PICENO ROSSO DOC "TENUTA PONGELLI" 2021 - VILLA BUCCI
Abbinamenti, La freschezza e la struttura equilibrata del Tenuta Pongelli 2021 lo rendono un rosso particolarmente versatile, capace di accompagnare preparazioni molto differenti tra loro. È eccellente con coniglio arrosto, faraona, piccione, pollo alla cacciatora e carni bianche saporite, ma trova grande sintonia anche con arrosti di maiale, grigliate e primi piatti al ragù. La componente fruttata e la trama tannica ben integrata permettono abbinamenti particolarmente riusciti con pasta e fagioli, zuppe di legumi, risotti ai funghi e preparazioni della cucina contadina marchigiana. Uno degli aspetti più interessanti è però la possibilità di servirlo anche con piatti di pesce strutturati: brodetto marchigiano, pesce in umido, fritture e preparazioni accompagnate da salse ricche possono trovare nel Pongelli un compagno sorprendente, soprattutto quando viene portato a tavola leggermente fresco. La naturale acidità del Sangiovese alleggerisce infatti la componente grassa del piatto, mentre la morbidezza del frutto evita contrasti eccessivi.
Alcol, 13%
Annata, 2021
Denominazione, Rosso Piceno DOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Marche (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Montepulciano 50%, Sangiovese 50%
NOTE SENSORIALI:
Il Tenuta Pongelli 2021 di Villa Bucci è un Rosso Piceno che interpreta con eleganza e naturalezza la tradizione vitivinicola marchigiana, attraverso un equilibrio particolarmente riuscito tra la generosità del Montepulciano e la freschezza del Sangiovese. Nasce sulle colline di Ostra Vetere, nell'entroterra della provincia di Ancona, dove la famiglia Bucci ha costruito una delle realtà più rappresentative dell'enologia regionale. Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso e luminoso, ancora attraversato da vivaci riflessi porpora. Il profilo aromatico è ricco e progressivo: amarena, prugna, mora e mirtillo si intrecciano a lampone e violetta, accompagnati da delicate sfumature di erbe aromatiche, spezie e leggere sensazioni balsamiche. Con l'ossigenazione emergono richiami più profondi di tabacco, cacao e grafite, che aggiungono complessità senza compromettere la fragranza del frutto. Al palato è succoso, armonioso e sorprendentemente dinamico, con una struttura ben definita sostenuta da una freschezza viva e da tannini presenti ma equilibrati. La componente fruttata rimane protagonista durante tutta la degustazione, mentre una piacevole vena sapida accompagna il sorso verso un finale persistente, speziato e leggermente minerale. È un rosso che riesce a combinare profondità e immediatezza, mostrando come il Rosso Piceno possa raggiungere una notevole eleganza senza perdere il proprio carattere autentico e gastronomico.
CURIOSITÁ:
Il Tenuta Pongelli 2021 è un Rosso Piceno DOC biologico ottenuto da un assemblaggio paritario di Montepulciano e Sangiovese, provenienti esclusivamente dai vigneti della proprietà di Villa Bucci a Ostra Vetere. La famiglia Bucci è legata alla viticoltura marchigiana fin dal Settecento, ma è soprattutto grazie al lavoro di Ampelio Bucci, affiancato per molti anni dall'enologo Giorgio Grai, che la tenuta è diventata un riferimento internazionale per la qualità dei propri vini. Sebbene sia conosciuta soprattutto per i grandi Verdicchio dei Castelli di Jesi, l'azienda ha sempre riservato particolare attenzione anche ai vitigni rossi tradizionali della regione. I vigneti destinati al Pongelli vengono coltivati secondo i principi dell'agricoltura biologica, con rese contenute intorno ai 60-70 quintali per ettaro, privilegiando la qualità e l'equilibrio delle uve. La vinificazione prevede la lavorazione separata delle diverse parcelle e varietà, con fermentazione in acciaio e una macerazione sulle bucce di circa 10-12 giorni. L'assemblaggio permette successivamente di combinare le differenti caratteristiche dei due vitigni: il Montepulciano contribuisce con colore, profondità e struttura tannica, mentre il Sangiovese apporta freschezza, eleganza e una maggiore immediatezza gustativa. La particolarità del Pongelli è proprio questa ricerca di equilibrio, che lo distingue dal più strutturato Villa Bucci Rosso, nel quale il Montepulciano assume invece un ruolo predominante. L'annata 2021 ha ottenuto 92 punti da Falstaff, un riconoscimento che conferma la qualità di un'etichetta spesso meno conosciuta rispetto ai celebri bianchi della tenuta, ma altrettanto rappresentativa della filosofia produttiva della famiglia.
