NIZZA DOCG "POMOROSSO" 2021 - COPPO
Abbinamenti, Un Nizza di questa struttura merita piatti importanti. Il Pomorosso 2021 è magnifico con brasato al Barbera, guancia di manzo, bollito misto piemontese, arrosti, selvaggina, cinghiale e grandi carni rosse alla brace. Splendido anche con agnolotti del plin al sugo d'arrosto, tajarin al ragù, risotti ai porcini e preparazioni al tartufo, dove la naturale acidità della Barbera riesce a contrastare perfettamente ricchezza e succulenza. Con qualche anno di evoluzione diventa un grande compagno di Castelmagno, tome piemontesi e formaggi di lunga stagionatura.
Alcol, 16,5%
Annata, 2021
Denominazione, Nizza DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 100%
NOTE SENSORIALI:
Il 2021 si presenta con un rosso rubino profondo, fitto e luminoso, preludio di un vino dalla grande concentrazione. Il bouquet si sviluppa lentamente e con notevole complessità: amarena, ciliegia matura, mora, prugna e piccoli frutti neri costituiscono il nucleo fruttato, sul quale si innestano progressivamente violetta, spezie dolci, liquirizia, cacao e delicate sensazioni balsamiche. L'affinamento in barrique aggiunge profondità attraverso sfumature tostate e speziate, senza cancellare l'esuberanza naturale della Barbera. Al palato è ampio, ricco, caldo e vigoroso, con una materia importante che viene però attraversata dalla straordinaria acidità del vitigno: è proprio questa tensione a rendere Pomorosso così affascinante, perché impedisce alla concentrazione di trasformarsi in pesantezza. Il frutto è maturo e succoso, la struttura profonda e il sorso continua ad allungarsi fino a un finale persistente di frutta scura, spezie e leggere tostature. È una Barbera che riesce a essere contemporaneamente generosa ed elegante, muscolare e raffinata, con una struttura che lascia intuire un'eccellente capacità di evoluzione. La stessa Coppo descrive Pomorosso come un Nizza caldo, vigoroso e strutturato, ma caratterizzato da rara eleganza ed espressività.
CURIOSITÁ:
Il Nizza DOCG "Pomorosso" 2021 di Coppo è molto più di una grande Barbera: è uno dei vini che hanno contribuito concretamente alla rinascita qualitativa del vitigno e alla sua affermazione tra i grandi rossi italiani. La prima annata di Pomorosso risale al 1984, in un periodo in cui la Barbera era ancora considerata soprattutto un vino quotidiano; Coppo scelse invece selezioni rigorose in vigneto, rese contenute e l'utilizzo delle piccole botti di rovere, dimostrando che questo vitigno poteva raggiungere livelli straordinari di eleganza, profondità e longevità. Il nome nasce da un dettaglio quasi poetico: sulla sommità della vigna originaria cresceva un albero di mele rosse, il "pomo rosso" che avrebbe dato il nome a quella destinata a diventare l'etichetta simbolo della maison. Oggi Pomorosso appartiene alla Nizza DOCG, denominazione riservata esclusivamente alla Barbera in purezza proveniente da una ristretta area di 18 comuni intorno a Nizza Monferrato, uno dei territori storicamente più vocati del Monferrato. Il 2021 nasce quindi da 100% Barbera, selezionata nei migliori vigneti e raccolta manualmente, per poi affrontare una vinificazione capace di estrarre materia senza perdere finezza e un affinamento di circa 14 mesi in barrique. È la Barbera portata nella sua dimensione più nobile: potente ma mai pesante, ricca ma sostenuta da una freschezza formidabile, capace di evolvere per molti anni. Pomorosso rimane ancora oggi il vino simbolo di Coppo, una bottiglia che ha cambiato il modo di guardare alla Barbera piemontese.
