SAINT EMILION PREMIER GRAND CRU CLASSÉ "A" 2018 - CHÂTEAU ANGELUS
Abbinamenti, La ricchezza e la profondità dello Château Angélus 2018 richiedono una cucina importante ma raffinata, capace di accompagnare il vino senza sovrapporsi alla sua complessità. È magnifico con filetto e Chateaubriand, carré d’agnello, piccione, anatra e grandi preparazioni di selvaggina, soprattutto quando accompagnate da riduzioni, tartufo o funghi. Il Cabernet Franc e la componente minerale creano un dialogo particolarmente interessante con il tartufo nero, mentre la morbidezza del Merlot permette di affrontare anche carni brasate e lunghe cotture. Con l’evoluzione sarà splendido anche con formaggi a pasta pressata e di buona stagionatura.
Alcol, 14,5%
Annata, 2018
Denominazione, Appellation Saint-Emilion Grand Cru
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Bordeaux (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Merlot 65%, Cabernet Franc 35%
NOTE SENSORIALI:
CURIOSITÀ:
Lo Château Angélus 2018 nasce da un assemblaggio di 65% Merlot e 35% Cabernet Franc, proporzioni confermate direttamente dalla proprietà, con una selezione particolarmente rigorosa dei vecchissimi Cabernet Franc coltivati sui terreni argillo-calcarei della tenuta. La vendemmia si svolse dal 24 settembre all’11 ottobre, raccogliendo progressivamente le parcelle in funzione della maturità. Il 2018 fu un millesimo complesso: una primavera difficile e fortemente condizionata dalla pressione della peronospora fu seguita da un’estate calda e asciutta, ma le riserve idriche accumulate e le notti più fresche permisero alle uve di raggiungere una maturazione completa conservando acidità e freschezza. In cantina si scelse quindi di lavorare con estrazioni particolarmente delicate, evitando di esasperare una materia già naturalmente ricca e concentrata. L’affinamento si è sviluppato per circa 18-22 mesi, prevalentemente in barrique nuove di rovere francese, con una parte del vino maturata in grandi foudres. Il 2018 possiede inoltre un significato particolare nella storia recente di Angélus perché segnò l’inizio della conversione della proprietà all’agricoltura biologica. La tenuta appartiene alla famiglia de Boüard de Laforest da otto generazioni e deve il proprio nome alla particolare posizione dei vigneti: un tempo da qui era possibile udire contemporaneamente il suono dell’Angelus proveniente dalle tre chiese circostanti. Per l’annata 2018 lo Château scelse simbolicamente il fenice, immagine perfetta per raccontare una stagione iniziata tra grandi difficoltà e conclusa con uve di qualità eccezionale. All’epoca della vendemmia Angélus apparteneva alla categoria Premier Grand Cru Classé “A” della classificazione di Saint-Émilion, riconoscimento ottenuto nel 2012 e mantenuto fino all’annata 2021; la proprietà decise successivamente di non partecipare alla classificazione del 2022.
Chateau Angelus +

Château Angélus è una delle proprietà simbolo di Saint-Émilion e la sua storia è legata da otto generazioni alla famiglia de Boüard de Laforest, presente nel territorio dal 1782, quando Jean de Boüard de Laforest si stabilisce a Saint-Émilion. Alla fine del XVIII secolo sua figlia Catherine Sophie sposa Charles Souffrain de Lavergne e si trasferisce nella proprietà di Mazerat, ponendo le basi del patrimonio viticolo che nei decenni successivi sarebbe diventato Angélus. Un passaggio fondamentale avviene nel 1920, quando Maurice de Boüard de Laforest amplia la proprietà acquistando un clos di circa tre ettari chiamato L’Angélus, destinato progressivamente a dare il proprio nome all’intero domaine. L’origine del nome è strettamente legata alla posizione del vigneto: Angélus si trova infatti in un anfiteatro naturale a meno di un chilometro dal celebre campanile di Saint-Émilion, in un punto dal quale tradizionalmente era possibile ascoltare contemporaneamente le campane delle chiese circostanti che scandivano tre volte al giorno la preghiera dell’Angelus. Da questa tradizione nasce anche la celebre campana presente sull’etichetta, diventata nel tempo uno dei simboli più riconoscibili di Bordeaux. Nel 1954, in occasione della prima classificazione ufficiale di Saint-Émilion, Château Angélus viene riconosciuto Grand Cru Classé; Jacques e Christian de Boüard de Laforest continuano nel frattempo ad ampliare il vigneto, che nel 1985 supera i venti ettari. Proprio negli anni Ottanta inizia la fase che trasforma definitivamente la proprietà: Hubert de Boüard de Laforest, enologo formatosi all’Università di Bordeaux e rientrato stabilmente in azienda nel 1980, assume la direzione nel 1985 e introduce una serie di profonde