Villa Bucci +

Villa Bucci è una delle cantine che hanno maggiormente contribuito alla rinascita qualitativa del Verdicchio e alla sua affermazione come uno dei grandi vini bianchi italiani da invecchiamento. La famiglia Bucci è legata all’agricoltura marchigiana fin dal Settecento ed è originaria di Montecarotto, uno dei Castelli di Jesi, ma la cantina nella sua forma moderna nasce nel 1983 a Ostra Vetere grazie alla visione di Ampelio Bucci. È proprio in quegli anni, quando il Verdicchio era ancora spesso associato a vini semplici e di consumo immediato, che Ampelio decide di percorrere una strada completamente differente: ridurre le rese, valorizzare le vecchie vigne e dimostrare che questa varietà possiede struttura, acidità e complessità sufficienti per affrontare lunghissimi affinamenti. Il progetto prende forma insieme all’enologo Giorgio Grai e la prima annata di Villa Bucci Riserva viene prodotta proprio nel 1983, diventando progressivamente una delle bottiglie simbolo dell’intera denominazione. Il patrimonio agricolo della famiglia è molto più ampio del solo vigneto e comprende centinaia di ettari destinati a differenti colture, mentre le vigne si trovano nella zona Classica dei Castelli di Jesi, principalmente tra Montecarotto e le colline circostanti. Il Verdicchio rappresenta naturalmente il cuore della produzione, affiancato da Montepulciano e Sangiovese destinati ai vini rossi. I vigneti di Verdicchio occupano circa 25 ettari secondo le fonti aziendali storiche più recenti disponibili e comprendono piante con un’età media importante; i terreni sono prevalentemente argilloso-calcarei e le vigne si sviluppano indicativamente tra 250 e 400 metri di altitudine. L’azienda lavora esclusivamente uve provenienti dai propri vigneti e porta avanti da oltre vent’anni una conduzione certificata biologica, inserendo il vino all’interno di un sistema agricolo più ampio che comprende anche seminativi e oliveti. Uno degli elementi fondamentali della filosofia di Villa Bucci è la vinificazione separata delle diverse vigne. Le uve vengono raccolte manualmente, pressate delicatamente e fermentate in acciaio; i vini rimangono sulle fecce fino alla primavera e la fermentazione malolattica non viene forzata, lasciando che siano annata e caratteristiche del vino a determinarne naturalmente l’evoluzione. Per la Riserva entra poi in gioco uno degli elementi più riconoscibili della cantina: grandi botti di rovere di Slavonia da 50-75 ettolitri, alcune vecchie di oltre ottant’anni. Non vengono utilizzate per imprimere aromi di legno, ma come recipienti ormai completamente neutri capaci di accompagnare lentamente l’evoluzione del Verdicchio attraverso una delicata ossigenazione. La maturazione può protrarsi per oltre un anno in botte e viene seguita da un ulteriore lungo riposo in bottiglia. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore rappresenta l’espressione più immediata dello stile aziendale, mentre Villa Bucci Riserva ne costituisce il vertice e viene prodotta soltanto quando la vendemmia raggiunge l’equilibrio ricercato dalla cantina. È un Verdicchio proveniente da vecchie vigne e costruito non sulla potenza aromatica o sull’impronta del rovere, ma sulla capacità del vitigno di evolvere lentamente: agrumi, erbe mediterranee e frutta bianca della giovinezza possono progressivamente lasciare spazio a note di frutta secca, spezie, miele, idrocarburi e sfumature balsamiche, mantenendo una struttura acida capace di sostenere decenni di bottiglia. Le numerose verticali realizzate sulle vecchie annate hanno dimostrato concretamente questa longevità, trasformando la Riserva in una delle bottiglie che hanno cambiato la percezione stessa del Verdicchio. Accanto ai bianchi, Villa Bucci produce anche vini rossi da Montepulciano e Sangiovese, tra cui le interpretazioni legate alla Tenuta Pongelli e al Rosso Piceno, ma il Verdicchio rimane inevitabilmente il centro storico e culturale del progetto. Oggi Villa Bucci attraversa inoltre una nuova fase: l’eredità costruita da Ampelio è proseguita sotto la proprietà di Federico Veronesi, che dichiara di voler conservare l’impostazione e l’armonia tra vino e natura che hanno reso riconoscibile la cantina. È proprio questa continuità a rendere Villa Bucci una realtà fondamentale per comprendere i Castelli di Jesi: una famiglia agricola presente nelle Marche dal Settecento, una cantina moderna nata nel 1983 e soprattutto l’intuizione di trattare il Verdicchio con la stessa ambizione riservata ai grandi bianchi destinati all’invecchiamento. Vecchie vigne, basse rese, agricoltura biologica, vinificazioni separate, acciaio e grandi botti di Slavonia ormai neutre costituiscono ancora oggi gli strumenti di una filosofia rimasta sorprendentemente coerente nel tempo. Villa Bucci non ha semplicemente prodotto uno dei Verdicchio più conosciuti d’Italia: ha contribuito concretamente a dimostrare quanto questo vitigno possa essere complesso, territoriale e straordinariamente longevo.