CHATEAU MUSAR WHITE 2013 - CHATEAU MUSAR
Abbinamenti, Perfetto con piatti complessi, cucina speziata, pesce strutturato o formaggi stagionati, ma anche da degustare da solo per apprezzarne tutte le sfumature.
Alcol, 12%
Annata, 2013
Denominazione, Wine of Lebanon - Beeka Valley
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Libano
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Obaideh, Merwah
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta con un colore dorato intenso, segno dell’evoluzione. Al naso è complesso e stratificato: emergono note di frutta matura, miele, agrumi canditi, frutta secca e leggere sfumature ossidative, accompagnate da sentori speziati e una marcata componente minerale. Al palato è ampio e profondo, con una struttura importante sostenuta da una sorprendente freschezza. La trama è ricca ma equilibrata, con un finale lungo, persistente e leggermente sapido, che richiama il profilo aromatico del naso.
CURIOSITÁ:
Lo Château Musar White 2013 – Château Musar è un bianco iconico e fuori dagli schemi, proveniente dalla Valle della Bekaa in Libano, capace di unire tradizione antichissima e stile assolutamente unico nel panorama mondiale. È prodotto da un blend di uve autoctone libanesi Obaideh e Merwah, varietà rare e storicamente legate alla viticoltura della regione, spesso considerate affini a vitigni mediterranei antichi. La vinificazione segue un approccio tradizionale, con fermentazione e affinamento in legno, seguiti da un lungo periodo di maturazione in bottiglia prima della commercializzazione. È un vino che sfida le categorie: non è un bianco “classico”, ma un vino da meditazione e da tavola allo stesso tempo, capace di evolvere per decenni e di offrire esperienze diverse a ogni assaggio.
Chateau Musar +
Siamo per l’appunto in Libano, poche decine di chilometri a est di Beirut, la capitale.
Lo scenario è quello di un luogo particolarmente vocato alla produzione di grandissimi vini, scoperto e in qualche modo “costruito” grazie al genio intuitivo di Gaston Hochar.
Quest’ultimo, nel 1930, dopo un lungo viaggio nella regione di francese di Bordeaux alla scoperta delle prestigiose etichette bordolesi, ritornò con la convinzione che in Libano le condizioni climatiche e le composizioni dei terreni gli avrebbero permesso di produrre vini altrettanto importanti.
Il tempo non ha fatto altro che dargli ragione: i suoi sono infatti vini adesso celebrati in tutto il mondo.
A Gaston Hochar sono nel tempo succeduti i suoi figli, tra cui Serge Hochar, ovvero colui che è stato capace di portare alla ribalta mondiale il Libano come nazione culla del vino contemporaneo.
Nato nel 1939, Serge iniziò a lavorare con il padre e con il fratello ancora prima di compiere vent’anni, dopo aver compreso che la scelta di studiare ingegneria era quella sbagliata.
L’attrazione nei confronti del vino era infatti più forte di quella nei confronti dell’ingegneria, e sulla scia delle intuizioni del padre, anche Serge Hochar, dopo aver preso progressivamente il controllo di Château Musar a partire dagli anni ‘60, iniziò un percorso di rara virtù, fatto di vendemmie e soprattutto di vini ancora oggi magnifici.
Precursore del biologico e di quelli che oggi chiamiamo vini naturali, Serge capì alla svelta che date le particolari condizioni climatiche della Bekaa Valley non era necessario intervenire chimicamente in vigna e che le piante, viti addirittura centenarie, erano in grado di regalare grande uva anche senza alcun trattamento.
Da ciò ancora oggi prendono vita vini rossi e vini bianchi di inimitabile personalità ed eleganza, prodotti a partire dalle più importanti varietà internazionali: cabernet sauvignon, carignan, cinsault e grenache per i rossi, obaideh e merwah - simili allo chardonnay e al sémillon - per i bianchi.
Etichette figlie di affinamenti particolarmente significativi, grazie ai quali è possibile apprezzare le vendemmie di anche dieci o quindici anni fa, un periodo di tempo ideale per godere appieno della maturità di queste vere e proprie “perle del Mediterraneo”.