NICOLA GATTA

VINO SPUMANTE BLANC DE NOIRS NATURE "CRU 151 - CAMPIANI EST" 50 LUNE - NICOLA GATTA

Precio normal €125,00 Precio rebajado€150,00ahorra €25,00

Abbinamenti, Cru 151 – Campiani Est 50 Lune è un Blanc de Noirs dalla spiccata vocazione gastronomica. La struttura del Pinot Nero e il carattere Nature lo rendono eccellente con ostriche, scampi, gamberi, tartare di ricciola e tonno, ma le oltre quattro annualità trascorse sui lieviti permettono di affrontare preparazioni più complesse come baccalà, anguilla, rombo, crostacei alla griglia e pesci arrosto. Molto interessante con risotti ai funghi, fritti importanti e formaggi di media stagionatura, può accompagnare anche pollame, faraona e carni bianche saporite.
Alcol, 12,5%
Annata, NV
Denominazione, Vino Spumante
Filosofia, Artigianale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice mostra un giallo paglierino intenso, progressivamente dorato con l’ossigenazione, attraversato da un perlage fine e continuo. Il Pinot Nero vinificato in bianco porta inizialmente sensazioni di agrumi maturi, mela, piccoli frutti e scorza di cedro, mentre le 50 lune sui lieviti ampliano il profilo verso crosta di pane, mandorla, frutta secca ed erbe aromatiche. È però la componente minerale a costruire il filo conduttore dell’assaggio: una sensazione asciutta, quasi gessosa, che diventa più evidente man mano che il vino acquista temperatura. Al palato possiede struttura e carattere vinoso, sostenuti da una freschezza energica e da una bollicina ormai perfettamente integrata nella materia. L’assenza di dosaggio lascia emergere senza mediazioni la tensione del sorso, mentre sapidità e acidità ne allungano la progressione. La chiusura è secca, profonda e persistente, con ritorni di agrume, mandorla, erbe e sensazioni calcaree. È un Metodo Classico da lasciare respirare nel bicchiere, perché proprio con l’ossigenazione la componente più immediata lascia progressivamente spazio alla profondità del Pinot Nero e all’impronta del vigneto.

CURIOSITÁ:

Il “Cru 151 – Campiani Est” 50 Lune è una delle interpretazioni più territoriali e parcellari di Nicola Gatta, un Blanc de Noirs Nature che porta al centro dell’esperienza non soltanto il vitigno, ma soprattutto l’identità di uno specifico vigneto delle colline di Gussago. Con la linea Cru, Gatta spinge ancora più avanti il concetto che attraversa tutta la sua produzione: raccontare le differenze del territorio senza cercare di uniformarle attraverso la tecnica. Campiani è una delle zone collinari più significative di Gussago, inserita in quel particolare contesto geologico calcareo che Nicola considera fondamentale per la tensione e la mineralità dei propri vini. La specificazione “Est” restringe ulteriormente la lettura del luogo, legandola all’esposizione della parcella, mentre il numero 151 identifica il cru all’interno del progetto. Il vino affronta poi 50 lune, oltre quattro anni, di permanenza sui lieviti prima della sboccatura. Come nel resto della produzione di Gatta, il lavoro segue una filosofia essenziale: fermentazioni spontanee affidate ai lieviti indigeni, nessun tentativo di standardizzare il carattere del vino e nessuna aggiunta di solfiti. Il dosaggio Nature completa questa ricerca di trasparenza. Più che una semplice variazione sul tema del Blanc de Noirs, Cru 151 è quindi un vino di parcella: il Pinot Nero diventa lo strumento attraverso cui osservare una precisa esposizione e una precisa porzione delle colline calcaree di Gussago.

