a regalare al vino quella sottile anima di piccoli frutti rossi che accompagna la struttura dello Chardonnay. Le uve provengono da vigneti posti tra 270 e 450 metri di altitudine, con esposizioni est-ovest, allevati a Guyot su marne calcareo-sabbiose. La raccolta è manuale, con selezione in vigneto dei grappoli più sani e maturi e utilizzo di piccole cassette da 20 kg. Ma è soprattutto la presa di spuma a rendere Clelia un'etichetta fuori dagli schemi: Coppo utilizza un particolare procedimento ispirato al metodo ancestrale, sfruttando gli zuccheri residui del vino per sviluppare la rifermentazione in bottiglia, anziché cercare la bollicina attraverso una costruzione aromatica invasiva. Seguono 24 mesi di affinamento in bottiglia a contatto con i lieviti, fondamentali per trasformare la freschezza originaria del frutto in una trama più fine, cremosa e complessa. Una produzione volutamente limitata, quasi una piccola rarità all'interno della gamma Coppo, dove l'eleganza dello Chardonnay incontra il carattere vinoso del Pinot Nero.

Coppo

Coppo è una delle cantine storiche del Piemonte, profondamente legata a Canelli, territorio simbolo della viticoltura astigiana e luogo nel quale la famiglia ha costruito la propria identità attraverso oltre un secolo di storia. Fondata nel 1892 da Piero Coppo, l’azienda nasce in un periodo di grande fermento per l’enologia piemontese e cresce progressivamente fino a diventare uno dei nomi storici della zona, attraversando generazioni, cambiamenti del mercato e profonde trasformazioni della viticoltura italiana. Fin dalle origini, la storia di Coppo è strettamente intrecciata con quella di Canelli, città che rappresenta uno dei luoghi fondamentali per la nascita e lo sviluppo della tradizione spumantistica italiana. Nel corso del Novecento la famiglia amplia l’attività e consolida la propria presenza, costruendo un patrimonio di conoscenze che passa di generazione in generazione e che trova nelle colline circostanti il proprio punto di riferimento. Uno degli elementi più affascinanti della proprietà si trova però sotto la cantina. Coppo custodisce infatti una parte delle spettacolari Cattedrali Sotterranee di Canelli, antiche gallerie scavate nel tufo che si sviluppano nel sottosuolo e raggiungono profondità considerevoli. Realizzate e ampliate nel corso del tempo per garantire condizioni naturali ideali alla conservazione e all’affinamento, queste cantine costituiscono oggi uno straordinario patrimonio storico. Dal 2014, le Cattedrali Sotterranee di Canelli e il paesaggio vitivinicolo circostante fanno parte del sito “Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO. Per Coppo non si tratta semplicemente di un luogo di grande fascino, ma della testimonianza concreta di oltre un secolo di cultura enologica e del rapporto indissolubile tra la cantina e Canelli. Un momento decisivo nella storia moderna dell’azienda arriva tra gli anni Settanta e Ottanta, quando la nuova generazione della famiglia intraprende un importante percorso di rinnovamento. La cantina sceglie di valorizzare con maggiore decisione le potenzialità qualitative della Barbera, in un periodo nel quale questo vitigno era ancora spesso considerato principalmente una varietà destinata a produzioni quotidiane. Attraverso selezione delle vigne, rese più contenute e affinamenti più ambiziosi, Coppo contribuisce al processo che porterà la Barbera piemontese a conquistare una nuova considerazione qualitativa. Parallelamente, la cantina mantiene il proprio legame con la storica vocazione di Canelli e con le altre varietà che caratterizzano il patrimonio viticolo piemontese. Questa capacità di muoversi tra tradizione e ricerca diventa nel tempo uno dei tratti distintivi dell’azienda: rispettare ciò che le generazioni precedenti hanno costruito senza rinunciare a evolvere. Il patrimonio viticolo si sviluppa tra le colline del Monferrato, in un mosaico di vigneti, esposizioni e terreni differenti. La gestione agronomica è orientata alla conoscenza delle singole parcelle e alla ricerca di equilibrio, con una crescente attenzione alla sostenibilità e alla tutela di un paesaggio che rappresenta parte integrante dell’identità aziendale. Per oltre 120 anni, Coppo è rimasta sotto la conduzione della famiglia fondatrice. Nel 2021 si apre un nuovo capitolo con l’ingresso della famiglia Latorre, chiamata a raccogliere e proseguire questo importante patrimonio. Il cambiamento di proprietà non modifica il legame con Canelli né l’identità storica della casa: l’obiettivo dichiarato è preservarne l’eredità e accompagnarla verso una nuova fase di sviluppo. Oggi Coppo rappresenta molto più di una semplice cantina piemontese. La sua storia attraversa oltre 130 anni di viticoltura, dalla fondazione di Piero Coppo nel 1892 fino alla contemporaneità, mantenendo Canelli come punto fermo. Le sue Cattedrali Sotterranee, il rapporto storico con la Barbera e il lungo percorso attraverso generazioni differenti ne fanno una delle realtà che meglio testimoniano l’evoluzione dell’enologia del Monferrato. È proprio questa continuità tra storia, territorio e innovazione a definire Coppo: una cantina nata alla fine dell’Ottocento, cresciuta nelle profondità delle proprie cantine scavate nel tufo e arrivata fino a oggi conservando un patrimonio che appartiene non soltanto all’azienda, ma alla stessa storia vitivinicola di Canelli e del Piemonte.