ANTINORI

TOSCANA ROSSO IGT "TIGNANELLO" 2022 MAGNUM CASSA LEGNO - ANTINORI

Precio normal €390,00

Abbinamenti, La profondità del Tignanello 2022 richiede una cucina importante. È magnifico con bistecca alla Fiorentina, filetto di manzo, brasati, arrosti, agnello e selvaggina, così come con pappardelle al ragù di cinghiale, lepre, piccione e preparazioni impreziosite da funghi porcini o tartufo. Splendido anche con Pecorino Toscano stagionato, Parmigiano Reggiano e grandi formaggi a lunga maturazione.
Alcol, 14%
Annata, 2022
Denominazione, Toscana IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Toscana (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Sangiovese 80%, Cabernet Sauvignon 15%, Cabernet Franc 5%

NOTE SENSORIALI:

Il Tignanello 2022 si presenta con un rosso rubino intenso attraversato da luminosi riflessi porpora. Il bouquet possiede profondità e precisione, con un frutto inizialmente protagonista: ciliegia, amarena matura e melograno si intrecciano a delicate sensazioni di violetta, alle quali seguono progressivamente accenti balsamici e sfumature più dolci di vaniglia. L'affinamento in rovere accompagna il frutto senza cancellarne la freschezza, costruendo un profilo complesso e raffinato. Al palato emerge perfettamente la doppia anima del Tignanello: da una parte la densità e la profondità della materia, dall'altra una freschezza capace di mantenerlo dinamico e verticale. I tannini sono dolci, saporiti e finemente lavorati, con il Sangiovese che imprime energia e slancio mentre Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc aggiungono struttura, profondità e sfumature balsamiche. Il finale è lungo e progressivo, con il ritorno del frutto rosso, delle spezie e delle sensazioni percepite al naso. È un 2022 potente senza risultare pesante, ancora giovane ma già estremamente armonico e soprattutto costruito per evolvere.

CURIOSITÁ:

Il Tignanello 2022 di Antinori, qui nel prestigioso formato Magnum da 1,5 litri con cassa in legno, è molto più di uno dei grandi rossi toscani: è un vino che ha contribuito concretamente a cambiare la storia dell’enologia italiana. Nasce esclusivamente dall’omonimo Vigneto Tignanello, nel cuore del Chianti Classico, una parcella di circa 77 ettari situata tra 350 e 400 metri di altitudine, esposta a sud-ovest e caratterizzata da terreni calcarei ricchi di alberese e galestro. La prima vinificazione da singolo vigneto risale al 1970; dall’annata 1971 assunse definitivamente il nome Tignanello e nel 1975 vennero eliminate completamente le uve bianche dall’assemblaggio. Fu un'autentica rivoluzione: Tignanello fu il primo Sangiovese affinato in barrique, il primo grande rosso moderno della zona assemblato con varietà non tradizionali come il Cabernet e uno dei primi vini del Chianti Classico prodotti senza uve bianche. Dal 1982 la composizione si è stabilizzata attorno a Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Il 2022 nasce da un’annata calda e inizialmente asciutta, riequilibrata dalle piogge di metà agosto e dalle successive escursioni termiche, che hanno permesso una maturazione completa e una vendemmia di eccellente qualità. In questa veste Magnum con cassa legno, Tignanello acquista ulteriore prestigio e una particolare vocazione alla lunga conservazione, diventando una bottiglia destinata tanto alla grande tavola quanto alla collezione.

