ROERO ARNEIS DOCG 2024 - GIOVANNI ROSSO
Abbinamenti, Questo vino è l'ideale per accompagnare piatti a base di frutti di mare, fritti e zuppe di verdure, elevando l'esperienza gastronomica con la sua finezza e complessità.
Alcol, 13%
Annata, 2024
Denominazione, Roero Arneis DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Arneis 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta di un luminoso giallo paglierino chiaro, attraversato da delicati riflessi verdolini. Il naso è fine e progressivo: inizialmente emergono pesca, mela gialla e agrumi, seguiti da sfumature di biancospino e camomilla, mentre con qualche minuto nel bicchiere affiorano sensazioni più esotiche e il caratteristico richiamo alla mandorla. Il sorso è fresco ma dotato di una bella consistenza, con una trama quasi setosa attraversata da un'acidità agrumata che mantiene il vino dinamico e preciso. È soprattutto nel finale che emerge il territorio: una nitida sapidità minerale, accompagnata da leggere sensazioni speziate e mandorlate, prolunga la bevuta e rende questo Arneis decisamente più gastronomico di quanto la sua immediatezza iniziale possa suggerire.
CURIOSITÁ:
Il Roero Arneis DOCG 2024 di Giovanni Rosso porta la filosofia di una delle famiglie storiche di Serralunga d'Alba nel territorio del Roero, interpretando l'Arneis con lo stesso principio che guida da sempre la produzione aziendale: il vino deve essere prima di tutto espressione del proprio terroir. La famiglia Rosso coltiva vigneti nelle Langhe dalla fine dell'Ottocento e oggi è Davide Rosso a guidare la cantina, conosciuta soprattutto per i suoi grandi Nebbiolo e per parcelle leggendarie come Vigna Rionda. In questo bianco emerge invece il volto più luminoso e immediato del Piemonte. Il 2024 è prodotto esclusivamente da Arneis e viene affinato in acciaio inox, una scelta precisa che evita di sovrapporre il carattere del legno alla naturale fragranza del vitigno. L'Arneis trova nei caratteristici terreni sabbiosi del Roero un ambiente particolarmente favorevole, sviluppando profumi delicati, una bella tensione gustativa e quella sottile impronta sapida che costituisce uno dei tratti più affascinanti della denominazione. Il risultato è un bianco secco di 13% vol., elegante ma tutt'altro che esile, capace di unire immediatezza, struttura e una sorprendente capacità di evoluzione.
Giovanni Rosso +
Giovanni Rosso è una storica realtà familiare di Serralunga d’Alba, uno dei comuni simbolo del Barolo e uno dei territori nei quali il Nebbiolo raggiunge alcune delle sue espressioni più profonde e longeve. La famiglia coltiva la vite su queste colline dall’inizio del Novecento e ha costruito nel tempo un patrimonio di vigneti distribuito tra alcune delle MGA più prestigiose del paese, mantenendo come principio fondamentale il rispetto dell’identità di ogni singola vigna.
Le radici della famiglia a Serralunga risalgono al 1906. Nel corso delle generazioni vengono progressivamente acquisiti e consolidati appezzamenti in differenti zone del comune, creando un mosaico di vigne caratterizzate da esposizioni, altitudini e composizioni geologiche diverse. Cerretta, Serra, Broglio, Meriame, Sorano, Costabella e altre importanti menzioni diventano parte di un patrimonio costruito lentamente, attraverso oltre un secolo di lavoro.
Una fase decisiva arriva con Giovanni Rosso, che dagli anni Ottanta imprime una nuova direzione all'azienda. Il suo lavoro si concentra soprattutto sui vigneti, rinnovando diversi impianti e aumentando l'attenzione dedicata alla qualità delle uve. È in questo periodo che vengono poste le basi della filosofia che ancora oggi caratterizza la cantina.
Dal 2001 il progetto passa nelle mani del figlio Davide Rosso. Dopo gli studi enologici ad Alba e alcune esperienze fuori dall'Italia, Davide torna a Serralunga con una sensibilità particolarmente attenta al concetto di terroir. La sua idea è quella di ridurre al minimo qualsiasi elemento capace di uniformare i vini e lasciare invece emergere le differenze naturali tra le singole vigne.
