VALDOBBIADENE PROSECCO DOCG DRY "COSTE DI MEZZODÌ" 2025 - COL VETORAZ
Abbinamenti, Protagonista ideale di brindisi e momenti conviviali, è uno spumante versatile e raffinato, perfetto per accompagnare aperitivi, occasioni festive e ogni momento della giornata.
Alcol, 11,5%
Annata, 2025
Denominazione, Valdobbiadene DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Glera 100%
NOTE SENSORIALI:
Il perlage è fine e persistente. Al naso si apre con intense note floreali di rosa, acacia e fiore di vite, accompagnate da sfumature agrumate e delicati richiami fruttati di pesca bianca, pera e mela. In bocca è avvolgente, equilibrato e piacevolmente morbido, sostenuto da una freschezza che dona slancio e grande bevibilità.
CURIOSITÀ:
Il “Coste di Mezzodì” Millesimato Dry di Col Vetoraz nasce da una selezione di uve Glera provenienti dai ripidi vigneti esposti a mezzogiorno, nelle aree più luminose e vocate di Valdobbiadene. L’esposizione solare privilegiata permette di ottenere un Prosecco Superiore DOCG dal profilo particolarmente armonioso, morbido ed elegante, capace di esprimere al meglio la finezza aromatica del territorio.
Col Vetoraz +
Col Vetoraz è una delle realtà di riferimento di Santo Stefano di Valdobbiadene e possiede un legame particolarmente profondo con il Cartizze: la cantina sorge infatti sulla sommità dell’omonimo colle, a quasi 400 metri di altitudine, nel punto più elevato dell’area del Cartizze, con una posizione che domina l’intero anfiteatro compreso tra Fol e Sacol. La storia familiare inizia nel 1838, quando gli antenati di Francesco Miotto si stabiliscono proprio sul Col Vetoraz e iniziano a coltivare la vite. Anche dopo le devastazioni della Prima guerra mondiale, quando la posizione dominante della collina la rende un punto strategico e l’area viene pesantemente bombardata, la famiglia ricostruisce i vigneti e continua l’attività. Un passaggio decisivo arriva nel 1980: alla prematura scomparsa del padre, Francesco Miotto assume a soli 29 anni la responsabilità dell’azienda e comincia a produrre le prime bottiglie attraverso la tradizionale rifermentazione “con fondo”. Nel 1993 nasce ufficialmente Col Vetoraz Spumanti dall’incontro tra tre competenze complementari: Francesco Miotto porta la conoscenza familiare delle vigne e del territorio, Paolo De Bortoli quella agronomica e Loris Dall’Acqua quella enologica. È proprio questa collaborazione a costruire progressivamente l’identità moderna della cantina, fondata su una scelta estremamente precisa: concentrarsi esclusivamente sul Valdobbiadene DOCG e sul Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG, rinunciando a estendere la produzione verso denominazioni più ampie. Dal 2017 questa volontà territoriale viene resa ancora più evidente attraverso la decisione di privilegiare nella comunicazione il nome “Valdobbiadene DOCG” rispetto alla parola Prosecco, mettendo quindi il luogo prima della categoria. Il territorio è quello delle ripidissime colline comprese tra Conegliano e Valdobbiadene, modellate nei secoli dal lavoro manuale e oggi riconosciute come Patrimonio Mondiale UNESCO. Qui la Glera rappresenta il centro assoluto della produzione e viene coltivata su pendii nei quali esposizione, altitudine e composizione dei terreni possono cambiare sensibilmente anche a breve distanza. Col Vetoraz ha costruito la propria filosofia proprio sulla capacità di selezionare le uve secondo provenienza e caratteristiche delle differenti zone, raccogliendole rigorosamente a mano e vinificando una quantità di materia prima superiore alle necessità effettive della cantina per poter scegliere soltanto le basi considerate più adatte. La selezione diventa quindi uno degli strumenti fondamentali dello stile aziendale: non cercare una semplice uniformità aromatica, ma costruire