Antinori

Marchesi Antinori è una delle famiglie simbolo della storia del vino italiano, protagonista di un percorso che attraversa oltre sei secoli e 26 generazioni. Il legame ufficiale con il mondo del vino risale al 1385, quando Giovanni di Piero Antinori entra nell’Arte Fiorentina dei Vinattieri. Da quel momento la famiglia ha continuato senza interruzioni a occuparsi di viticoltura, accompagnando l’evoluzione del vino toscano attraverso epoche profondamente diverse. Le radici degli Antinori sono strettamente legate a Firenze e alla Toscana. Nel 1506 la famiglia acquista quello che diventerà Palazzo Antinori, nel cuore della città, ancora oggi uno dei luoghi simbolo della casata. Questo rapporto con Firenze racconta bene una storia nella quale vino, cultura, arte e imprenditorialità si sono intrecciati per secoli. La straordinaria longevità della famiglia non deriva però soltanto dalla capacità di custodire la tradizione. Uno dei principi che hanno caratterizzato gli Antinori è sempre stato quello di innovare senza perdere il legame con le proprie origini. Ogni generazione ha introdotto nuove idee, esplorato territori differenti e sperimentato tecniche produttive capaci di interpretare il proprio tempo. Questa filosofia diventa particolarmente evidente nel Novecento, soprattutto con Piero Antinori, protagonista di una profonda trasformazione dell'azienda e, più in generale, di una stagione decisiva per l'enologia toscana. La ricerca della qualità passa attraverso una maggiore attenzione alle singole vigne, agli affinamenti e alla possibilità di interpretare il Sangiovese con maggiore libertà rispetto alle consuetudini dell'epoca. Uno dei risultati più importanti di questa visione è Tignanello, nato nel cuore del Chianti Classico e destinato a diventare uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo. La sua nascita rappresenta un momento di rottura con alcune tradizioni produttive del passato e testimonia perfettamente l'attitudine degli Antinori alla sperimentazione. Dalla stessa tenuta nasce Solaia, altra etichetta simbolo della famiglia. Tignanello e Solaia diventano così due interpretazioni differenti dello stesso territorio e rappresentano uno dei capitoli fondamentali della trasformazione qualitativa che ha interessato la Toscana nella seconda metà del Novecento. Il patrimonio degli Antinori si estende però ben oltre il Chianti Classico. A Bolgheri, Tenuta Guado al Tasso interpreta il particolare clima della costa toscana e la sua vocazione per le varietà bordolesi. A Montalcino, Pian delle Vigne racconta invece il Sangiovese attraverso il Brunello, mentre in Umbria il Castello della Sala è diventato uno dei punti di riferimento della famiglia per la produzione di grandi vini bianchi. Ogni proprietà mantiene una propria identità. La filosofia Antinori non consiste infatti nel replicare lo stesso stile in territori differenti, ma nel comprendere le caratteristiche di ciascun luogo e scegliere di conseguenza vitigni, pratiche agricole e metodi di vinificazione. Il territorio viene prima dello stile aziendale. Questa attenzione alla diversità dei luoghi è accompagnata da una continua ricerca in vigneto e in cantina. Sostenibilità, conoscenza dei suoli e precisione nella gestione delle singole parcelle sono diventate componenti sempre più importanti di un progetto che deve confrontarsi anche con le nuove condizioni climatiche della viticoltura contemporanea. Un simbolo della moderna filosofia familiare è la spettacolare cantina Antinori nel Chianti Classico, inaugurata nel 2012 a Bargino. Quasi completamente integrata all'interno della collina, è stata progettata per dialogare con il paesaggio circostante, riducendo l'impatto visivo e sfruttando anche la naturale regolazione termica del terreno. La struttura rappresenta perfettamente l'incontro tra architettura, tecnologia e tradizione che caratterizza la famiglia. Non è soltanto un luogo di produzione, ma uno spazio pensato per raccontare il rapporto degli Antinori con il Chianti Classico e permettere di conoscere direttamente una storia iniziata molti secoli prima. Oggi la continuità è affidata alla ventiseiesima generazione, rappresentata da Albiera, Allegra e Alessia Antinori, figlie di Piero. Dopo più di seicento anni, quindi, la famiglia continua a essere direttamente coinvolta nella gestione delle proprie tenute, conservando quella continuità generazionale che costituisce uno degli aspetti più straordinari della sua storia. Marchesi Antinori rappresenta così un raro equilibrio tra memoria e capacità di evolvere. Una famiglia profondamente toscana che ha saputo attraversare secoli di cambiamenti senza trasformare la propria storia in qualcosa di immobile, utilizzandola invece come punto di partenza per continuare a sperimentare. Dal 1385, 26 generazioni della famiglia Antinori hanno costruito una delle più longeve storie del vino italiano. Dal Chianti Classico a Bolgheri, da Montalcino all'Umbria, ogni territorio viene interpretato secondo la propria natura, mantenendo un principio che attraversa oltre sei secoli di storia familiare: rispettare ciò che è stato costruito dalle generazioni precedenti, senza mai rinunciare alla possibilità di creare qualcosa di nuovo.