Nicola Gatta

Nicola Gatta è un vignaiolo di Gussago, sulle colline bresciane, che ha costruito la propria identità attraverso un’interpretazione estremamente personale del Metodo Classico. Il suo progetto nasce in un territorio geograficamente vicino e storicamente legato alla Franciacorta, ma segue volutamente una strada autonoma, fondata sulla viticoltura artigianale, sulle fermentazioni spontanee e su lunghi affinamenti in bottiglia.
Il cuore dell’azienda si trova sulle colline di Gussago, un ambiente caratterizzato da vigneti posti a quote più elevate rispetto a buona parte della pianura circostante e da una significativa presenza di calcare nei terreni. È proprio questa componente geologica a rappresentare uno degli elementi fondamentali nella lettura che Nicola dà dei propri vini.
La scelta di lavorare a Gussago non è semplicemente geografica. Nicola considera queste colline un territorio dotato di una propria identità e cerca di trasferirne nei vini la freschezza, la tensione e il carattere minerale, evitando di costruire le cuvée secondo un modello stilistico prestabilito.
Chardonnay e Pinot Nero sono le due varietà sulle quali si concentra principalmente il lavoro. Lo Chardonnay viene apprezzato per la capacità di mantenere freschezza e verticalità durante i lunghi affinamenti, mentre il Pinot Nero contribuisce con maggiore struttura, profondità e intensità.
Uno degli aspetti più caratteristici del progetto è la decisione di non utilizzare la denominazione Franciacorta DOCG. Pur operando in un territorio immediatamente associato a questa importante realtà spumantistica, Nicola preferisce commercializzare i propri vini fuori dalla denominazione, mantenendo maggiore libertà nelle scelte produttive.
Questa decisione non significa prendere le distanze dal territorio. Al contrario, tutta la filosofia della cantina nasce dalla volontà di approfondire le caratteristiche specifiche di Gussago senza doverle necessariamente ricondurre a uno stile comune.
Il lavoro comincia naturalmente in vigneto. Nicola segue un’agricoltura ispirata ai principi biodinamici, cercando di preservare la fertilità naturale dei terreni e l’equilibrio delle piante attraverso interventi ridotti e una costante osservazione delle vigne.
La vitalità del suolo viene considerata fondamentale. L’obiettivo non è semplicemente ottenere grappoli perfetti dal punto di vista estetico, ma creare le condizioni affinché le piante possano sviluppare un rapporto profondo con il terreno e raggiungere naturalmente un equilibrio tra maturità e acidità.
Una volta arrivate in cantina, le uve vengono lavorate seguendo lo stesso principio di essenzialità. Le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e il vino viene accompagnato evitando pratiche destinate a standardizzarne il profilo.
Nicola ha scelto inoltre di non utilizzare chiarificanti e stabilizzanti e lavora senza aggiunta di solforosa. È un approccio che richiede grande precisione durante tutte le fasi della produzione, perché ridurre gli strumenti di protezione significa affidarsi ancora maggiormente alla qualità e alla sanità delle uve.
La rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico rappresenta il passaggio fondamentale. È però soprattutto il lungo contatto con i lieviti a diventare uno degli elementi più riconoscibili della produzione, permettendo ai vini di sviluppare progressivamente complessità e profondità.
Il tempo viene raccontato attraverso un linguaggio diventato quasi una firma di Nicola Gatta. Gli affinamenti non sono indicati semplicemente in mesi, ma attraverso il numero delle lune trascorse sui lieviti, collegando simbolicamente l’evoluzione del vino al ritmo naturale del ciclo lunare.
Nascono così cuvée identificate attraverso differenti numeri di lune, ciascuna caratterizzata da tempi di maturazione e interpretazioni diverse. Più che una semplice scelta comunicativa, questa indicazione permette di comprendere immediatamente quanto il tempo rappresenti una componente fondamentale del progetto.
Le cuvée ottenute prevalentemente o esclusivamente da Chardonnay mostrano il volto più verticale della produzione. Freschezza e componente calcarea vengono accompagnate dalla permanenza sui lieviti, che progressivamente aggiunge volume e complessità senza cancellare la tensione originaria. Il Pinot Nero offre invece una lettura più strutturata. Nelle interpretazioni in purezza può mostrare maggiore profondità e materia, pur mantenendo quella componente fresca che Nicola considera essenziale per l’equilibrio dei propri Metodo Classico. Anche il rosato permette di esplorare un’altra espressione del Pinot Nero, lavorando sul rapporto tra frutto, struttura e affinamento. Cambiano le proporzioni, i tempi e le caratteristiche delle singole cuvée, ma rimane costante la volontà di mantenere il vino libero da sovrastrutture aromatiche. Il dosaggio viene mantenuto estremamente contenuto o completamente escluso in diverse interpretazioni. Nicola preferisce affidare l’equilibrio alla maturità naturale delle uve, all’acidità e al lungo affinamento piuttosto che utilizzare lo zucchero per modificare il profilo finale. Questa filosofia rende il tempo uno dei veri ingredienti dei suoi vini. Le lunghe permanenze sui lieviti non servono semplicemente ad aumentare la complessità aromatica, ma permettono a struttura, acidità e materia di integrarsi lentamente fino a raggiungere un equilibrio naturale.
Nicola Gatta rappresenta così una delle interpretazioni più personali del Metodo Classico italiano. Chardonnay e Pinot Nero, i terreni calcarei di Gussago, la viticoltura ispirata alla biodinamica, le fermentazioni spontanee e gli affinamenti scanditi dalle lune costruiscono un progetto immediatamente riconoscibile. Una scelta di indipendenza che non significa allontanarsi dal territorio, ma cercare di raccontarlo con maggiore libertà, lasciando che siano la vigna, il tempo e l’annata a determinare il carattere di ogni bottiglia.