cuvée capaci di esprimere equilibrio, finezza del perlage e soprattutto piacevolezza. Particolarmente importante è naturalmente il Cartizze, perché per Col Vetoraz non rappresenta soltanto una delle massime espressioni della denominazione, ma il luogo fisico nel quale la famiglia Miotto vive e coltiva la vite dal 1838. Nella parte alta della collina i terreni presentano una matrice complessa nella quale argille, marne e arenarie contribuiscono alla concentrazione aromatica e alla componente sapida del vino. Il Superiore di Cartizze della casa nasce esclusivamente da Glera proveniente da questa zona e mantiene volutamente uno stile Dry, con circa 24 g/l di residuo zuccherino: una scelta che la cantina collega alla tradizione storica del Cartizze, dove la maggiore maturità delle uve portava naturalmente verso vini più morbidi e ricchi. L’altra anima di Col Vetoraz è rappresentata dalla ricerca tecnica condotta soprattutto da Loris Dall’Acqua, che nel corso degli anni ha sviluppato una gamma capace di mostrare quanto la Glera possa cambiare secondo esposizione, maturità e livello di residuo zuccherino. Nel 1998 la cantina realizza uno dei primi Millesimati che contribuiscono alla crescita qualitativa e d’immagine della denominazione; nel 2012 arriva invece una delle sperimentazioni più significative, l’Extra Brut Cuvée Ø, nato come sfida per produrre un Valdobbiadene completamente privo di zuccheri residui. Il vino è ottenuto da Glera proveniente dalle colline meglio esposte di Valdobbiadene e mantiene zero grammi litro di residuo zuccherino, dimostrando come maturità delle uve e precisione della spumantizzazione possano costruire equilibrio anche senza l’apporto della liqueur finale. La gamma contemporanea sviluppa questa idea attraverso interpretazioni differenti: Extra Brut Cuvée Ø ed Extra Brut Cuvée 5 rappresentano il versante più secco; Brut Coste di Levante, Extra Dry Cuvée 13 ed Extra Dry Coste di Ponente mostrano differenti equilibri tra freschezza e morbidezza; Millesimato Dry Coste di Mezzodì porta la maturità verso un registro più avvolgente, mentre il Superiore di Cartizze rimane la sintesi più prestigiosa del legame con la collina d’origine. A queste etichette si affiancano Tresiese e Brut Rosa Dodici Lune, ampliando il lavoro sul mondo delle bollicine senza allontanarsi dalla filosofia aziendale. Col Vetoraz rappresenta quindi una storia nella quale territorio e specializzazione coincidono quasi perfettamente: la famiglia Miotto vive sul colle dal 1838, Francesco ne ha raccolto l’eredità nel 1980 e dal 1993 il confronto con Paolo De Bortoli e Loris Dall’Acqua ha trasformato quella tradizione agricola in una delle realtà più riconoscibili di Valdobbiadene. La scelta di produrre esclusivamente Valdobbiadene DOCG, la vendemmia manuale sulle forti pendenze, la selezione delle uve per zona e la ricerca continua sull’equilibrio tra acidità, aromaticità, perlage e residuo zuccherino costituiscono ancora oggi i cardini del progetto. Anche la cantina è cresciuta seguendo questa direzione: nel 2013 è stata realizzata una nuova struttura dedicata alla vinificazione e allo stoccaggio e nel 2015 sono nati gli spazi di degustazione affacciati direttamente sui pendii del Cartizze. Più che utilizzare il territorio come semplice elemento narrativo, Col Vetoraz ha quindi costruito tutta la propria identità attorno a esso: dalla sommità del Cartizze alle differenti esposizioni di Valdobbiadene, ogni cuvée nasce per mostrare un volto diverso della Glera e delle sue colline. È questa specializzazione assoluta, insieme a quasi due secoli di presenza della famiglia Miotto nello stesso luogo, a definire Col Vetoraz: una cantina che ha scelto di non allargare il proprio orizzonte, ma di approfondire continuamente quello che possiede sotto i piedi.