Serralunga d'Alba possiede caratteristiche particolarmente riconoscibili all'interno della denominazione Barolo. Le sue formazioni geologiche, ricche di calcare e argilla, sono tradizionalmente associate a Nebbiolo di grande struttura, profondità tannica e straordinaria capacità di evoluzione. Sono vini che spesso richiedono tempo, ma che proprio attraverso l'affinamento riescono a mostrare tutta la complessità del territorio.
Tra i luoghi fondamentali della famiglia troviamo Cerretta, uno dei grandi cru di Serralunga. Il legame dei Rosso con questa collina risale agli inizi del Novecento e nel tempo la vigna è diventata una delle espressioni più rappresentative della cantina. Il Nebbiolo assume qui profondità e struttura, mantenendo allo stesso tempo una componente floreale e una finezza che emergono progressivamente con l'evoluzione.
Serra rappresenta un'altra importante interpretazione di Serralunga. Le vigne raggiungono quote relativamente elevate e crescono su terreni fortemente caratterizzati dalla componente calcarea. Il risultato è un'altra lettura del Nebbiolo, capace di mostrare quanto possano cambiare equilibrio, profumi e trama tannica anche all'interno dello stesso comune.
Il luogo più prezioso della storia familiare è però Vigna Rionda, una delle vigne più celebrate dell'intera denominazione Barolo. Il legame con questa terra arriva attraverso la famiglia Canale e assume per Davide Rosso anche un profondo valore affettivo. Da qui nasce il Barolo Vignarionda Ester Canale, dedicato alla madre e diventato il vertice della produzione aziendale.
Vigna Rionda rappresenta perfettamente la filosofia della cantina: non semplicemente produrre un grande Nebbiolo, ma conservare nel vino le caratteristiche irripetibili di una specifica collina. Esposizione, altitudine, composizione del terreno e storia della vigna diventano elementi inseparabili dall'identità della bottiglia.
Accanto alle selezioni parcellari, Giovanni Rosso produce interpretazioni capaci di raccontare Serralunga in maniera più ampia. Il Barolo del Comune di Serralunga d'Alba nasce proprio con questa idea: riunire differenti vigne per restituire non il carattere di una singola MGA, ma quello complessivo del paese.
Nebbiolo rimane il centro assoluto del progetto, affiancato dalle altre varietà tradizionalmente coltivate nelle Langhe. In cantina l'approccio cerca di accompagnare il carattere naturale delle uve attraverso vinificazioni attente e affinamenti pensati per non coprire le differenze tra le diverse provenienze.
La storia di Giovanni Rosso non rimane però confinata al Piemonte. Nel 2016 Davide decide di confrontarsi con un territorio apparentemente lontanissimo dalle Langhe ma accomunato da una fortissima identità: l'Etna. La famiglia acquisisce vigneti sul versante settentrionale del vulcano, nei dintorni di Solicchiata, nel comune di Castiglione di Sicilia.
Qui marne e calcare lasciano spazio alla lava, mentre Nebbiolo viene sostituito soprattutto da Nerello Mascalese e Carricante. Altitudine, forti escursioni termiche e differenti stratificazioni vulcaniche creano un nuovo mosaico di terroir che Davide interpreta seguendo lo stesso principio applicato da anni a Serralunga.
L'Etna non rappresenta quindi una semplice espansione aziendale, ma la continuazione di una ricerca. Come nelle Langhe, anche sul vulcano sono le singole provenienze a guidare il lavoro, con l'obiettivo di comprendere le differenze tra vigne e contrade e trasferirle nel vino senza costruire uno stile artificiosamente uniforme.
Oggi Giovanni Rosso unisce così due territori straordinariamente differenti. Da una parte Serralunga d'Alba, con il Nebbiolo, le marne e cru storici come Cerretta, Serra e Vigna Rionda; dall'altra l'Etna, con Nerello Mascalese, Carricante e suoli generati dalle antiche colate laviche. A collegarli è la stessa visione: considerare il vino come espressione di un luogo preciso e lasciare che sia la vigna, prima ancora della cantina, a determinarne il carattere.
Giovanni Rosso racconta quindi una storia iniziata oltre un secolo fa e costruita attorno alla terra. Da Serralunga all'Etna, la famiglia continua a lavorare cercando non semplicemente concentrazione o potenza, ma riconoscibilità della provenienza. È questa fedeltà al terroir a definire il progetto: interpretare grandi vigne senza uniformarle, permettendo a ogni bottiglia di conservare la propria origine.