Coppo +
Coppo è una delle cantine storiche del Piemonte, profondamente legata a Canelli, territorio simbolo della viticoltura astigiana e luogo nel quale la famiglia ha costruito la propria identità attraverso oltre un secolo di storia. Fondata nel 1892 da Piero Coppo, l’azienda nasce in un periodo di grande fermento per l’enologia piemontese e cresce progressivamente fino a diventare uno dei nomi storici della zona, attraversando generazioni, cambiamenti del mercato e profonde trasformazioni della viticoltura italiana. Fin dalle origini, la storia di Coppo è strettamente intrecciata con quella di Canelli, città che rappresenta uno dei luoghi fondamentali per la nascita e lo sviluppo della tradizione spumantistica italiana. Nel corso del Novecento la famiglia amplia l’attività e consolida la propria presenza, costruendo un patrimonio di conoscenze che passa di generazione in generazione e che trova nelle colline circostanti il proprio punto di riferimento. Uno degli elementi più affascinanti della proprietà si trova però sotto la cantina. Coppo custodisce infatti una parte delle spettacolari Cattedrali Sotterranee di Canelli, antiche gallerie scavate nel tufo che si sviluppano nel sottosuolo e raggiungono profondità considerevoli. Realizzate e ampliate nel corso del tempo per garantire condizioni naturali ideali alla conservazione e all’affinamento, queste cantine costituiscono oggi uno straordinario patrimonio storico. Dal 2014, le Cattedrali Sotterranee di Canelli e il paesaggio vitivinicolo circostante fanno parte del sito “Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO. Per Coppo non si tratta semplicemente di un luogo di grande fascino, ma della testimonianza concreta di oltre un secolo di cultura enologica e del rapporto indissolubile tra la cantina e Canelli. Un momento decisivo nella storia moderna dell’azienda arriva tra gli anni Settanta e Ottanta, quando la nuova generazione della famiglia intraprende un importante percorso di rinnovamento. La cantina sceglie di valorizzare con maggiore decisione le potenzialità qualitative della Barbera, in un periodo nel quale questo vitigno era ancora spesso considerato principalmente una varietà destinata a produzioni quotidiane. Attraverso selezione delle vigne, rese più contenute e affinamenti più ambiziosi, Coppo contribuisce al processo che porterà la Barbera piemontese a conquistare una nuova considerazione qualitativa. Parallelamente, la cantina mantiene il proprio legame con la storica vocazione di Canelli e con le altre varietà che caratterizzano il patrimonio viticolo piemontese. Questa capacità di muoversi tra tradizione e ricerca diventa nel tempo uno dei tratti distintivi dell’azienda: rispettare ciò che le generazioni precedenti hanno costruito senza rinunciare a evolvere. Il patrimonio viticolo si sviluppa tra le colline del Monferrato, in un mosaico di vigneti, esposizioni e terreni differenti. La gestione agronomica è orientata alla conoscenza delle singole parcelle e alla ricerca di equilibrio, con una crescente attenzione alla sostenibilità e alla tutela di un paesaggio che rappresenta parte integrante dell’identità aziendale. Per oltre 120 anni, Coppo è rimasta sotto la conduzione della famiglia fondatrice. Nel 2021 si apre un nuovo capitolo con l’ingresso della famiglia Latorre, chiamata a raccogliere e proseguire questo importante patrimonio. Il cambiamento di proprietà non modifica il legame con Canelli né l’identità storica della casa: l’obiettivo dichiarato è preservarne l’eredità e accompagnarla verso una nuova fase di sviluppo. Oggi Coppo rappresenta molto più di una semplice cantina piemontese. La sua storia attraversa oltre 130 anni di viticoltura, dalla fondazione di Piero Coppo nel 1892 fino alla contemporaneità, mantenendo Canelli come punto fermo. Le sue Cattedrali Sotterranee, il rapporto storico con la Barbera e il lungo percorso attraverso generazioni differenti ne fanno una delle realtà che meglio testimoniano l’evoluzione dell’enologia del Monferrato. È proprio questa continuità tra storia, territorio e innovazione a definire Coppo: una cantina nata alla fine dell’Ottocento, cresciuta nelle profondità delle proprie cantine scavate nel tufo e arrivata fino a oggi conservando un patrimonio che appartiene non soltanto all’azienda, ma alla stessa storia vitivinicola di Canelli e del Piemonte.