AZIENDA AGRICOLA BRAMA

CRIANZA VINO BIANCO 2017 - BRAMA

Precio normal €25,50 Precio rebajado€28,00ahorra €2,50

Abbinamenti, Si abbina perfettamente a piatti di mare e pesce crudo, come tartare di gamberi o carpacci di branzino.
Alcol, 14%
Annata, 2017
Denominazione, Vino bianco
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Campania (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Trebbiano Romagnolo

NOTE SENSORIALI:

Il “Crianza” Brama 2017 si presenta con un colore giallo oro luminoso, punteggiato da riflessi aranciati. Al naso si apre con profumi di mela e pera in confettura, seguiti da note più dolci come pesca matura, fino a sfumature delicate di tisane (camomilla) e un accenno speziato di chiodi di garofano. Al palato è intenso ma equilibrato: la freschezza lo sostiene, la mineralità gli conferisce carattere, e la beva è calda, avvolgente, con un finale che richiama tenui note speziate e una texture autentica.

CURIOSITÀ:

È un vino bianco “orange”, ottenuto tramite macerazione sulle bucce, tecnica che consente di estrarre aromi, tannini più marcati e una struttura diversa rispetto ai bianchi tradizionali. Viene prodotto con Trebbiano Romagnolo (uva bianca), senza solfiti aggiunti (o con minimi), secondo una filosofia artigianale che punta alla purezza e all’autenticità. È descritto come “d’altura” (“highland orange”) – questo suggerisce che i vigneti siano situati a quote elevate, il che favorisce escursioni termiche giorno/notte che aiutano a rafforzare freschezza e carattere aromatico

Azienda Agricola Brama

Azienda Agricola Brama è una minuscola realtà campana nata dall’incontro tra Gennaro “Rino” Di Maggio e Tiziana Teodoro, compagni nella vita e nel progetto agricolo, uniti dal desiderio di produrre vino in un territorio nel quale la viticoltura non rappresenta la coltura dominante. Il nome stesso “Brama” nasce da questa idea di desiderio, dalla volontà quasi ostinata di recuperare vigne e produrre vini personali senza adattarsi necessariamente ai modelli più convenzionali dell’enologia campana. Il progetto prende forma all’inizio degli anni Duemila e si sviluppa tra Caggiano, nell’entroterra salernitano, e Montecorvino Pugliano, nell’area dei Monti Picentini, recuperando piccoli appezzamenti e vecchie vigne, alcune messe a dimora nei primi anni Settanta. La dimensione è volutamente minuscola: le fonti storiche riportano circa 2,4 ettari vitati a Montecorvino Pugliano e mezzo ettaro nell’area di Caggiano, con una produzione che si è attestata intorno alle 5.000 bottiglie, numeri che spiegano immediatamente il carattere artigianale dell’azienda.  Rino e Tiziana definiscono il proprio lavoro prima di tutto come quello di coltivatori di uva e il vigneto costituisce il centro dell’intero progetto. L’approccio agricolo è estremamente rispettoso del terreno e vicino alle pratiche biologiche e biodinamiche, pur senza la volontà di utilizzare il termine “naturale” come semplice etichetta commerciale: il principio è ridurre le forzature e permettere alla pianta e al suolo di raggiungere un proprio equilibrio. Il contesto dei Monti Picentini, fatto di rilievi, altopiani e boschi e storicamente conosciuto soprattutto per olio, castagne e nocciole, rende ancora più particolare la scelta di recuperare piccoli vigneti in queste zone. Anche il patrimonio ampelografico è decisamente fuori dagli schemi e comprende varietà molto differenti tra loro. Aglianico, Barbera, Sangiovese, Trebbiano, Moscato e persino Petit Verdot sono stati interpretati attraverso microvinificazioni che riflettono più la curiosità dei produttori che la volontà di costruire una gamma convenzionale. Tra le etichette che hanno caratterizzato maggiormente la storia aziendale troviamo Scaramanzia, da Aglianico, Sparaposa, da Barbera, Cerasella, rosato sempre da Barbera, Crianza, bianco basato sul Trebbiano, Forastero da Sangiovese, Sanacore da Petit Verdot e Alleria, passito ottenuto da Moscato di Salvitelle. In cantina la filosofia segue naturalmente quella adottata nei vigneti: interventi ridotti, fermentazioni pensate per lasciare emergere il carattere dell’uva e una ricerca che non punta alla perfezione formale o all’omologazione. I vini di Brama possono quindi possedere acidità marcate, profili aromatici inconsueti e un carattere volutamente lontano dalle interpretazioni più costruite e immediatamente riconoscibili. È una produzione che accetta la diversità delle annate e delle varietà e che utilizza la tecnica come strumento di accompagnamento piuttosto che come mezzo per uniformare il risultato. Questa impostazione spiega anche perché le bottiglie siano rimaste rare e difficili da reperire: Brama non nasce per inseguire grandi numeri, ma come progetto personale di due vignaioli che hanno scelto di lavorare pochi ettari e trasformarne direttamente le uve. Azienda Agricola Brama rappresenta così una delle micro-realtà più singolari del panorama campano: un progetto costruito da Rino Di Maggio e Tiziana Teodoro lontano dalle denominazioni più celebri della regione e sviluppato attraverso vecchie vigne, varietà differenti e una visione agricola fortemente indipendente. La sede aziendale è legata a Caggiano, mentre il patrimonio viticolo storico si estende anche verso Montecorvino Pugliano; ancora oggi i registri d’impresa riportano Tiziana Teodoro come titolare di un’attività agricola dedicata alla coltivazione della vite. Poche migliaia di bottiglie, vigne recuperate, pratiche rispettose del terreno e vinificazioni volutamente personali definiscono un’identità che non cerca di inserirsi facilmente in una categoria. Brama nasce letteralmente dalla “bramosia” di fare vino e conserva ancora oggi proprio questo carattere: una piccola esperienza agricola nella provincia di Salerno nella quale il vino rimane soprattutto il risultato della terra, della sperimentazione e della libertà dei suoi produttori.