ARUNDA

METODO CLASSICO BRUT "PHINEAS V" - ARUNDA

Precio normal €63,50 Precio rebajado€73,00ahorra €9,50

Abbinamenti, La profondità e la struttura del Phineas V permettono abbinamenti decisamente più ambiziosi rispetto a quelli di un classico Brut. È magnifico con anatra, faraona, fagiano e altre carni bianche o selvaggina da piuma, dove la componente tostata e speziata trova una naturale continuità. Molto interessante anche con carni rosse delicate, foie gras, piatti a base di funghi e preparazioni in cui entrano frutta secca o componenti leggermente dolci. Arunda suggerisce espressamente l’incontro con Stilton e miele, abbinamento capace di mettere in risalto contemporaneamente acidità, sapidità e complessità evolutiva del vino. Può accompagnare anche crostacei gratinati o pesci dalla struttura importante, ma è soprattutto a tavola, con piatti ricchi e articolati, che mostra il proprio carattere.
Alcol, 13%
Annata, NV
Denominazione, VSQ
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Bianco, Kerner e Riesling

NOTE SENSORIALI:

Il Metodo Classico Brut “Phineas V” di Arunda si presenta con un colore giallo dorato intenso, quasi ambrato, attraversato da caldi riflessi aranciati e da un perlage fitto e persistente. Il naso è decisamente complesso e fuori dagli schemi: mela cotta, albicocca e scorza d’arancia si intrecciano a zafferano, nocciola tostata e cera d’api, con il tempo accompagnati da sfumature resinose, erbe alpine e frutta secca. Al palato è ampio e materico, con una tessitura cremosa costruita dal lunghissimo affinamento sui lieviti, ma sostenuta da una freschezza ancora sorprendentemente viva. Il dosaggio contenuto mantiene il sorso asciutto e dinamico, mentre la componente minerale e salina ne prolunga la progressione. Il finale è molto lungo, complesso e speziato, con ritorni di nocciola, agrumi maturi e cera. Un Metodo Classico decisamente gastronomico, più vicino per intensità a un grande vino bianco evoluto che a una bollicina convenzionale.

CURIOSITÀ:

Phineas V è una delle cuvée più sperimentali e rare di Arunda. La scheda tecnica ufficiale identifica la base nella vendemmia 2016 e in un assemblaggio di Pinot Bianco, Kerner e Riesling provenienti da Appiano-San Paolo e da Pochi di Salorno, su terreni a forte componente calcarea. La particolarità decisiva è la vinificazione in anfora, scelta decisamente insolita nel mondo del Metodo Classico e fondamentale nel costruire il carattere materico e speziato del vino. Dopo la presa di spuma, Phineas V rimane sui lieviti per circa sei anni prima della sboccatura; il dosaggio è di appena 4 g/l, pur mantenendolo nella categoria Brut. La cantina indica inoltre un potenziale di evoluzione fino a dieci anni dopo il dégorgement. Arunda fu fondata da Josef Reiterer nel 1979 a Meltina: la cantina si trova a circa 1.200 metri di quota, condizione che offre temperature naturalmente fresche e particolarmente favorevoli alla lenta maturazione degli spumanti.

