OFFIDA DOCG PECORINO BIO "IO SONO GAIA... NON SONO LUCREZIA" 2022 - LE CANIETTE
Abbinamenti, Ottimo in abbinamento ai secondi di pesce, si sposa bene con i crostacei, primi a base di pesce o uova.
Alcol, 14%
Annata, 2022
Denominazione, Offida DOCG
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Marche (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Pecorino 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso dai riflessi dorati. Al naso offre un bouquet ampio e stratificato: fiori di camomilla, fieno secco, macedonia di frutta, cenni di burro e frutta secca, fino a una sottile nota minerale di pietra focaia. Il sorso è pieno e vibrante, con freschezza agrumata, una mineralità incisiva e una persistenza che invita al riassaggio.
CURIOSITÁ:
“Io Sono Gaia Non Sono Lucrezia” 2022 è un Pecorino Offida DOCG che nasce nelle colline marchigiane di Ripatransone, da terreni sciolti con presenza calcarea e da vigne allevate a Guyot. Un bianco dal carattere deciso e dalla finezza elegante, capace di raccontare il territorio attraverso mineralità e struttura. Le uve, raccolte a mano in cassette, vengono lavorate con spremitura soffice e rese volutamente contenute, per concentrare aromi e freschezza. La fermentazione e l’affinamento avvengono in barrique per dodici mesi – un terzo nuove, un terzo di primo passaggio e un terzo di secondo – a cui segue un periodo di riposo in acciaio che armonizza il vino prima dell’imbottigliamento.
Le Caniette +
Le Caniette è una storica realtà familiare di Ripatransone, sulle colline del Piceno in provincia di Ascoli Piceno, dove la famiglia Vagnoni coltiva la terra da quattro generazioni. La storia prende avvio nel 1897, quando Raffaele Vagnoni acquista una proprietà con abitazione nella zona conosciuta come “Le Caniette” e vi si trasferisce con la famiglia, ampliando progressivamente i terreni attraverso l’acquisto di piccoli appezzamenti confinanti. In questa prima fase la vite convive con altre attività agricole e con l’allevamento dei bovini di razza Marchigiana, secondo il modello della tradizionale azienda contadina. Negli anni Quaranta Giovanni Vagnoni imprime una prima svolta piantando filari specializzati e superando progressivamente la precedente coltivazione alberata, ma è negli anni Sessanta, con il figlio Raffaele, che la viticoltura diventa definitivamente il centro dell’attività: gran parte della proprietà viene convertita a vigneto e l’azienda si dota delle strutture necessarie per produrre e commercializzare direttamente il proprio vino. Un nuovo passaggio fondamentale arriva nel 1990 con l’ingresso di Giovanni Vagnoni, che introduce innovazioni tecniche e imprenditoriali e dà inizio all’imbottigliamento con il marchio Le Caniette. Nascono in questo periodo alcune delle etichette destinate a diventare simboliche, tra cui Morellone e Rosso Bello, nomi scelti anche grazie al contributo dell’artista e docente Gianfranco Notargiacomo. Nel 2002 Raffaele lascia la conduzione ai figli Giovanni e Luigino, che lavorano insieme fino al 2022, quando Giovanni assume direttamente la guida dell’azienda. Oggi la proprietà raggiunge circa 20 ettari complessivi, dei quali 16 vitati, affiancati da circa un ettaro e mezzo di oliveto e da aree boschive. I vigneti sono distribuiti in differenti parcelle intorno a Ripatransone, in una posizione particolarmente interessante perché le colline si sviluppano in rapporto diretto con il Mare Adriatico. Il clima mediterraneo viene mitigato dalla ventilazione e risente contemporaneamente delle influenze provenienti dall’area balcanica, mentre i terreni presentano depositi sabbiosi e conglomerati risalenti al Pleistocene inferiore, con importanti presenze calcaree in diverse parcelle. Le altitudini possono raggiungere circa 400 metri e la combinazione tra esposizione, ventilazione marina ed escursioni termiche contribuisce a preservare freschezza e integrità aromatica nelle uve. L’intera proprietà è condotta secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata, scelta che per la famiglia significa soprattutto mantenere un rapporto equilibrato con suolo, vigneto e ambiente circostante. Il patrimonio varietale è fortemente legato alle Marche e comprende Pecorino, Passerina, Montepulciano e Sangiovese, ai quali si affianca il Grenache, localmente conosciuto anche come Bordò e profondamente radicato nella tradizione del Piceno. Pecorino e Passerina costituiscono il cuore della produzione bianca. La Passerina trova nella “Lucrezia” una delle interpretazioni storiche della casa, vinificata privilegiando freschezza, sapidità e immediatezza aromatica. Il Pecorino viene invece esplorato attraverso differenti livelli di complessità: “Veronica” ne propone una lettura territoriale e precisa, mentre “Io Sono Gaia Non Sono Lucrezia” rappresenta una delle etichette più personali di Giovanni Vagnoni, con una vinificazione e un affinamento capaci di evidenziare struttura, profondità e potenziale evolutivo della varietà. Sul fronte dei rossi, Montepulciano e Sangiovese costituiscono la base della tradizione del Piceno. Rosso Bello nasce dall’incontro delle due varietà e mantiene un'impostazione orientata alla fragranza e alla bevibilità, mentre Morellone, Piceno DOC Superiore, porta l’assemblaggio verso maggiore struttura e complessità attraverso una prevalenza di Montepulciano e un lungo affinamento che comprende il passaggio in barrique. Nero di Vite approfondisce ulteriormente l’anima dei rossi aziendali, mentre Cinabro rappresenta uno dei vini più particolari della produzione ed è dedicato al Grenache, varietà capace di mostrare sulle colline di Ripatransone un carattere mediterraneo ma sostenuto dalla freschezza garantita dall’altitudine e dalla ventilazione. Anche Sinopia, nelle versioni ferma e spumante, nasce dalla volontà di esplorare un volto differente del Montepulciano attraverso la vinificazione in rosato. La cantina inaugurata nel 2007 rappresenta bene l’evoluzione della famiglia: una struttura moderna e funzionale, dotata di spazi dedicati alla maturazione e all’accoglienza, nella quale tecnologia e tradizione vengono utilizzate insieme senza trasformare l’una nell’opposto dell’altra. La precisione nelle temperature, nelle fermentazioni e negli affinamenti viene considerata uno strumento per preservare le caratteristiche delle uve, mentre acciaio, cemento e legno vengono scelti diversamente secondo la personalità del vino. Le Caniette rappresenta così oltre un secolo di storia agricola del Piceno, dal primo terreno acquistato da Raffaele Vagnoni nel 1897 fino all’attuale conduzione di Giovanni. Quattro generazioni durante le quali una piccola proprietà agricola si è trasformata in una cantina fortemente identificata con Ripatransone senza perdere il rapporto con le varietà locali. Pecorino, Passerina, Montepulciano, Sangiovese e Grenache diventano differenti strumenti attraverso i quali raccontare lo stesso paesaggio, sospeso tra Adriatico e Appennino, mentre la conduzione biologica e la valorizzazione delle singole uve definiscono la direzione contemporanea dell’azienda. Una storia nella quale evoluzione tecnica e memoria familiare procedono insieme, mantenendo al centro quel territorio di Ripatransone che, dal 1897, continua a essere la vera origine dell’identità Le Caniette.