innovazioni tanto in vigneto quanto in cantina, mantenendo però come punto fermo l’identità del terroir e soprattutto il ruolo del Cabernet Franc. Il riconoscimento cresce rapidamente: nel 1996 Angélus viene promosso Premier Grand Cru Classé e nel 2012 raggiunge il vertice della classificazione come Premier Grand Cru Classé “A”. Dal 2012 la gestione è progressivamente passata a Stéphanie de Boüard-Rivoal, ottava generazione della famiglia, che ha sviluppato ulteriormente la proprietà e il suo universo mantenendo un forte legame con l’eredità costruita dalle generazioni precedenti. Il vigneto storico si trova sul celebre pied de côte meridionale di Saint-Émilion, in una posizione naturalmente protetta che forma una sorta di anfiteatro e beneficia di un’esposizione particolarmente favorevole. È proprio la combinazione dei differenti suoli a costituire uno dei segreti del carattere di Angélus: argille, calcari e componenti più sabbiose cambiano secondo posizione e pendenza e permettono a Merlot e Cabernet Franc di raggiungere maturazioni complete mantenendo struttura e freschezza. Il Cabernet Franc possiede un ruolo particolarmente importante e costituisce una vera firma della proprietà: a Saint-Émilion è storicamente conosciuto anche con il nome di Bouchet e la famiglia ha sempre difeso la sua presenza all’interno del Grand Vin, considerandolo fondamentale per apportare profumo, tensione, finezza e capacità di evoluzione. Il Merlot completa l’identità di Angélus con volume, profondità e ricchezza di frutto, mentre piccole quantità di Cabernet Sauvignon possono entrare nelle altre selezioni della proprietà. La gestione contemporanea del vigneto è estremamente precisa e ogni parcella viene osservata individualmente, adattando potatura, gestione della chioma, lavorazione dei terreni e data di raccolta alle caratteristiche della singola posizione. Le vendemmie vengono effettuate con selezioni rigorose e la vinificazione è costruita per preservare l’integrità dell’uva piuttosto che ricercare estrazioni aggressive. La nuova cantina utilizza un particolare sistema di tini tronco-conici rovesciati e sospesi, realizzati in legno, acciaio e cemento, che permette di lavorare attraverso una vinificazione definita dalla proprietà “per infusione”, lenta e progressiva, con estrazioni estremamente delicate. Il legno rimane fondamentale nell’élevage del Grand Vin, ma viene calibrato secondo il carattere della vendemmia e delle differenti masse, con l’obiettivo di accompagnare struttura e longevità senza perdere la precisione aromatica del Cabernet Franc e la profondità del Merlot. Château Angélus rappresenta naturalmente il vertice della produzione e viene elaborato attraverso una selezione estremamente rigorosa delle migliori parcelle e delle migliori uve. Carillon d’Angélus nasce invece con il millesimo 1987 e nel tempo ha acquisito un’identità sempre più autonoma: Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon vengono selezionati da differenti terroir di Saint-Émilion e vinificati specificamente per ottenere un vino caratterizzato da purezza del frutto, tannini vellutati e maggiore accessibilità rispetto al Grand Vin. N°3 d’Angélus porta ulteriormente questa filosofia verso l’immediatezza ed è costruito generalmente con l’85-90% di Merlot, affrontando un élevage più breve e senza utilizzo di legno nuovo; Tempo d’Angélus, nato nel 2019 sotto l’impulso di Stéphanie de Boüard-Rivoal, amplia ancora l’universo familiare attraverso una lettura più immediata e contemporanea del savoir-faire della proprietà. Oggi Angélus rappresenta molto più di un singolo château: è il risultato di una storia familiare iniziata a Saint-Émilion nel 1782 e costruita attraverso otto generazioni, dall’acquisizione del piccolo clos L’Angélus nel 1920 alla trasformazione tecnica guidata da Hubert de Boüard e alla gestione contemporanea di Stéphanie de Boüard-Rivoal. La campana sull’etichetta, il naturale anfiteatro dei vigneti e il suono dell’Angelus sono diventati elementi iconici, ma dietro questa immagine rimane soprattutto una precisa identità viticola: il pied de côte meridionale di Saint-Émilion, la complementarità tra Merlot e Cabernet Franc, selezioni rigorose, vinificazioni sempre più delicate e una ricerca costante della longevità. È proprio il Cabernet Franc, varietà che la famiglia continua volutamente a privilegiare, a distinguere Angélus all’interno dei grandi vini della rive droite, regalando quella combinazione di intensità, freschezza aromatica, struttura e raffinatezza che ha reso Château Angélus una delle espressioni più riconoscibili e prestigiose di Saint-Émilion.