Arunda

Arunda è una realtà unica nel panorama spumantistico italiano: fondata ufficialmente nel 1979 da Josef Reiterer insieme alla moglie Marianne, ha sede a Meltina, sull’altopiano del Monzoccolo in Alto Adige, a circa 1.200 metri di altitudine, ed è considerata la cantina di spumanti più alta d’Europa. L’idea nasce già nei primi anni Settanta, quando Josef e Marianne acquistano un vecchio maso nel centro del paese immaginando di trasformarlo in una cantina dedicata esclusivamente alla produzione di Metodo Classico. Insieme a Sebastian Stocker, allora capocantina della Cantina Terlano, Josef comincia a studiare quali vigneti, varietà e caratteristiche dei vini base possano adattarsi meglio alla rifermentazione in bottiglia; le primissime prove riguardano appena qualche centinaio di bottiglie, ma da quella sperimentazione prende progressivamente forma un progetto destinato a diventare uno dei riferimenti storici del Metodo Classico altoatesino. Il nome Arunda deriva da una montagna della Val Venosta, al confine con l’area dei Grigioni, e richiama fin dall’inizio il carattere alpino che la famiglia vuole imprimere alla propria produzione. La particolarità fondamentale è che le vigne non si trovano a Meltina: a 1.200 metri l’altitudine è troppo elevata per la viticoltura tradizionale e la famiglia ha quindi costruito nel tempo una rete di rapporti con viticoltori selezionati nelle migliori zone dell’Alto Adige. Le uve provengono da differenti aree, da Salorno a Terlano e Appiano fino alle zone più elevate della provincia, scegliendo ogni parcella in funzione dell’esposizione, dell’altitudine e soprattutto della capacità di produrre basi naturalmente fresche e adatte a lunghi affinamenti. Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero costituiscono il cuore della produzione e vengono raccolti manualmente al momento considerato ideale per preservare contemporaneamente acidità e maturità aromatica. È proprio questa possibilità di assemblare vini provenienti da terroir differenti dell’Alto Adige a rappresentare uno dei punti di forza di Arunda: non una singola vigna o un unico comune, ma una selezione territoriale costruita espressamente intorno alla produzione di Metodo Classico. Una volta ottenuti i vini base, tutto cambia con il loro trasferimento nella cantina di Meltina. L’altitudine diventa infatti uno strumento naturale di affinamento: gli ambienti mantengono temperature fresche, intorno ai 15 °C, e consentono alla seconda fermentazione e alla successiva maturazione sui lieviti di procedere lentamente. Il tempo è uno dei principi fondamentali della filosofia Arunda. Gli spumanti rimangono sui lieviti generalmente per almeno tre anni, mentre le selezioni più importanti possono raggiungere affinamenti molto più lunghi, fino a circa dieci anni per alcune interpretazioni. La rifermentazione avviene esclusivamente in bottiglia secondo il Metodo Classico e i vini base vengono vinificati separatamente in acciaio e, quando ritenuto opportuno, in legno, prima di essere assemblati. La produzione si attesta oggi intorno alle 120.000 bottiglie annue, dimensione che permette alla cantina di mantenere un'impostazione specialistica: Arunda non produce vini fermi, ma concentra l’intera esperienza aziendale sulle bollicine. La gamma attraversa differenti interpretazioni di Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero, partendo dal Brut, espressione più immediata dello stile della casa, fino a Extra Brut, Pas Dosé, Blanc de Blancs, Rosé e alle selezioni Riserva. Cuvée Marianna rende omaggio alla figura di Marianne Reiterer e rappresenta uno dei legami più evidenti tra le bottiglie e la storia familiare, mentre le Riserve mostrano il lato più profondo e maturo del progetto attraverso permanenze sui lieviti sensibilmente più lunghe. Il filo conduttore rimane la ricerca di un equilibrio tra freschezza alpina, finezza del perlage, complessità derivante dall’autolisi e capacità di evoluzione. Nel 2023 Arunda ha aperto un nuovo capitolo affidando la responsabilità enologica e la direzione della cantina a Wolfgang Tratter, chiamato a proseguire il percorso iniziato da Josef Reiterer più di quarant’anni prima. La nuova fase mantiene il Metodo Classico come principio assoluto, ma punta ulteriormente sulla selezione dei vigneti, sull’allungamento dei tempi di maturazione e sulla ricerca di maggiore complessità. È proprio questa continuità a rendere Arunda particolarmente interessante: Josef e Marianne hanno costruito un progetto quando il Metodo Classico altoatesino rappresentava ancora una nicchia quasi inesistente, scegliendo un luogo apparentemente improbabile come Meltina e trasformandone l’altitudine nel principale alleato della produzione. Oggi quella cantina a 1.200 metri rimane il centro di tutto: le uve nascono più in basso, nei diversi terroir dell’Alto Adige, ma è nel clima fresco di Meltina che Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero affrontano lentamente la rifermentazione e lunghi anni di riposo sui lieviti. Arunda rappresenta così una delle interpretazioni più autenticamente alpine del Metodo Classico italiano, costruita non sulla forza di un'unica denominazione o di un singolo vigneto, ma sull’incontro tra diverse zone dell’Alto Adige, sulla specializzazione assoluta nelle bollicine e soprattutto sul tempo, considerato fin dall’inizio da Josef Reiterer come uno degli ingredienti fondamentali per ottenere finezza, profondità ed eleganza.